“Brunori Sa”, il programma di Dario Brunori in onda su Rai 3 da marzo 0 457

“Un racconto in cinque episodi sui desideri, sulle paure e delle apparenti contraddizioni della generazione di mezzo a cui appartiene.Cinque piccoli racconti per immagini che ci aiuteranno a tracciare il profilo di una società liquida in costante mutamento. Cinque temi esistenziali e un grande punto interrogativo. Perché sapere di non sapere, in fondo, è proprio quello che ‘Brunori Sa’

È con queste parole che il cantante calabrese Dario Brunori, parla della sua ultima impresa artistica. Il vincitore della targa Tenco per il brano “La Verità” ci racconta lo show di cui sarà protagonista il prossimo marzo su Rai 3, descrivendolo come “un vero e proprio ritratto generazionale”. Il programma si chiamerà proprio “Brunori Sa”, e terrà impegnato il piccolo schermo per cinque serate in diretta.

Un primo annuncio sull’evento era stato comunicato lo scorso giugno dalla direttrice di Rai 3 Daria Bignardi, durante la presentazione dei nuovi palinsesti Rai. La Rai non ha ancora divulgato ulteriori informazioni circa la struttura del programma o le date della programmazione.

Una scalata al grande pubblico, quella del cantante Calabrese, che passa agilmente dai palchi indipendenti alla radio, attraversando e vivendo a pieno anche l’esperienza teatrale. Il cantautore è infatti al momento impegnato nella preparazione di “Brunori a Teatro”, uno speciale spettacolo fatto di musica e riflessioni, che si rifà allo stile della standup comedy, in cui si alterneranno musica e momenti parlati. Il tour è già in gran parte sold out. L’ormai imminente start è previsto il 16 febbraio all’Auditorium Santa Chiara di Trento.

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“Artico”, il nuovo disco del Progetto Elysium salva i ghiacciai del Polo Nord 0 836

È in atto una spaventosa guerra che pochi super-ricchi hanno scatenato contro l’umanità e contro il Pianeta Terra, e lo stanno distruggendo. I ghiacci antichi del Polo Nord, miliardi d tonnellate di ghiaccio, si sono sciolti. La situazione è catastrofica: il Polo Nord si è sciolto completamente, si forma un sottile strato di ghiaccio invernale che d’estate si scioglie; miliardi di tonnellate di ghiaccio antico, che erano lì da migliaia di anni, non esistono più. Erano felici le multinazionali perché adesso risparmiano: invece di fare il giro largo ora possono passare là dove prima c’era il ghiaccio. Dementi, gente fuori testa, ma l’essere umano non è tanto diverso perché la sua vita è completamente disancorata dalla realtà.”. Sono le parole di Pier Giorgio Caria, ricercatore e documentarista italiano. Ed è anche da queste parole che nasce la nuova iniziativa del progetto Elysium, “Artico”. Ma andiamo per ordine.

Promosso dai progetti culturali Elysium e Adonai, insieme al Network Nuova Civiltà, alla piattaforma d’informazione musicale online Blunote Music ed al presidio culturale permanente denominato T.I.S.I.A. (Tecnologia, Innovazione, Scienza, Insolito, Arte) operativo nella città di Modugno, il Progetto Elysium si accinge a realizzare progetti musicali/sociali, finalizzati alle raccolte di fondi da destinare alle diverse cause che man mano verranno prese a cuore dal progetto stesso, promuovendone la vendita dei dischi a livello locale, sul territorio nazionale e finanche all’estero.

 

Un progetto già avviato da mesi, che ha visto la sua prima pubblicazione venire alla luce ad Aprile di quest’anno, col disco “Elysium: Artisti Uniti”, alla cui promozione hanno partecipato anche le associazioni Avis e Le Mani Tese Onlus una raccolta del meglio dell’underground italiano, volto alla realizzazione di un progetto di carattere ludico-sportivo-ricreativo, al fine di favorire la miglior permanenza nei reparti di oncoematologia pediatrica e neuropsichiatria infantile del Policlinico di Bari e di aumentare l’efficacia delle terapie e delle cure fornite ai piccoli degenti, rendendo quindi più proficuo il lavoro dei medici nella prestazione delle cure.

