Elysium – Artisti uniti: il progetto musicale che dona il sorriso ai bimbi del Policlinico di Bari 0 1278

Vi parliamo oggi di un progetto tanto interessante quanto importante, promosso dalle associazioni Avis, Le Mani Tese Onlus, Elysium, Adonai, che vede la collaborazione di un nutrito gruppo di artisti per la realizzazione di un CD contenente il meglio della scena musicale indipendente: un caleidoscopio sonoro in una formula diretta ed incisiva per far conoscere in toto gli artisti che hanno preso parte a questa produzione. Ma questo CD è solo il primo tassello di un grande mosaico che il Progetto Elysium si accinge a realizzare insieme al Laboratorio Culturale Nuova Civiltà ed al presidio culturale permanente denominato T.I.S.I.A. (acronimo di Tecnologia, Innovazione, Scienza, Insolito, Arte) operativo nella Città di Modugno con il proposito di sviluppare progetti da presentare e promuovere a livello locale, su tutto il territorio nazionale ed all’estero.

Come già detto, all’interno del disco sono presenti svariati artisti della scena indipendente italiana: una selezione del meglio che l’underground può offrire, dai verbanesi Nine Eight Central ai livornesi Form Follows fino ai milanesi Feralines. Un CD che viaggia tra le sonorità italiane del momento, dalla matrice rock dei Broken Frames all’innovativa elettronica dei Golden Rain, per un totale di 55 minuti di ascolto continuativo.

L’intento di questa produzione musicale è quello di raccogliere fondi per la realizzazione di un progetto di carattere ludico-sportivo-ricreativo, al fine di favorire la miglior permanenza nei reparti di oncoematologia pediatrica e neuropsichiatria infantile del Policlinico di Bari e di aumentare l’efficacia delle terapie e delle cure fornite ai piccoli degenti, rendendo quindi più proficuo il lavoro dei medici nella prestazione delle cure.
Tale attività sarà utile anche a favorire l’interazione e la socializzazione tra i piccoli pazienti (oncologici, leucemici ed affetti da autismo e/o patologie neuropsichiatriche) e le rispettive famiglie, e tra loro ed il personale medico/paramedico.
La durata del progetto sarà di 50 ore complessive suddivise in 4/5 ore settimanali da tenersi in 2/3 giornate della settimana in base alle esigenze e modalità fissate dai responsabili dei singoli reparti.
Saranno occupati per questo progetto 3/4 volontari e 4/5 figure professionali abilitate che si alterneranno in base alle attività da svolgersi presso il Policlinico. Il materiale (strumenti, giochi, presidi, CD, libri, attrezzi sportivi, etc.) sarà donato, al termine del progetto, ai reparti in cui lo stesso avrà luogo.
Di seguito i contatti mail e social utili:
– nuovacivilta2012@gmail.com
– https://www.youtube.com/channel/UCJwxQDbARpWdaxtq73oV3fg
– https://www.facebook.com/ProgettoElysiumMIIT

Massimo Angiulli e Massimo Lombardo promotori dell’iniziativa (Foto: Roberto Sibilano)
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Il Cinzella è il prossimo festival al quale devi partecipare 0 227

Ho sempre vissuto attraverso i ricordi di mia madre quella che era la Taranto degli anni ‘80, centro gravitazionale della musica internazionale, tappa obbligatoria per tante band che han fatto la storia: dai Bauhaus ai New Order, dai Simple Minds agli Ultravox passando per Cult, Sound, Souxsie e Style Council – e per chi volesse approfondire la questione si consiglia l’acquisto del libro “80, New Sound, New Wave – Vita, musica ed eventi nella provincia italiana degli anni ’80” di G. Basile e M. Nitti. Da un paio di anni, grazie a festival come il Medimex ed il Cinzella, Taranto sembra tornata un po’ a quei fasti. Liam Gallagher, Patty Smith, Cigarettes after Sex e Placebo sono solo alcuni dei nomi giunti da queste parti negli ultimi tempi. E per chi, come me, vive al sud ed è abituato a macinare chilometri per seguire il tour di una band straniera, tutto ciò può risultare decisamente inconsueto ma piacevole.

