Cinzella Festival, Sick Tamburo: “Sempre felici di venire a Taranto” 0 752

Siamo stati al Cinzella Festival, prima edizione dell’evento musicale tenutosi alla Masseria Carmine della durata di tre giorni. Per l’occasione, diverse band italiane di spessore si sono susseguite sul palco nella seconda delle tre giornate dedicate alla musica. Siamo riusciti a fermare i Sick Tamburo, affermata rock-band italiana nata dalle ceneri dei Prozac+ – di cui portano ancora fieramente le magliette – strappandogli una breve ed esclusiva intervista.

CINZELLA – “Noi ci siamo divertiti un sacco. Siamo stanchissimi dopo dodici ore di viaggio, ma siamo contenti. Il concerto è andato liscio, le band prima di noi sono state davvero brave. Mi sono piaciuti da morire i Gomma, davvero bravi. Davvero una bella giornata!”

NUOVO ALBUM, NUOVO TOUR – “Questo disco è partito con una marcia in più rispetto agli altri. Tutte le date sono andate bene. Di solito, sai, quando parti una data va bene, una data va male. A questo giro sono andate tutte bene, devo dire di essere davvero contento di questo.”

TARANTO – “Quando andiamo in giro a suonare ci troviamo sempre bene, ci piace molto suonare. Se poi ritorni in un posto più volte significa che ti ci sei trovato bene, va da sé. Taranto è uno di quei posti dove torniamo, perché ci troviamo bene quando passiamo di qui.”

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NewDress: Lei Contro Lei per celebrare le donne in ogni forma 0 197

“LEIcontroLEI”, preceduto da 3 ep e 3 lp, è la settima uscita discografica dei Newdress e vedrà la luce il prossimo 11 ottobre per l’etichetta Discipline di Garbo e Luca Urbani, con la distribuzione di Believe Digital in tutti gli store digitali (Edizioni Discipline SNC).

Il sound florido e pungente del disco vive nel presente ma si fonda sui canoni della new wave brittanica e dell’elettronica anni 80 aprendosi alle contaminazioni più contemporanee. Si tratta di un concept che ruota attorno ad alcune figure femminili che hanno segnato la storia del mondo e dell’umanità mettendo in contrapposizione donne “positive” e “negative”: partendo da Eva e Lilith, dalla serial killer saponificatrice Leonarda Cianciulli alla partigiana Joyce Lussu, passando per Amelia Earhart, prima donna a volare sull’Oceano Atlantico a bordo di un Fokker F.VII nel 1928,  Marilyn Monroe, Elizabeth Warren paladina del movimento LGBT americano candidata alle primarie statunitensi del 2020 contro Trump, arrivando a Greta Thunberg giovane adolescente svedese icona del movimento Fridays For Future. Il tutto senza escludere un confronto narrativo con le moderne vocazioni del gentil sesso. Dieci canzoni per un disco ambizioso il guanto di sfida dei Newdress ai contemporanei dischi usa e getta.

Il disco vanta alcune prestigiose collaborazioni:

Antonio Aiazzi storico tastierista e fondatore dei Litfiba si innamora di “Joyce” al primo ascolto tanto che  in 3 giorni rilascia un premix ai Newdress aggiungendo sintetizzatori e pianoforte a quanto già fatto dalla band, e invita i 4 bresciani a raggiungerlo al Dpot Recording Arts di Prato per mixare il brano insieme a lui , sotto la guida esperta di Fabrizio Simoncioni (già al lavoro fra gli altri con Litfiba, Ligabue, Negrita, Gianna Nannini, Carmen Consoli, Grignani, Fabi, Silvestri e attuale tastierista dei Litfiba), il tutto con la supervisione di Andrea Ravasio l’ingegnere del suono dei Newdress.

Diego Galeri “il Michelangelo della batteria” (Timoria – Miura – Adam Carpet – Gentle Eyes In The Gloom) ha suonato la batteria in “Bolle di Sapone”.