Un viaggio suggestivo, carico di sensazioni ed emozioni tanto eterogenee quanto vivide; un percorso esplorativo alla scoperta della periferia musicale italiana, delle sue realtà meno conosciute e delle novità più interessanti. Un disco che è dimostrazione, ancora una volta, di quanto la diversità e la varietà di generi siano la vera ricchezza della musica e di come, talent musicali e playlist di Spotify a parte, in Italia ci sia ancora chi si impegna nel fare musica in maniera autentica. Tutto sta nel volerlo scoprire.”, lo descrive così Francesco Carrieri in una recensione per Blunote Music, ad evidenziarne le qualità musicali mai scontate quando si tratta di progetti simili; perché il fine ultimo del Porgetto Elysium sarà anche raccogliere fondi per le più svariate cause, ma questo non significa certo trascurare la qualità musicale offerta al pubblico, sempre in cerca di novità che la radio normalmente non propone.

La copertina di “Artico” in anteprima per Blunote Music

Ma è con la prossima iniziativa di cui accennato all’inizio dell’articolo che il Progetto Elysium cerca la conferma di una buona riuscita del piano: “Artico”, una raccolta di quattro EP da cinque canzoni l’uno in un unico disco, si pone l’obbiettivo di raccogliere fondi da destinare alle attività di salvaguardia dei ghiacciai al Polo Nord. “Il Network Nuova Civilità, i progetti culturali Elysium/Adonai ed i gruppi musicali Aural Phaze featuring Fiordaligi, Form Follows, Nine Eight Central e Phoenix And The Oracle dedicano questo CD a tutti gli attivisti di Greenpeace che, attraverso l’iniziativa “Save The Arctic”, si battono ogni giorno per la salvaguardia del Polo Nord e per la realizzazione di un Santuario Globale, indispensabile per la sopravvivenza del Pianeta Terra e di tutti gli esseri viventi che lo abitano.”. Lo descrive così Massimo Lombardo, principale referente del Progetto Elysium.

La speranza è che le iniziative promosse dall’universo Elysium possano replicare i successi ottenuti da altri progetti musicali/sociali, come quello dei Rezophonic, citandone il più famoso, divenendo una costante delle classifiche italiane e issando in alto i valori etici di cui il progetto si fa promotore.

 

Per pre-ordinare il disco o per informazioni utili all’acquisto futuro contattare la pagina Facebook di Blunote Music.

“Okiko – The drama company” porta in scena “BRIDE – Cuore di farfalla” 0 457

Guai a chi si lascia ingannare dal titolo credendo che “BRIDE” sia uno spettacolo per bambini o una recita di fine anno. È una norma che il teatro sia la prediletta, tra le arti, nell’estrazione maieutica di sentimenti e stati d’animo talvolta anche dissonanti tra loro, e in questo la compagnia Okiko non fa di certo eccezione. La compagnia bitontina, attiva sul territorio pugliese dal 2015 e reduce del loro ultimo spettacolo “The Diva” nel 2017, è stata ospite del teatro “T. Traetta” lo scorso 10 e 11 Maggio per le prime date della loro nuova produzione. Il copione originale nasce da un’idea del regista Piergiorgio Meola, il quale non nega la vivace partecipazione del pubblico agli spettacoli, ma soprattutto l’impegno e la passione dei suoi ragazzi, con i quali è già a lavoro con nuovo materiale.