Era l’agosto del 2017, due anni fa, quando il Cinzella aprì per la prima volta le sue porte – o meglio quelle della Masseria Carmine – al pubblico: ricordo le scarse mille presenze, la bellezza di un posto simbolo della lotta contro l’Ilva; ricordo anche gli headliners di quei giorni, Levante (qui la nostra intervista per l’occasione), Sick Tamburo, Zen Circus; e la facilità con cui si poteva avvicinarli: non erano scarsi controlli ma solo odore di casa. Perché il Cinzella è casa e, a distanza di tre anni, lo ha ampiamente riconfermato con un’edizione da panico.

Dopo aver ospitato i Nothing But Thieves e Frah Quintale l’anno scorso, anche quest’anno le Cave di Fantiano, posto magnifico in terra di Grottaglie e nuova location del Cinzella proprio dal 2018, si sono preparate per le esibizioni di alcune delle migliori realtà musicali italiane condite da tre ospiti internazionali d’eccezione: partendo dagli Afterhours e dai Marlene Kuntz, si sono alternati nei quattro giorni di festival anche i Battles, gli I Hate My Village, i White Lies e i Franz Ferdinand, con quest’ultimo concerto andato totalmente sold out. Tra le considerazioni generali c’è da riportare l’impeccabile organizzazione dell’associazione AFO6, abile nell’intrecciare tutti quei fattori che han fatto sì che il festival girasse ottimamente: tra l’ottimo cibo con possibilità di scelta vegan, la venue a dir poco magica, la ricercata scelta delle band e l’area adibita a mercatino, perdersi all’interno del festival diventa un vero piacere. Ed è quello che mi è successo.

Cave di Fantiano Cinzella Festival 2019 Blunote Music
Cave di Fantiano Cinzella Festival 2019 Blunote Music

17/08 – Decido di partire da casa per le cinque, in modo da arrivare al festival intorno alle cinque e mezza e cercare di capire la situazione: ho saltato l’anno precedente, quindi credo sia un’ottima idea passare del tempo a familiarizzare con l’ambiente. Le indicazioni di fortuna installate all’entrata di Grottaglie indicano la via alla mia potente Spark: proseguo per un minuto in aperta campagna, incontro una pattuglia della locale ad un bivio: ‘Per il Cinzella?’ – ‘Più avanti, da questa parte’ – ‘Grazie collega’; non apprezza, noto dallo specchietto. Proseguo per un po’ e ammetto di aver pensato d’essermi perso dopo i primi tre minuti di auto – ma sono avvezzo alla sensazione, un must quando si cerca un rave nelle campagne di queste zone – fin quando dei ragazzi che camminano a bordo strada nella mia stessa direzione non mi convincono del contrario: così è, e dopo qualche minuto arrivo davanti al parcheggio.

Penso che il miglior posto da cui iniziare ad esplorare un festival sia il bar, così mi dirigo al più vicino. Noto la perfetta organizzazione degli spazi: ci sono bancarelle di abiti vintage, dischi, vinili, a tutti gli effetti un piccolo mercatino all’interno del festival con molte facce conosciute. Più avanti la zona ristoro: panini, noodles, cibo vegano. L’odore della carne fa da padrone. L’intuizione del bar, però, non è delle migliori, perché qui mi serve Claudio, un vecchio amico col quale non sono più in ottimi rapporti. Insomma, non proprio la persona che vorrei mi servisse una birra in questo momento: mi ricorda quanto le relazioni siano difficili nonostante il bene che ci si voglia. E infatti desisto. Per circa dieci minuti. Alla fine mi mordo la lingua e mi abbandono ai miei desideri terreni. Lo scopro anche più amichevole di me.

Inizio a trascinarmi in giro in attesa che gli I Hate My Village comincino a suonare: il mio vagare dura poco, fin quando uno dei miei amici, Lorenzo, per l’occasione rider per il Cinzella, mi fa ‘Devo prendere i Marlene, vogliono vedere gli I Hate My Village. Vieni con me?’. Odore di casa, dicevo. Nel giro di venti minuti ritorniamo in città. La band esce dall’hotel: ci presentiamo, facciamo due chiacchiere e aspettiamo gli ultimi componenti. Per ultimo arriva Cristiano Godano: completo bianco elegante, classica attitudine da rockstar. Pagherei oro per essere fico come lui a quell’età. Passa qualche minuto e decidiamo che è il momento di rientrare.