Stefano Brandoni detto “Brando” ha suonato in “Pallida”; le sue chitarre sono il marchio di fabbrica di numerosi dischi e concerti mainstream italiani da Francesco Renga a Malika Ayane, Roberto Vecchioni, Nada Malanima, Giusy Ferreri, Dolcenera, Alberto Fortis, REZOPHONIC, The Giornalisti. Brando ha suonato anche in “Soldi” di Mahmood.

Le illustrazioni che compongono l’artwork del disco sono realizzate dall’artista bresciana Giulia Rosa, scelta non a caso in quanto già nota per il suo libro illustrato dedicato alla perfomer internazionale Marina Abramović e per i suoi provocanti lavori rivolti per lo più a tutte le sfumature dell’universo femminile. L’artwork vivace e variopinto, in netto contrasto con il bianco e nero del precedente album “Falso Negativo” sottolinea la scelta fatta per questo lavoro: sdrammatizzare con ironia e leggerezza tematiche pesanti e difficili da raccontare in canzoni.

Il disco verrà presentato in anteprima attraverso due Release Party: il primo a Brescia il 18 Ottobre al “LIO” di Via Togni, 43. Il secondo a Milano il 26 Ottobre al “TNT Club” di Via Tito Livio, 33.

TRACK BY TRACK

  1. VACANZA DARK

Una canzone accattivante che parla in modo ironico di una vacanza il cui protagonista è un personaggio del “mondo” da cui i Newdress e la loro musica attingono; il sole e il caldo inizia a dargli alla testa ma non demorde e non abbandona il suo look, vestito e bardato di nero caracolla sulla spiaggia ed inizia ad avere delle visioni, consuma una granita di sabbia, s’innamora di una sirena che sorseggia un the nero di seppia, brucia sotto il solleone, lui che voleva stare all’ombra, lui che voleva andare a Londra.

  • OVERDOSING IN L.A.

L’ultima travagliata notte di Marilyn Monroe, l’ultima telefonata distorta da un fatale cocktail di barbiturici forse a Bob Kennedy, una comune richiesta d’aiuto della più straordinaria attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica, ricordata come una delle più grandi attrici nella storia del cinema statunitense.

  • PALLIDA FEAT. (STEFANO BRANDONI) – Primo singolo

La canzone nasce in concomitanza con la candidatura della paladina LGBT Elizabeth Warren alle primarie statunitensi del 2020 contro Trump e dalla necessità di dare una scossa all’attuale clima che si respira in Italia in merito alla situazione di una realtà omosessuale ancora molto discriminata.

  • FREELOVE DATING


Quale modo più comodo e veloce per trovare un nuovo amore se non un sito di dating? Lui spavaldo e sicuro, lei divina e scintillante calza le sue Chanel dalla sera alla mattina con disinvoltura ed eleganza.
Si conoscono, si cercano, si stuzzicano, lui s’invaghisce di lei, lei capisce di che pasta è fatto lui.
Scusa ma non sei il mio tipo, il due di picche è dietro la porta, ah no dietro la tastiera.
L’amore 2.0

  • L’ALIENO E LA BAMBINA

Anno 2019 la terra è in preda ai cambiamenti climatici generati dalla sconclusionata gestione delle risorse perpetrata da pochi forti uomini, lui un alieno che torna sulla terra dopo 2000 anni dalla sua prima visita, la trova devastata e in fin di vita in contrasto coi ricordi di una terra verde e rigogliosa, incontra lei Greta Thunberg, paladina del movimento Fridays for Future, ed esorta tutti noi ad ascoltarla e seguirla nel suo impegno prima di fuggire per sempre da un mondo che non riconosce e di cui non vuol saper le sorti future.

  • LEI CONTRO LEI

Il primordiale scontro fra donne, le due mogli di Adamo, Lilith ed Eva, l’una spavalda e rivoluzionaria l’altra remissiva e sottomessa. Chi vincerà? Quali donne moderne si rispecchiano in Lilith e quali in Eva? Madri, mogli, figlie, un legame forte le accomuna e le tiene unite nelle gioie e nei dolori ma per fortuna ognuna di esse ha sempre in borsa un fiero sorriso da mostrare anche nei momenti peggiori.

