Maurizio Casagrande in scena con “E la musica mi gira intorno” 0 549

Prosegue, con il terzo appuntamento in cartellone, la rassegna teatrale 2017-18 del teatro Orfeo. Di fatto, nella serata di lunedì 27 novembre, il noto attore napoletano Maurizio Casagrande ha intrattenuto con il suo spettacolo “E la musica mi gira intorno”, per circa due ore e mezza, il pubblico tarantino, raccontando la storia della sua vita in musica.

Maurizio Casagrande durante spettacolo all’Orfeo

Si parte dall’incontro dei suoi genitori per passare alla sua nascita, in cui l’artista prova a ricordare alcuni momenti particolari: poi gli inizi nel mondo dello spettacolo, quando Casagrande suonava la batteria, e il suo “casuale” esordio a teatro (come sostituto al papà Antonio) che gli fruttò i primi complimenti. Tra canzoni e buon umore si arriva all’incontro con Ivana, la sua donna, fino alla separazione. Lo spettacolo si chiude con un messaggio ben preciso, mandato tramite la canzone di Jarabe De PaloDepende”: ognuno deve guardare il mondo dal proprio punto di vista; “Depende, de qué depende? De según como se mire, todo depende

Sullo sfondo “comico” del lavoro le varie, simpaticissime, scenette con il tecnico delle luci, ignorante quanto sfottente, così come quelle con le due giovani cantanti che al termine di ogni brano trovano sempre uno sfottò nei confronti di Casagrande.

Uno spettacolo frizzante e ricco di buon umore, che l’attore commenta così: “Voglio divertire il pubblico e perché no anche me stesso, raccontando la mia vita attraverso la musica. Il messaggio è emozionare lasciando agli spettatori qualcosa di positivo. Nella vita bisogna guardare le cose sempre con distacco”.

TARANTO: “Beh, sono napoletano e sono uno specialista nel sentire giudizi negativi sulle nostre città. Taranto la conosco bene e so che ha un porto importante: ho trovato la città che mi aspettavo, con qualche problema ma viva”.

IL MESTIERE: “In varie occasioni ho detto che sono fortunato a fare questo lavoro. La vicenda funziona di più se il pubblico la sente”.

LA COMMEDIA: “Questa nasce una frase: un uomo senza passato non ha futuro. Poi, le canzoni che mi hanno fatto ricostruire la mia vita”.

LA MUSICA: “La formazione musicale mi ha aiutato molto nella recitazione. Mio padre era ed è convinto che un attore deve saper fare tutto. Se ti manca qualcosa è inutile fare anche un provino. La musica è matematica della vita”.

IL REGISTA: “Quando hai questo ruolo, soprattutto nel cinema, hai un grande potere…”.

IL NUOVO FILM: “Natale da chef è un film fatto per far ridere, un cinepanettone, mai volgare, diretto da un maestro come Neri Parenti al fianco del mio amico Massimo Boldi”.

IL MONDO PER CASAGRANDE: “Il mare, la gente, l’anima, la risata, il cuore, il caldo, il sole, la pioggia, gli animali, la donna, la casa, l’ironia”.

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Cinzella Festival: a Taranto arrivano i Franz Ferdinand 0 294

È la band scozzese capitanata da Alex Kapranos la prima headliner annunciata per la nuova edizione del Cinzella Festival, il mitico evento che da tre anni si svolge nei dintorni di Taranto e che l’anno scorso aveva già portato i Nothing But Thieves a suonare in riva allo Jonio (o un po’ più lontano dal mare, visto che si tratta di Grottaglie, ma siamo sempre lì). Non perde colpi, dunque, il neo-nato festival, che mostra anzi l’intenzione di proseguire il suo percorso nella maniera migliore possibile, offrendo cartelli imparagonabili rispetto agli eventi che si tengono normalmente nel Sud Italia. Sarà infatti, proprio per i Franz Ferdinand, l’unica data al Sud quella del 20 agosto 2019 nella provincia tarantina.

Riconfermata, dunque, la location dello scorso anno, ovvero le magnifiche Cave di Fantiano a Grottaglie. L’annuncio dei Franz Ferdinand è però solo il primo di quelli che verranno fatti nei prossimi giorni per completare la scaletta che, ricordiamo, sarà spalmata su quattro giorni. Decisamente un regalo di natale per tutti i fan della band scozzese e per tutti gli appassionati della mitica pecorella, simbolo del Cinzella Festival.

I biglietti per l’evento sono già in vendita su TicketOne sia singolarmente (25 euro + d.p.) che sotto forma di abbonamento “Christmas Edition” al costo di 60 euro +d.p. per tutte le quattro giornate.