Arriviamo a concerto inoltrato, come immaginavo. La band entra nel backstage, io saluto, ringrazio Lorenzo e mi faccio spazio fino alla transenna. Giusto il tempo di due o tre canzoni e gli I Hate My Village lasciano il palco ai Battles. La band americana suona per poco più di un’ora, lo spettacolo è di quelli che ti fan pensare a quanti gruppi non abbiano il successo che meritano – soprattutto quando ne meritano davvero tanto. Il pubblico è d’accordo con me, ma il mondo resterà comunque cattivo e le major spietate: anneghiamo nell’alcool. Quello che più mi colpisce è l’impatto visivo: la venue è magnifica, a tratti incantevole; la natura che circonda il palco sembra irradiare di energia i presenti: nessuno degli artisti è riuscito a non spendere parole sulla bellezza del posto.
Il concerto finisce per mezzanotte e mezza, il tempo di un giro di saluti ed in un’ora sono a Taranto.

Battles Cinzella Festival 2019 Blunote Music
Battles Cinzella Festival 2019 Blunote Music

18/08 – la domenica al Sud è sacra, quindi me la prendo comoda e arrivo al Cinzella per le sette. Oggi suonano Leitmotiv, Marlene Kuntz e White Lies, che il caso vuole siano una delle mie band preferite: li ho visti live e incontrati a Ferrara nel 2017 e rivederli dalle mie parti sembra un sogno. Qualcuno all’ingresso, in fila, parla di ‘una band indie rock inglese’. La mia palpebra inizia a battere nervosamente. Sorvolo, ma la verità è che inizio a non reggere più queste etichette approssimative, per altro prerogativa tutta italiana: lo si può notare dalle diciture diverse tra la pagina Wikipedia nostrana, che riporta indie rock, e quella inglese che li definisce post-rock e new wave. Ma va bene.

Mi dirigo per prima cosa al bar frontale al palco minore; qui Claudio mi serve una birra e mi dice di essersi innamorato di una fotografa che bazzica da quelle parti. Dice che ha degli occhi magnifici. Questione di minuti e ce la ritroviamo al bar che chiede una birra. Mi presento, si presenta; le presento Claudio che sorride inebetito e mi allontano. È stata la mia buona azione quotidiana, penso.

Scorgo Lorenzo in lontananza che accompagna i Marlene Kuntz al palco principale, così mi affianco a lui e saluto la band. Da qui vedo due ragazze con pass; una ha una macchina fotografica, guarda alternativamente me e i Marlene. Al terzo sguardo faccio un cenno, come per dire ‘Sì, dovresti fargli una foto, buttati’. Si avvicinano e Lorenzo dice, a bassa voce, ‘Sono i Marlene, forza’. La ragazza dal capello platino con la macchina fotografica risponde guardandomi: ‘Sì, sì, li conosco. In realtà volevo fotografare te’, dice. Così mi concedo a questa fan mentre i Marlene e Lorenzo si allontanano.

Mi allontano anche io e vedo Claudio seduto a dei tavoli con altra gente e la fotografa di prima. Mi guarda, sorride sotto i baffi; poco dopo si alza e mi raggiunge. Beviamo una birra e finiamo a parlare del festival e gli racconto dei Marlene, del parcheggiatore all’hotel e di come sia tutto ben organizzato. Camminando, incontriamo le due ragazze della foto. Mi presento, presento Claudio e le chiedo un’altra foto ‘che siamo decisamente i più belli del festival’. Non riesco neanche a finire la frase che dietro di loro compare Godano, mette le mani sulle spalle delle ragazze e mi sorride. ‘Ok, forse non i più belli’ dice Claudio. ‘Vabbè, voi avete il fascino giovanile’ ribatte Godano. Ci invitano al bar con loro, ma decido che bere con due ragazze può essere fruttuoso solo se non c’è una rockstar nei paraggi, quindi declino gentilmente sotto l’occhio critico del mio ritrovato amico.

Sul palco secondario iniziano ad esibirsi i Leitmotiv, una delle rockband locali più sorprendenti, se non la realtà migliore del territorio. Sul palco spaccano come sempre, presentano alcuni pezzi nuovi in vista del prossimo album. Sono contento, se la meritano tutta questa serata.