  • JOYCE (FEAT. ANTONIO AIAZZI)

Joyce è una dolce corsa verso la salvezza, una preghiera notturna, il sacrificio di una donna per i suoi ideali. Joyce è un manto caldo di colori scuri che ti avvolge e rassicura con il suo beat down tempo.
Dedicata a Joyce Lussu partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa italiana, medaglia d’argento al valor militare, capitano nelle brigate Giustizia e Libertà e moglie in seconde nozze del politico e scrittore Emilio Lussu.

  • IL RUMORE DI TE

Il sogno di volare, un sogno comune a molti ma realizzabile da pochi, lei Amelia Earhart nel 1937 è la prima donna a sorvolare l’Oceano Pacifico. L’indomabile voglia di scoperta di Amelia è messa in contrapposizione alla necessità di ognuno di noi di realizzare i propri sogni, di trovare uno scopo in terra da perseguire anche a costo della propria vita senza accorgersi che a volte il cielo è nella propria stanza, nella stessa vita che già ci siamo costruiti con impegno.

  • TIPO BANALE

Potrai fare qualsiasi cosa di originale nella vita, potrai essere il più grande influencer, dj o seguire le mode più alternative, le diete più strane e frequentare i luoghi più cool, avrai anche l’autista, farai anche il giornalista, il musicista e avrai le relazioni più invidiate da tutti, ma in sostanza, alla fine, alla resa dei conti, per lei sei solo un tipo banale.

  1. BOLLE DI SAPONE (FEAT. DIEGO GALERI)

Luogo e data: Correggio (RE), 1939 – 1940. Corpi di reato: coltelli, ascia, treppiede. Una storia di credulità e magia, ignoranza e cupidigia, sentimenti e istinti primitivi, mortificazioni e dolore, ecco alcuni tra gli ingredienti di questa canzone emersi nel corso dell’indagine che portò a scoprire i crimini di Leonarda Cianciulli detta la saponificatrice di Correggio. È lei la protagonista di questa macabra canzone dalle atmosfere cupe e nebbiose, una donna cattiva e sprezzante del pericolo, perché sì esistono anche donne così e anche al giorno d’oggi.

Vivere non è di moda, il nuovo disco di Luca Marino 0 221

Vivere non è più di moda narra il cantautore Luca Marino attraverso il titolo del suono nuovo album uscito lo scorso 1 ottobre. E riflettendoci, è proprio così. Ci troviamo in una società frenetica, con continui cambiamenti che ci costringono ad andare “veloci”, senza poter assaporare tutti quei momenti che potrebbero portarci a dire: cazzo, sto vivendo. Certo, forse quella della società è una scusa, considerando che noi stessi dovremmo essere padroni della nostra vita. Eppure secondo me sarete d’accordo con il mio punto di vista; in caso contrario non mi importa.

“Con questo album ho cercato di comprendermi per poter comprendere meglio la vita
in tutte le sue sfaccettature, soprattutto quelle più scomode. Che cos’è la vita per me?
Qualcosa di orrendo e meraviglioso allo stesso tempo. Che cosa è vivere?
Nascere, vincere, perdere, piangere, sorridere, rinascere
amare, sorridere, perdere, piangere amare, rinascere e così via.
Penso sia una cosa del genere”

(Luca Marino)

Ed è proprio da noi stessi, da sé stesso che Luca intraprende questo viaggio introspettivo che avrà come risultato nove canzoni, diverse tra loro, contraddittorie in certi versi ma con una coerenza di fondo che emerge brano dopo brano, dalla prima alla nona canzone. Tutto parte dalla rinascita per sfociare nella consapevolezza, nell’esperienza, nella maturità. Musicalmente è un tributo agli anni ’80 e ’90: alla New Wave, ai tempi degli Unplugged di Mtv (che per fortuna o per sfortuna sono ritornati ai giorni nostri con Liam Gallagher che ha aperto le danze negli scorsi mesi), al punk rock e alle atmosfere caraibiche, senza tralasciare l’influenza del pop italiano di quel periodo. La sua è una scrittura nostalgica, speranzosa, mai scontata e piena d’energia. Un artista a 360°. Vede il suo esordio al Festival di Sanremo del 2010 e, come scrittore, approda nel migliore dei mondi in questo fantastico mondo, scrivendo il brano che portò Antonella Lococo alle finali di X-Factor: Cuore Scoppiato; divenuto in seguito disco d’oro.

