È uscito il primo singolo degli Echo Atom ed è una figata 0 739

Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe uscito fuori se gli Explosions in the Sky parlassero italiano

Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe uscito fuori se gli Explosions in the Sky parlassero italiano. Sì, lo so, fanno musica strumentale, ma una band del genere in Italia mancava; qualcuno che riuscisse ad imprimere visivamente delle immagini chiare attraverso le sole noti musicali, nel Bel Paese, non si era mai visto. Almeno fino ad oggi.

Il progetto Echo Atom nasce nel luglio del 2016 dalle menti di Walter
Santu (chitarrista), Giuseppe Voltarella (bassista) e Alessandro Fazio
(batterista), che in virtù della loro consolidata amicizia mettono
insieme tutte le loro energie con l’intento di ideare della propria
musica originale. Il trio si dimostra subito affiatato e solido, tanto
che nel tempo prende la direzione, anche per necessità, ma più per
scelta, di gruppo interamente dedicato alla musica strumentale. Tutta
l’attenzione di conseguenza si focalizza sugli strumenti, sul suono e
sull’emozione che si esprime anche senza una voce. Una sorta di
piccola tribù che comunica e si racconta attraverso una chitarra, un
basso e una batteria. Da qui gli Echo Atom s’ispirano alla scena
musicale “post rock strumentale” pur avendo un comune denominatore
rock progressive”.

Redemption è il video clip del primo singolo realizzato
dagli Echo Atom. Un percorso interiore, un viaggio nel nostro io.
Un viaggio che attraversa le varie fasi della vita, vari scenari. Lo
scopo è appunto la redenzione intesa come una liberazione da
sovrastrutture. Liberazione interiore per affermare appieno il proprio
essere. La Redenzione è una conquista dell’anima, arrivare al punto in
cui siamo realmente realizzati come individui privi di cose materiali.

Il video è presente sul canale youtube degli Echo Atom, mentre il
brano è fruibile su tutti i digital store musicali.

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Uno Maggio Taranto: intervista ai Colle der Fomento 0 232

Anche i Colle der Fomento presenti ieri all’Uno Maggio Libero e Pensante. Li abbiamo incontrati nel backstage qualche ora dopo la loro esibizione, riuscendo a parlare in esclusiva con Danno per una brevissima intervista. (Leggi anche la nostra intervista esclusiva di ieri a Squarta dei Cor Veleno)

Da Roma – Rome Sweet Home, per citare Dj Gengis – a Taranto, precisamente al “controconcerto” di quello romano. Una tua breve impressione.
Beh, a noi a Roma non ci hanno mai chiamato [Ride, n.d.r.]. Qui ci hanno chiamato e ringraziamo infatti Roy Paci, ma non è per questo. Questa ci sembrava e ci sembra – e lo abbiamo visto con gli occhi oggi – una manifestazione non solo musicale; non voglio dire politica, diciamo una sorta di presa di coscienza. È sempre buono prendere coscienza di quello che ci sta succedendo intorno.”

Prese di coscienza che oggi servono un sacco, infatti son stati tanti i messaggi di antifascismo, lotta al sistema…
Noi, purtroppo, veniamo da Roma, e Roma è ‘na città piena di fascisti, apparenti o reali. Ci siamo nati in mezzo, li abbiamo sempre visti: non ci sono mai piaciuti, noi non siamo mai piaciuti a loro e quindi niente, noi ribadiamo il nostro essere antifascisti e speriamo che chi ci ascolta capisca e condivida questo nostro aspetto.

Un messaggio alla città di Taranto da parte di Danno.
Resistete e smettiamo tutti di credere ai primi che ci promettono il cielo che tanto il cielo non ce la daranno mai. Insomma, resistete: la parola d’ordine è resistenza umana.

Uno Maggio Taranto: intervista ai Cor Veleno 0 264

Nel backstage del concerto dell’UnoMaggio Libero e Pensante, Blunote Music incontra in esclusiva Squarta dei Cor Veleno per una breve intervista (leggi l’intervista di Kragler a Squarta per l’uscita de Lo Spirito che Suona).

Siamo alla sesta edizione dell’ 1Maggio a Taranto e questa è la vostra prima presenza. Da Roma al “controconcerto” di Roma, avete portato Lo Spirito che Suona.
Sì, e devo dire che spacca. È la prima volta, ma c’è un’energia da paura e la manifestazione è come piace a noi: familiare, cruda, dove la protagonista è la musica con il coltello fra i denti.

In una situazione difficile come quella che sta vivendo Taranto in questo periodo, la città ha bisogno di questo evento e ha bisogno di musica forte, come dici tu. Un messaggio alla città.
Non è solo Taranto a trovarsi in una situazione infelice, ma purtroppo ci sono tanti posti in Italia dove è altrettanto difficile. La musica può essere un mezzo per ricordarsi di lottare sempre, mai darsi per vinti e alzare la testa. Una manifestazione del genere è a questo che serve.

Questa tappa è stata inserita nella seconda parte del vostro tour.
Il tour è partito in inverno, dopo l’uscita del disco. La prima parte l’abbiamo fatta io e Grandi in formazione classica, deejay e voce. In questa parte si è aggiunta anche la band in cui al basso c’è Gabbo, che produce con me anche i beat e tutte le produzioni che sentite, e alla batteria c’è Zamibrady; Taranto è la terza tappa.

C’è qualcosa nel futuro o vi fermerete con Lo Spirito che Suona?
Un futuro c’è, perché te pare che un gruppo che se chiama Cor Veleno se ferma? (ride, ndr.). Siamo già in studio a fare delle cose nuove. Non sappiamo qual è la direzione in cui si muovono queste cose, ma ci stiamo lavorando. Lo spirito di Primo ci sarà sempre, forte e lo sentirete suonare sempre.”

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