Sono quasi le nove e i Marlene si preparano a salire sul palco. C’è più gente di ieri, il concerto è di quelli storici e celebra i trent’anni della band: tre ore di performance, come annunciano sul palco, divisa in un’ora e mezza di set acustico ed un’ora e mezza di set elettrico. Ad aprire le danze è Lieve; in poco tempo Godano si ritrova a parlare di politica, di ritorni bui e di come i totalitarismi siano sempre nocivi per il popolo; lo fa attraverso la storia del poeta russo Osip Mandel’stam, vittima della dittatura stalinista, ed il brano Osja, mio amore a lui dedicato. Segue una bellissima interpretazione di Bella Ciao, da poco pubblicata con un video dedicato a Riace e la collaborazione di Skin. Nella seconda parte del concerto i Marlene propongono quasi per intero Ho Ucciso Paranoia, suonando alcuni pezzi che raramente hanno visto la luce di un palco, come Questo e Altro. Le tre ore volgono al termine, Arnodeo riprende il pubblico col telefono, Bergia lancia le bacchette verso i fan. La band saluta e lascia il palco ad ai White Lies.

Marlene Kuntz Cinzella Festival 2019 Blunote Music
Marlene Kuntz Cinzella Festival 2019 Blunote Music

Sopraggiunge Claudio e sono felice: eravamo a Ferrara insieme, appoggiati alla transenna a ridosso del palchetto montato per l’occasione, e oggi non c’era altra persona che potevo volere con me. I White Lies escono e attaccano subito con Time to Give, brano tratto dall’ultima fatica della band, Five. La scaletta è quella dei festival, non troppo corposa per un totale di un’ora scarsa di esibizione, ma la band non si lascia certo sfuggire le cartucce più interessanti: Death, Big TV, Is My Love Enough e Bigger Than Us in chiusura per una delle band più sottovalutate della storia. Io e Claudio diamo spettacolo mettendo da parte tutta la nostra professionalità. Ho ritrovato un amico sotto il palco della mia band preferita e non potrei essere più felice. Il concerto finisce per l’una ma vedo il letto solo alle quattro di notte: ho dei mesi da recuperare, questa notte.

White Lies Cinzella Festival 2019 Blunote Music

19/08 – Dopo i primi due giorni di festival inizio a sentire la stanchezza addosso, ma questo non mi fermerà. Arrivo al Cinzella, mi becco un po’ con Claudio e attendo il concerto degli Afterhours. Quando tutto è pronto e i cancelli si aprono, poco più avanti a me sulla via, vedo le due ragazze del giorno prima. Decido di accelerare il passo e raggiungerle, esordendo con un terribile ‘facciamoci compagnia fra colleghi’. Chiacchieriamo, mi dicono che sono delle parti di Monza e mi chiedono in che modo, da Grottaglie, sia possibile arrivare alla stazione in treno la mattina seguente senza spendere un’iperbole per un taxi. Ci ragiono due nanosecondi e rispondo ‘beh, potete dormire da me’. Sguardi di stupore misto ad incertezza, poi un cenno di coraggio. ‘Ma sei serio?’ – ‘Sì, davvero, e domattina vi accompagno in stazione, ci vogliono dieci minuti’. L’idea gli sembra buona, anche se sono un perfetto sconosciuto, così accettano e decidiamo di passare buona parte del concerto assieme.

Gli Afterhours vengono preceduti alle 21 dall’esibizione dei The Winstons. Il concerto di Manuel Agnelli e soci inizia così per le 22 con una potente e inaspettata Rapace che infiamma da subito il pubblico. Già dalle prime canzoni si intravede la voglia di ripetere ciò che i Marlene Kuntz hanno fatto il giorno prima, per mantenere alta l’asticella: il concerto si allunga più del previsto, sul palco vengono suonate Germi e Ossigeno, ma anche i lavori del nuovo disco datato 2016, Folfiri o Folfox.

Afterhours Cinzella Festival 2019 Blunote Music

La verità è che a me gli Afterhours non sono mai piaciuti, per non dire che li ho sempre trovati un filino sopravvalutati; forse sbaglio a fare paragoni con rock band italiane come Il Teatro degli Orrori e i Casablanca, quantificandone e catalogandone i successi. Non c’è dubbio, comunque: Agnelli ha saputo vendere e vendersi, e questo conta molto nell’industria discografica. Molto più di una buona canzone o un ottimo disco. Ma, da persona indifferente alla loro musica, lo dico: un concerto degli Afterhours è qualcosa cui bisogna assistere almeno una volta; la band è brava a caricare il pubblico e, se non bastasse la carica esplosiva a rendere questo concerto godibile, il carisma di Manuel Agnelli aggiunge quel magnetismo che rende gli occhi un tutt’uno con lo stage. Anche gli Afterhours, come i Marlene ieri, non perdono occasione per ricordarci il buio periodo politico, raccontato per introdurre al pubblico brani come Il Paese è Reale e Padania.

