Dalì, Magritte e Duchamp in mostra a Bologna 0 694

Palazzo Albergati a Bologna, ospita dal 16 ottobre 2017 fino all’11
febbraio 2018 l’ inedita mostra “Duchamp, Magritte, Dalì – I
Rivoluzionari del ‘900”.
Per l’occasione saranno esposte duecento opere, tutte provenienti dal
Israel Museum di Gerusalemme.
Accanto ai tre grandi rivoluzionari novecenteschi, figureranno anche
opere di “Ernst, Tanguy, Man Ray, Calder, Picabia e molti altri.
Il celebre architetto Oscar Tusquets Blanca si è occupato di riprodurre
minuziosamente per l’occasione opere come la celebre sala di Mae
West di Dalì e l’installazione “1.200 sacco of Coal” ideata da Duchamp
per l’Exposition Internationale du Surrealisme del 1938.

La mostra – organizzata in cinque sezioni tematiche: Accostamenti
meravigliosi, Desiderio: musa e abuso, L’automatismo e la sua
evoluzione, Biomorfismo e Metamorfoisi ed Illusione e passaggio onirico
– guida sapientemente l’osservatore attraverso uno spazio fatto di
creatività innovativa e genialità.
Fra le opere spiccano pezzi di inestimabile valore come le Chateau de
Pyrenees (1959) di Magritte, Surrealist Essay (1934) di Dalì,
L.H.O.O.Q. (1919/1964) Di Duchamp e Main Ray (1935) di Man Ray.
La mostra è patrocinata dal Comune di Bologna e dall’Ambasciata di
Israele ed è organizzata dal gruppo Arthemisia in collaborazione con
l’Israel Museum di Gerusalemme.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20. Il costo del biglietto
è di 14 euro con audioguida inclusa.

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“Zero Glitter”, il nuovo disco di Maru è ora disponibile 0 185

A volte, per essere felici o almeno provare a esserlo, basta togliersi un po’ di polverosi strati di inutili fronzoli, maschere e lustrini e mostrarsi semplicemente per quello che si è. Vuole dire proprio questo Zero Glitter, il nuovo disco di Maru uscito oggi 23 novembre per Bravo Dischi: un album vibrante di energia, che con leggerezza ha il coraggio di gridare al mondo l’importanza di accettarsi e lasciarsi accettare.

Anticipato dal singolo Giorgia, prodotto da Fabio Grande (Colombre, Joe Victor, Mai Stato Altrove), Zero Glitter rispecchia senza veli l’anima di Maru: fiabesca e lieve ma al tempo stesso forte e determinata.

Un album frutto di anni di incessante lavoro sui testi, di idee che frullano per la testa e che hanno trovato finalmente la forma perfetta di precipitare su carta e corda.

Ho cominciato a scrivere di alcune cose perché non riuscivo a esprimerle in altro modo. E’ stato tutto molto naturale, per me. Fin da piccola sono cresciuta in mezzo alla musica, mio padre suonava, avevo strumenti musicali al posto dei giocattoli.

Ora Maru, al secolo Maria Barucco, è cresciuta, i semi piantati nella sua infanzia sono fioriti e i frutti di anni di amore per la musica sono pronti per essere colti: otto tracce tutte scritte di suo pugno e strappate dalla sua storia personale, affrontate con quella leggerezza e ironia che la contraddistingue.

La differenza tra questo e il disco precedente è che, mentre prima volevo concentrarmi soprattutto su me stessa, ora la mia attenzione si è spostata anche sugli altri. “Zero Glitter” ha una spinta creativa diversa: io ho accettato a pieno me stessa, e con questo album voglio convincere gli altri a farsi avanti, a dichiararsi. Voglio dirgli: “Ti stai nascondendo dietro al niente, ma io so chi sei”.

Parlare di tematiche importanti e delicate ma in molto festoso, mai pesante. Fare quasi della politica, ma senza prendersi mai troppo sul serio. Avere l’onestà di essere senza filtri, di parlare di amore tra donne, perchè è quello che si è vissuto. “Io mi sono sempre innamorata di donne, e per questo scrivo di quello.”

Un nuovo corso e una nuova maturità che le spalancano le porte del mondo adulto dell’indie pop italiano, un ambiente che del resto, Maru, nonostante la giovanissima età, frequenta già da un po’, dividendo il palco con artisti del calibro di Motta, Canova, Colapesce, Ex-Otago e tanti altri.

Un’adolescenza segnata dal punk-rock, una passione per The Strokes, MGMT e i Phoenix, un amore per la buona scrittura del cantautorato italiano contemporaneo del già citato Colapesce, ma anche di Colombre e Maria Antonietta: Maru assorbe le più svariate influenze musicali e rielabora i suoi ascolti in un prodotto tutto suo, senza sentire il bisogno o la necessità di imitare qualcuno o inseguire qualcosa, se non se stessa.

Dal punto di vista musicale, “Zero Glitter” nasce voce e ukulele, strumento da sempre punto di riferimento di Maru, oppure voce e chitarra (nel caso di “Ordine” e “Lunedì è mattina”). Un mondo delicato e intimo che, grazie al prezioso aiuto di Fabio Grande, il primo entusiasta fan della cantautrice, in una decina di giorni chiusi in sala registrazione, si è trasformato in un universo più elaborato e complesso, dove lo strumento hawaiano non è protagonista assoluto ma regala un tocco di solarità a una composizione musicale più ampia in cui sono presenti i sintetizzatori, le tastiere e la batteria suonata da Francesco Aprili.

Zuin, arriva il disco d’esordio “Per tutti questi anni” 0 137

Dopo l’esaltante performance sul palco del Primo Maggio Roma e la pubblicazione a maggio dell’ep “Io non ho paura”, arriva con l’etichetta Volume! il disco d’esordio di Zuin. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane.

Zuin è un progetto nato nel 2016 con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni. Fin da subito per Zuin inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi importanti e come supporter di artisti di punta della scena musicale indipendente italiana. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage di Officine Buone, ricevendo il Premio Social, fino ad arrivare nel 2018 al prestigioso palco del Primo Maggio a Roma come uno dei tre vincitori del contest 1MNext.

Per l’artista «Questo disco racchiude i miei primi 30 anni di vita, i ricordi di infanzia, il rapporto con la mia famiglia, parla di sogni, di amicizia, di amore e di paure, è il disco più personale che potevo scrivere.
Ho iniziato a scrivere queste canzoni in un momento di spaccatura, di cambiamento nella mia vita, il momento giusto per mettermi a nudo ed esorcizzare le mie paure, per prendere forza dalle mie
insicurezze. Per questo motivo ho voluto tenere un approccio molto spontaneo alla struttura, agli arrangiamenti, alle liriche, per permettere alle persone che lo ascoltano un facile accesso alle mie esperienze nella speranza ritrovino qualcosa di loro stessi nelle mie canzoni.»

 

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