Annunciato il terzo live a Milano per gli U2 0 365

E’ stata aggiunta una terza data del Songs of experience tour degli U2 al Mediolanum Forum di Assago (Mi). Oltre all’11 e al 12 ottobre – andati entrambi sold out nel giro di qualche secondo – la band irlandese capitanata da Bono Vox si esibirà nel palazzetto milanese il 15 ottobre.

I biglietti per il terzo live degli U2 sono in vendita su Ticketone e Ticketmaster a partire dalle ore 10.00 di venerdì 2 febbraio, mentre per gli iscritti a MyLiveNation su livenation.it la prevendita è aperta dalle ore 9.00 di giovedì 1 febbraio.

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Siamo stati al Medimex, il più grande funerale di musica elettronica 0 12066

È iniziato ieri il Medimex, L’International Festival and Music Conference promosso da Puglia Sound e tenutosi quest’anno a Taranto. Non un semplice festival come tanti in Europa, ma una vera conferenza arricchita di workshops, incontri con professionisti del settore musicale, mostre e installazioni. Il tutto spalmato su quattro giorni (dal 7 al 10 giugno) e condito, ovviamente, da tre concerti con nomi di tutto rispetto: Kraftwerk, Placebo e Nitro. Noi siamo stati al concerto dei primi, ma più che un concerto è stato un funerale: il più grande funerale di musica elettronica.

I Kraftwerk, per chi non li conoscesse (ahi, ahi…), sono una band tedesca di musica elettronica, considerati i veri pionieri del genere e di tutto ciò che ne deriva. Attivi ormai dal 1970, con quattordici album in studio pubblicati, mancavano da un anno l’appuntamento italiano; fino a ieri. Ma non si è trattato proprio di un grande ritorno. La colpa non va però certo attribuita ai Kraftwerk che, checché se ne dica, a quasi cinquant’anni di carriera, hanno ancora qualcosa da offrire – anche se chi scrive non è un grande amante delle band “classiche”, soprattutto quando si parla di musica elettronica: il principio, a mio parere, è lo stesso di qualsiasi apparecchio elettronico: se è vecchio non è davvero utile, se non per dire a qualcuno “ehi, guarda, ho un MS-DOS a prendere polvere in cantina”. Ma non è questo il caso.

Guardandosi attorno, la percezione generale era quella di un pubblico capitato lì per caso. Ci si poteva tranquillamente chiedere dove avessero regalato tutti questi biglietti – o se il sito da cui li abbiamo acquistati non fosse in realtà una truffa su un evento ad ingresso libero – perché la situazione si poneva davvero ai limiti del normale. Era addirittura evidente anche la poca quantità di cellulari alzati, roba da non credere nel 2018. E sì, va bene, mille battaglie contro quelli che passano il concerto a riprendere col telefonino, ma è anche vero che questo brutto vizio può essere un indice di gradimento. E ieri, il gradimento, era davvero basso.

Non è stata tanto la staticità della folla a sorprendere – e ho visto comunque più movimento con certe cover band di Ligabue et similia– quanto alcuni, piccoli particolari. Ma andiamo per ordine. I primi venti/trenta minuti di concerto sono stati praticamente non-stop, un susseguirsi di tracce da dieci o quindici minuti l’una tra intro e outro. Proprio in questo frangente sono iniziati i primi dubbi collettivi: “Quando bisogna applaudire?”; “Ma è finita la canzone?”; “Chi sono io e che ci faccio ad un concerto dei Kraftwerk?”. Più o meno queste le frasi facilmente captabili dallo sguardo dei dieci-quindicimila presenti. Poi il delirio.

Essì, il delirio. Perché, diciamolo, per rendersi conto dell’umore generale di una folla non serve certo un esperto, e l’umore generale di chi era lì era quello di chi ci stava per caso. Forse solo le trenta persone attaccate alla transenna davanti erano davvero consci di chi fossero i Kraftwerk; il resto era un misto di sguardi assenti, ondeggiare scoordinato e qualche sparuto battimani fuori tempo. Fin quando non è partita la melodia principale di ‘Computer Love’. Lì urla, salti di gioia, un’ovazione degna di uno stadio di Serie A. Almeno per poco, il tempo di rendersi conto che quella melodia aveva una progressione diversa… Ma dove l’ho già sentita? Ah, sì: i Coldplay.

E che ne sai tu, hai chiesto a diecimila persone se la conoscevano già?”; No. Ma è facile intuire da chi non conosce una sola parola di ‘Robots’ o ‘Radioactivity’ che quella melodia non sapeva certo fosse dei Kraftwerk. E se non lo capisci subito da te, lo lasciano intendere gli attimi di confusione, imbarazzo e silenzio generale che sono seguiti e che hanno accompagnato il resto della canzone e tutto il concerto fino alla fine. Solo in qualche altra occasione il pubblico ha risposto bene: quando sul maxischermo ci sono finite delle foto di Taranto: in pratica si è preferito applaudire di più alla propria città che a chi ci è venuto a suonare.