Doppio encore per la band milanese che chiude il proprio concerto solo all’una di notte tra le ovazioni del proprio pubblico, accorso in numero maggiore rispetto alle sere precedenti. Passa giusto il tempo di riprendermi dalla fatica e recupero le due ragazze, ora mie ospiti, con le quali andiamo a mangiare un panino con le bombette – che dopo nove giorni in Puglia non avevano ancora mangiato, raccontano davanti al mio sguardo incredulo – ed a goderci un breve sonno ristoratore fino al mattino seguente.

Afterhours Cinzella Festival 2019 Blunote Music

20/08 – Ricordo ancora il concerto dei Franz Ferdinand a Milano del 2014: era il tour promozionale di Right Thoughts, Right Words, Right Actions, la band di Alex Kapranos era in grandissima forma, ma ancora molto timida; ricordo le pochissime parole di Alex sul palco, qualche grazie e tantissima energia per un Mediolanum Forum pieno di gente. È questo ciò che riesuma la mia mente a poche ore dal concerto, e la curiosità di vedere una band cinque anni ed un disco dopo è tantissima.

La stanchezza del quarto giorno è tutta nelle gambe, nonostante abbia passato la giornata a dormire dopo aver accompagnato le ragazze alla stazione questa mattina. Mi trascino in giro come un’anima disperata, i muscoli non reggono il minimo sforzo e la mia voce inizia a perdere colpi. La prima cosa che noto arrivato alle cave è la mole di gente presentatasi ai cancelli; in giro sento vociferare dagli organizzatori che si va verso il sold out e la cosa è lampante quando capisco che parlare con Claudio oggi è impossibile, vista la fila interminabile davanti il suo bar.

I Franz Ferdinand salgono sul palco del Cinzella alle 22 dopo l’esibizione di Giungla, cantautrice bolognese di grandi prospettive. Gli scozzesi partono fortissimi con Dark of the Matinée, Always Ascending e No You Girls. Mi accorgo che son cambiati tanto da quel concerto a Milano: la timidezza ha lasciato spazio alla spavalderia con la quale Alex parla, saluta e si dimena coi fan; la band schiva che ricordavo si è incredibilmente trasformata in un branco di animali da palco. La scaletta è leggera, tredici brani, ma il gruppo è bravo a tenere alta l’attenzione, come nel caso di Do You Want To, allungata per una decina di minuti.

Franz Ferdinanda Cinzella Festival 2019 Blunote Music
Franz Ferdinanda Cinzella Festival 2019 Blunote Music

Dopo circa due ore di concerto ed un encore corposo, i Franz Ferdinand salutano affettuosamente il loro pubblico con un inchino e qualche parola in italiano; il pensiero volge di nuovo alla splendida venue che ha ospitato il festival, ora verso la sua conclusione. Sul palco escono gli organizzatori, ringraziano il pubblico anche loro, chiedono scusa per eventuali mancanze dell’organizzazione (quali?) lanciando l’appuntamento per il prossimo anno. La stanchezza nelle gambe rende impossibile allungare questa notte ancora di qualche ora, quindi decido di raccogliere tutte le mie forze per l’ultimo viaggio verso casa.

Ho parlato del ritorno di Taranto ai suoi antichi fasti musicali: mi chiedo se sarà possibile mantenere il trend; lo spero vivamente. È certo che il Cinzella ha fatto da battistrada verso questa conversione culturale assolutamente necessaria per un territorio come quello tarantino, il quale necessita di ripartire proprio da grandi band ed eventi internazionali che diano risalto alle qualità e non alle problematiche di questa terra. E allora grazie Cinzella, grazie AFO6: non mi sono mai sentito così tanto a casa.

Si ringraziano per le foto i ragazzi di Elephant Music e Roberta De Rossi

Cinzella Festival: ritorna la mitica pecorella 0 191

L’Associazione Culturale AFO6 – Convertitori di idee in collaborazione con RADARConcerti e con il patrocinio di APULIA film Commission, annuncia i protagonisti del Cinzella Festival, il festival dedicato a musica e cinema che si terrà dal 17 al 20 agosto a Grottaglie (TA), nell’incantevole e unico scenario delle Cave di Fantiano, per la direzione artistica dell’attore Michele Riondino.

