Cinzella Festival, Gomma: “Cinzella prova che Taranto non è solo Ilva” 0 376

Abbiamo avuto il piacere di sentir suonare live i Gomma, band emergente di Caserta, in occasione del Cinzella Festival in scena alla Masseria Carmine. Per l’occasione, siamo riusciti a fermare la band subito dopo l’esibizione, chiedendogli qualche impressione sul festival. delle curiosità su di loro e un messaggio da lanciare alla città.

 

CINZELLA – “Il posto mi piace un botto. È grande, immerso nella natura, una location fantastica! Per quanto riguarda gli artisti, ci sono nomi di tutto rispetto con Levante, Zen Circus e Sick Tamburo. L’impressione che ho avuto è positivissima.”

 

NUOVO ALBUM – “Sono ormai otto mesi che è uscito Toska, ma a me sembrano due. All’inizio era molto più semplice, di molte cose non mi rendevo conto, quasi mi sfuggivano. Per un periodo abbiamo iniziato a sentire la pressione di questo nuovo lavoro, ma siamo stati bravi a gestirla. Sono stati dei bei mesi, facciamo quello che ci piace: andare in giro, suonare in nuovi posti, conoscere gente – tutto ciò che vogliamo fare. Sicuramente, ci sono stati periodi migliori e periodi peggiori.”

 

NOME DELL’ALBUM – “Sul palco ho dovuto precisare che ancora non sappiamo se si dica Tòska o Toskà. Noi abbiamo sempre detto Tòska, solo che a Pisa beccammo questo tizio che, a suo dire, studiava letteratura russa e ci disse che la pronuncia corretta fosse Toskà. Quindi ora dico sempre che abbiamo questo dubbio, così nessuno può rimproverarci (ride, n.d.r.).

 

MESSAGGIO ALLA CITTA’ – “La situazione dell’Ilva di Taranto è simile a quella della camorra a Napoli, dove un’intera città viene identificata nel suo problema. Quello che vorrei è che Taranto, come Napoli, non mollasse, ma mostrasse l’altra faccia della medaglia. Questo festival è già una prova di come Taranto sia altro e non solo Ilva. Continuate a fare questo!”

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Uno Maggio Taranto: intervista ai Colle der Fomento 0 232

Anche i Colle der Fomento presenti ieri all’Uno Maggio Libero e Pensante. Li abbiamo incontrati nel backstage qualche ora dopo la loro esibizione, riuscendo a parlare in esclusiva con Danno per una brevissima intervista. (Leggi anche la nostra intervista esclusiva di ieri a Squarta dei Cor Veleno)

Da Roma – Rome Sweet Home, per citare Dj Gengis – a Taranto, precisamente al “controconcerto” di quello romano. Una tua breve impressione.
Beh, a noi a Roma non ci hanno mai chiamato [Ride, n.d.r.]. Qui ci hanno chiamato e ringraziamo infatti Roy Paci, ma non è per questo. Questa ci sembrava e ci sembra – e lo abbiamo visto con gli occhi oggi – una manifestazione non solo musicale; non voglio dire politica, diciamo una sorta di presa di coscienza. È sempre buono prendere coscienza di quello che ci sta succedendo intorno.”

Prese di coscienza che oggi servono un sacco, infatti son stati tanti i messaggi di antifascismo, lotta al sistema…
Noi, purtroppo, veniamo da Roma, e Roma è ‘na città piena di fascisti, apparenti o reali. Ci siamo nati in mezzo, li abbiamo sempre visti: non ci sono mai piaciuti, noi non siamo mai piaciuti a loro e quindi niente, noi ribadiamo il nostro essere antifascisti e speriamo che chi ci ascolta capisca e condivida questo nostro aspetto.

Un messaggio alla città di Taranto da parte di Danno.
Resistete e smettiamo tutti di credere ai primi che ci promettono il cielo che tanto il cielo non ce la daranno mai. Insomma, resistete: la parola d’ordine è resistenza umana.

Uno Maggio Taranto: intervista ai Cor Veleno 0 264

Nel backstage del concerto dell’UnoMaggio Libero e Pensante, Blunote Music incontra in esclusiva Squarta dei Cor Veleno per una breve intervista (leggi l’intervista di Kragler a Squarta per l’uscita de Lo Spirito che Suona).

Siamo alla sesta edizione dell’ 1Maggio a Taranto e questa è la vostra prima presenza. Da Roma al “controconcerto” di Roma, avete portato Lo Spirito che Suona.
Sì, e devo dire che spacca. È la prima volta, ma c’è un’energia da paura e la manifestazione è come piace a noi: familiare, cruda, dove la protagonista è la musica con il coltello fra i denti.

In una situazione difficile come quella che sta vivendo Taranto in questo periodo, la città ha bisogno di questo evento e ha bisogno di musica forte, come dici tu. Un messaggio alla città.
Non è solo Taranto a trovarsi in una situazione infelice, ma purtroppo ci sono tanti posti in Italia dove è altrettanto difficile. La musica può essere un mezzo per ricordarsi di lottare sempre, mai darsi per vinti e alzare la testa. Una manifestazione del genere è a questo che serve.

Questa tappa è stata inserita nella seconda parte del vostro tour.
Il tour è partito in inverno, dopo l’uscita del disco. La prima parte l’abbiamo fatta io e Grandi in formazione classica, deejay e voce. In questa parte si è aggiunta anche la band in cui al basso c’è Gabbo, che produce con me anche i beat e tutte le produzioni che sentite, e alla batteria c’è Zamibrady; Taranto è la terza tappa.

C’è qualcosa nel futuro o vi fermerete con Lo Spirito che Suona?
Un futuro c’è, perché te pare che un gruppo che se chiama Cor Veleno se ferma? (ride, ndr.). Siamo già in studio a fare delle cose nuove. Non sappiamo qual è la direzione in cui si muovono queste cose, ma ci stiamo lavorando. Lo spirito di Primo ci sarà sempre, forte e lo sentirete suonare sempre.”

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