BRIDE è stato un successo probabilmente per il recupero e la trasposizione scenica di elementi chiave della commedia moderna pensata per il grande pubblico. Se da un lato si vuole chiudere questa parafrasi nel generico concetto di mainstream, bisogna d’altro lato ammettere la capacità del regista e degli attori di aprirsi a un pubblico davvero ampio, che non mostra stratificazioni anagrafiche malgrado l’utilizzo di linguaggi e interazioni tipici dei giovani (e dei mondi ad essi legati) in una fascia tra i venti e i trant’anni. La trama dell’opera ruota attorno alla figura di Sara Butterfly, cresciuta durante i fantastici anni ’90 assieme alle sue inseparabili amiche in quella dimensione di spontaneità, naturalezza e spensieratezza che caratterizzava la fine del millennio. Superata la soglia dei vent’anni e abbandonata l’adolescenza, però, molte cose cambiano, le ansie e le paure aumentano, e un giorno Sara comunica alle sue amiche che sta per sposarsi con il suo Armand. La tela degli eventi comincia quindi a dipingersi di imprevisti, malintesi e ombre del passato che si miscelano con un’atmosfera quasi fiabesca e battute dall’ironia a tratti amara e nostalgica.

Il primo vero punto di forza dello spettacolo è la perfetta ricostruzione dello scenario tipico del secondo decennio scorso, sia nella narrazione che nello sviluppo delle tematiche (legate sempre e comunque all’Amore, in ogni sua sfaccettatura). “Schadenfreude” è il termine che più aiuta a definire la cornice dell’opera, che ha in sé tutti gli ingredienti tradizionali della commedia all’americana. La concretezza di Armand si scontra con il daydreaming irreversibile della protagonista Sara, il mito degli anni ’90 che si traduce nel sogno di una vita perfetta, la diatriba interiore con la propria coscienza: queste note vengono amplificate dall’estrema stereotipizzazione dei personaggi e dalla loro staticità evolutiva a livello caratteriale durante la narrazione scenica, fatta eccezione per i due protagonisti, più dinamici e travolti dagli eventi. Tutto si rende quindi pienamente funzionale alla leggerezza e all’ironia dialogica opportunamente bilanciata dalla comicità nel susseguirsi di sfortunati eventi. Non mancano, per completare il quadro, immancabili pietre miliari come il ritorno del primo amore o il trinomio amiche-shopping-alcol. Ne risulta uno scenario volutamente prevedibile, e questo non può essere che positivo se Okiko non ha la pretesa di innovare un genere trito, ma di revitalizzarlo, ammodernarlo facendo leva sui dettagli e sull’oggetto dell’ironia con una certa presa emotiva: creare un cult di tutte le cose che oggi si ricordano di quegli anni ’90; fare in modo che lo spettatore si ritrovi almeno in una di quelle frasi pronunciate sul palcoscenico; uscire dalla sala chiedendo al proprio vicino “ma ti ricordi..?”
L’ atmosfera nostalgica e fiabesca è animata da una colonna sonora alquanto “eterogenea” (dagli Strokes ai Radiohead, dagli M83 agli Smiths, passando per il pop punk dei Sum 41 e il trash delle hit estive degli ultimi anni), che ben supporta la versatile presenza sul palcoscenico della coscienza di Sara, nonché la cura nell’uso delle luci e degli effetti stroboscopici.

Spettacoli come BRIDE non capitano più così spesso negli ultimi tempi, perché è vero che il teatro si sta evolvendo quanto a tecnica, forma e interpretazione. Si mischia spesso alla danza, o alla poesia, e la narrazione viene sempre meno preferita sul palco e nella fase creativa. C’è anche da ammettere, però, che rispetto alla (frequente) pretenziosità del teatro contemporaneo o sperimentale, opere come BRIDE sono una ventata d’aria fresca. È la scelta di un gruppo di persone di realizzare qualcosa di semplice, diretto, che non passi per la mediazione della ragione, ma che arrivi dritto al cuore. Una norma che si fa eccezione in un panorama artistico dove ormai (quasi) tutto è diventato ostentazione di “una certa cultura” e ostinata ricerca del profondo, anche laddove l’acqua è visibilmente bassa. Ci vuol del fegato.

Per maggiori informazioni e nuove date, visitare la pagina Facebook Okiko the Drama Company.

Regia: Piergiorgio Meola
Cast: Teresa La Tegola, Alessia Ricciardi, Rosa Masellis, Giuseppe Visaggi, Emanuele Licinio, Angela Ubaldino, Piergiorgio Meola
Assistenti di scena: Michele D’Amore, Valeria Summo, Stefania Sannicandro

Galleria fotografica a cura di Anna Verriello

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