Un discorso a parte va fatto sul 3D tanto decantato prima dell’inizio del concerto. È dal 2011 ormai che i Kraftwerk propongono questi concerti 3D, che paiono però, a questo punto, essere solo uno specchietto per le allodole. Ieri il 3D è stato, paradossalmente, la cosa meno sorprendente di tutti. Dopo i primi cinque minuti di assestamento, quando ancora la folla fingeva sorpresa per degli effetti alla pari di Gesù dei Griffin che fa i trucchi con le dita, il concerto è proseguito nella più totale monotonia di un qualsiasi maxischermo. Inoltre, una stretta di mano vigorosa a chi ha deciso di dotare il pubblico di occhialetti 3D di cartone in una sera di giugno a Taranto: i miei sono tornati a casa sciolti.

Diffidate quindi dai titoloni che troverete oggi sui giornali: nessuna “festa”, nessuna “folla in delirio”, nessuna “piazza ballante”. Un funerale in piena regola, silenzioso oltre alla musica, immobile oltre alle immagini. Ci si aspettava una risposta diversa dalla città di Taranto, dove un concerto del genere mancava dai tempi d’oro del Tursport. Invece siamo riusciti a ridurre un concerto dei Kraftwerk alla stregua di una sagra di paese, dove ci si beve una birra e si chiacchiera con la persona accanto del più e del meno. E no, non sto scherzando: sentivo benissimo la ragazza accanto a me parlare della sua ultima, pessima, frequentazione a concerto inoltrato, tra birra e sigaretta. Ora, però, c’è bisogno di una risposta diversa da parte dei tarantini. Questa sera sarà la volta dei Placebo che, ad onor del vero, sono un tantino più ballabili: Taranto deve dimostrare di meritarsi un evento come il Medimex, dopo anni di discorsi sulla riconversione economica e sul turismo da far crescere. Il passo da funerale a cimitero può essere molto breve.

Conferenza stampa Uno Maggio Taranto: annunciati gli artisti presenti 0 1123

In diretta da Roma, dove il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti ha organizzato una conferenza stampa a partire dalle 11:30, vi informeremo in tempo reale su tute le novità relative all’evento e sugli artisti che calcheranno il palco del Parco Archeologico delle Mura Greche in occasione dell’Uno Maggio Libero e Pensante, il concerto autofinanziato che riprende la sua attività dopo la pausa dello scorso anno. Fra gli artisti già confermati prima di questa conferenza si possono citare Levante, Brunori, Mezzosangue e i Coma_Cose.

Anche quest’anno la direzione artistica dell’evento è affidata a Michele Riondino, Roy Paci e Diodato. A condurre l’evento saranno Velntina Petrini, Valentina Correani, Andrea Rivera e la new entry Martina Dell’Ombra.

La mattina dell”1, sempre al Parco Archeologico delle Mura Greche, si terrà un dibattito durante il quale saranno illustrate le linee guida dell’Accordo di programma sul quale il Comitato sta lavorando da più di un anno insieme ad una parte consistente delle associazioni civiche cittadine: si tratta di un piano serio di bonifica e riconversione, che ridisegnerà un futuro diverso per Taranto, in modo che possa realmente divenire il simbolo di una quarta rivoluzione industriale “umanizzata”, che ponga al centro del processo di rinnovamento l’uomo e la sua capacità di operare per il bene comune. Tutte le istituzioni locali e nazionali sono state invitate a partecipare al confronto. Il Presidente della Regione Puglia michele Emiliano ha già accolto l’invito del Comitato a prendere parte all’incontro. Invitato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Questi, invece, gli artisti che hanno aderito all’iniziativa a titolo gratuito e che si alterneranno sul palco dalle ore 14:00:

Brunori SAS
Levante

Noemi
Mezzosangue
Irene Grandi
Ghemon
Teresa De Sio
Colapesce
Bud Spencer Blues Explosion
Coma_Cose
Piotta
Luca De Gennaro
Modena City Ramblers (APERTURA)
Lacuna Coil
Mama Marjas
Fido Guido
Francesco di Bella
Meganoidi
Terraross
Med Free Orchestra
Emma Marrone

Un ulteriore artista verrà svelato nei prossimi giorni.

Un ringraziamento ad Oscar Raimondi per aver presenziato a titolo di Blunote Music alla conferenza

+++ NOTIZIA IN COSTANTE AGGIORNAMENTO +++

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