Ascoltare Turco per sentirsi sempre a casa: ecco “Via Roma” 0 288

Turco è una cantautrice e poli strumentista nata nella provincia di Taranto. La sua musica, definita dalla stessa come “visiva”, è influenzata molto dall’elettronica. Una meravigliosa alchimia tra dispositivi elettronici e cantautorato, mescolati tra di loro per riportare in scena nel 2018 – a modo suo e le riesce benissimo – l’electro-pop. Il sound precursore della musica elettronica conosciuta oggi, un genere che unisce elettronica, pop e, grazie a Turco, anche il cantautorato italiano.

Dopo l’ottimo feedback ottenuto grazie al suo LP “First, Turco inizia la sua eccellente ascesa nel panorama musicale italiano e non. Partecipa al Cinzella Festival di Taranto insieme a Levante, Frankie Hi-Nrg e The Zen Circus, e in breve tempo arriva anche all’Uno maggio di Taranto, affianco a grandi artisti come Brunori Sas e Vinicio Capossela. In seguito a ulteriori successi e soddisfazioni, ottenuti soprattutto grazie all’LP inglese First, aggiunge nel suo repertorio musicale un album: Via Roma (2018). Lingua diversa ma stessa filosofia e stessa coerenza con il sound iniziale: elettronica, cantautorato, synth-pop e rock. A differenza dei primi lavori però sarà affiancata da altri due musicisti, un tastierista e un chitarrista. Questa necessità nasce dal sound più complesso ricercato dalla cantautrice tarantina.

L’album è anticipato dal singolo Treni, caratterizzato da un vivace electro-pop new style e supportato da un’influenza pop moderna. Quello di Turco è il treno delle occasioni, di quelle offerte della vita da non perdere, un treno da prendere al volo, perché essi non aspettano. L’album è introdotto da Intro, uno strumentale dalla durata di 43 secondi affiancato da rumori di strada, sound di citofoni, gente che va e che viene. Sarà la sua Via Roma? Il luogo in cui si trova la sua casa, il suo studio, la sua vita? Si, lo è. “Via Roma è un viaggio fatto dall’ascoltatore per tutta la durata del disco”. Se Treni è secondo la cantautrice il brano più importante e più condiviso da chi sta “dall’altra parte”, gli altri lavori non sono da meno e meritano anch’essi una degna considerazione. L’album è composto da 11 canzoni e ognuna è caratterizzata da sound differenti che ruotano intorno alla sua influenza iniziale: l’elettronica. Un caso è quello di Sharon Dice Che La Vita è un Tropismo Evanescente, uno strumentale con un ritmo orientale, oppure Ho Visto Laura Palmer: ritmi ben definiti e dance, per un finale di stagione inaspettato. Un chiaro tributo alla fortunata serie Twin Peaks, creata da Mark Frost e David Lynch.

Nel brano Ansia invece si riflette una situazione quotidiana ben nota a tutti, raccontata con sonorità dance e con un particolare – a suo modo anch’esso orientaleggiante- intro. “Non mi contattare sennò mi viene l’ansia”. In ordine, il secondo brano dopo intro è Ti Vedi, caratterizzato un ottimo pop elettronico, elegante, con un synth adattato perfettamente alla voce. L’influenza della musica dance caratterizza molto questo album, lo si è notato nel brano tributo a Twin Peaks e lo si nota anche nel quarto brano: nella testa. Un sound che fin dal primo secondo ti entra davvero in testa e che successivamente ti dà un’immensa voglia di ballare. Forse il lavoro più commerciale di “Via Roma”. Il “personale” invece si nota maggiormente negli ultimi brani dell’album, in Ogni Volta per esempio, nella canzone della “ricerca” (“ogni volta che ti guardo sento che ci sei”), oppure in Volevo Dirti. Quest’ultimo accompagnato da un potente drumming e una forte elettronica, sfruttati per amplificare e ricercare un bisogno: quello di te. L’album ha soltanto un featuring, con Molla, e la collaborazione è nata per il brano Eroi: un pezzo introdotto e caratterizzato da una chitarra acustica. Un racconto di grande persone, piccole storie di grandi persone, gli eroi del quotidiano. Questo lungo viaggio in Via Roma si conclude con Buona Vita. Forse anch’esso uno dei lavori con un sound più attuale, ricorda molto Levante da un certo punto di vista. Una chitarra acustica arpeggiata, una voce dolce e calda, un crescendo finale che si conclude con il rumore del mare e il verso dei gabbiani.

Sentirsi sempre a casa e “assaporare” ogni evento del quotidiano sono delle sensazioni bellissime. Turco con quest’album è riuscita a far passeggiare ogni ascoltatore nella sua amata Via Roma, a farlo sentire a casa nella sua casa.

 

Foto di Martina Loiola e Ilenia Tesoro

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