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Questa voglia di comprendere la vita e di comprendere sé stesso, che assume le sembianze della misteriosa selva oscura dantesca, ha inizio con la traccia Per venire al mondo: un new wave vecchia scuola che va dritto allo scopo, alla rinascita. Mi sveglio alla mattina e non mi sembra vero di avere affianco la vita e tutto il suo mistero. La vita come speranza, come pazienza; giorni di pioggia, vento e anarchia…
Elemento centrale della poetica di questo album è sicuramente, oltre alla voglia di capirsi e rinascere, l’amore; in tutte le sue sfumature. Come il racconto di un amore destinato a durare più sempre, narrato attraverso synth, atmosfere noir e surrealismo in Non va più via; o come l’atmosfera da Mtv Unplugged rinvenuta in Io non sapevo ballare: quarta traccia nel disco che racconta un innamoramento attraverso un tono nostalgico accompagnato da pianoforte e violoncello.
Stesso tema anche per il penultimo brano, l’ottavo: “Tutta quanta l’anima”; un racconto pop che parla di un’intensa storia di passione destinata a non durare e a finire una volta fuori dal letto.
Come si sarà notato – e come ripetuto – l’amore pianta i suoi pilastri in maniere diverse in ogni brano. L’amore che dura per sempre, quello destinato a finire, l’amore che dura una notte e quello che permette di superare le avversità nonostante sia già finito; a volte il pensiero di aver vissuto un qualcosa di così bello ti permette di andare avanti. Malinconicamente, nostalgicamente, ma avanti.
Una buona idea, il terzo brano, che parla proprio delle difficoltà nella vita e di quanto spesso sia difficile andare avanti; il tutto attraverso beatbox e pad anni ‘80. L’importante è non bloccarsi, resistere e concedersi qualche pausa, come quella voluta dal brano Margarita. Quest’ultimo, il settimo brano dell’album, attraverso ironia, Ska e musica mariachi, ci propone una fuga dalle bollette da pagare, dagli amori in crisi e dalla precarietà. Si, ogni tanto serve.

Mancano tre brani all’appello e c’è un motivo. Inizierei da Passa la canzone: una traccia punk rock con un tema che tratta poco – a differenza degli altri – la costante “amore”, concentrandosi invece su una critica alla società, sull’intento di smitizzare il mito delle mode e dei modi di dire. E infine, arrivano “Enigma del non senso” e l’ultima, il nono brano, Settimo Cielo. La prima, accompagnata da un’atmosfera dance anni ’90, parla di una coppia che si trova all’ennesimo litigio senza senso. Quello che ti fa capire che qualcosa non va, che il problema non è nessuno dei due, ma solo incompatibilità. Quest’ultima, quando viene capita, non permetterà altro che il raggiungimento di uno stato di consapevolezza, come quello dell’ultimo brano. Settimo Cielo è proprio questo. È consapevolezza. Una ballad folk acustica che racconta del raggiungimento di questa condizione dopo paure, dolori per una vita intera, domande senza risposta a sé stessi e al “cielo”; ci si rende conto che per quanto il mondo non sia perfetto l’amore è comunque l’unica cosa che conta e cha aggiunge valore all’esistenza. Anche quando finisce.

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Tutti questi brani, sommati tra di loro, danno un unico risultato: Luca Marino. Luca è proprio questo: la sua musica, i suoi arrangiamenti impeccabili, le sue riflessioni che si mostrano a noi traccia dopo traccia. Musicalmente incoerenti, considerando che ogni traccia è diversa, ma con forti e ben definite questioni di fondo. Comprendersi e scavare in fondo a sé stessi è difficile, le strade da considerare sono tante e tutto appare come un loop; storie e situazioni che si ripetono negli anni, che iniziano, finiscono, iniziano di nuovo e finiscono nuovamente. Questa è la vita, qualcosa di orrendo e meraviglioso allo stesso tempo.

Non un semplice disco, ma un percorso di vita e di crescita
che si sposa alla musica per raggiungere la sua
risoluzione.

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