Cinzella è il festival dedicato alla musica e al cinema che lo scorso anno è diventato un autentico polo di attrazione artistica e culturale tra le splendide colline murgiane e i profondi lembi di mare della penisola jonico-salentina. Una scommessa vinta grazie a una line up di eccellenze musicali e alle rassegne cinematografiche d’autore legate a musica e arte. Questa nuova edizione avrà luogo alle Cave di Fantiano di Grottaglie, location dall’inestimabile valore paesaggistico, costellata di scenari mozzafiato: una ex cava di tufo ora divenuta un parco naturale dalle caratteristiche uniche, palcoscenico di eventi e manifestazioni culturali di rilievo nazionale. 

Cinzella Festival deve il suo nome a una figura molto nota alla cultura popolare tarantina. Cinzella, infatti, è stata una celebre “accompagnatrice” di uomini e di adolescenti, una donna così speciale da rimanere impressa nella memoria collettiva. Il logo del festival è la pecora, un tributo a un fatto di cronaca legato alla prima culla del festival, la Masseria Carmine di Taranto, divenuto simbolo dell’inquinamento dopo che, tra il 2008 e il 2010, sono stati abbattuti 600 ovini contaminati dalla diossina. Proprio lì, nel 2017, è nato il Cinzella Festival, in una splendida masseria persa in una valle di ulivi e diventata la speranza di una rinascita, di una “ventata” di cambiamento per la città e per l’intera provincia.

17 AGOSTO – BATTLES, I HATE MY VILLAGE, DIGITALISM dj set

BATTLES, ovvero la Networked Band: un progetto capace di combinare arte, sperimentazione e tecnologia nella musica, in un’unica esclusiva data italiana per presentare in anteprima il nuovo album in uscita in autunno per Warp Records. Nato nel 2002 dalle menti del batterista John Stanier (Helmet e Tomahawk), del chitarrista e tastierista Ian Williams (Don Caballero e Storm & Stress) e del chitarrista David Konopka (Lynx), il (super)gruppo unisce avanzi prog al rock più sperimentale, per sonorità segnate dall’era post industriale e computerizzata.

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Battles

Gli special guest della serata saranno gli I HATE MY VILLAGE. Fabio Rondanini (batteria di Calibro 35, Afterhours) e Adriano Viterbini (chitarra di Bud Spencer Blues Explosion e molti altri) presentano questo loro nuovo progetto che testimonia l’amore viscerale dei due per la musica africanaun amore nato sui palchi – accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré – e poi cresciuto in sala prove con la curiosità di chi ha costantemente voglia di contaminarsi e divertirsi nell’ampliare il proprio orizzonte. Alberto Ferrari (Verdena) si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi – apparentemente lontani – che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre.

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I Hate My Village

Seguirà DIGITALISM dj set, i re del clubbing mondiale fin dalla fondazione nel 2004, in console per chiudere all’insegna delle danze la serata di inaugurazione del Cinzella Festival.

18 AGOSTO – WHITE LIES, MARLENE KUNTZ

White Lies presenteranno dal vivo il nuovo album Five, uscito il 1° febbraio per PIAS Recordings, che festeggia i dieci anni della band. Il disco vede un’energia rinnovata nella creatività del trio londinese, ancora una volta capace di allargare i suoi territori sonori dall’electro rock al synth pop. Il risultato è un album importante e ambizioso, che segna il capitolo più maturo della discografia dei White Lies, nei testi e nella sperimentazione musicale.

Marlene Kuntz festeggeranno sia i trent’anni di attività che il ventennale del loro terzo disco Ho Ucciso ParanoiaUn viaggio a ritroso ricco di emozioni che per qualcuno potranno anche trasformarsi in nostalgia, ma densa di vitalità positiva e rigenerante: lo faranno con 10 concerti doppi (da cui 30-20-10MK al quadrato), un primo tutto acustico e un secondo elettrico, per un totale di quasi tre ore di spettacolo. 

“Abbiamo deciso di portare avanti l’esperimento fatto lo scorso ottobre a Milano, quando un pubblico attento ed emozionato ci seguì in queste due nostre dimensioni. Allora fu un esperimento, ora sarà una conferma, assecondando il desiderio di portare in giro per l’Italia la doppia anima che è insita nel nostro stesso nome.”

(Marlene Kuntz)
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19 AGOSTO – AFTERHOURS

A sorpresa, dopo poco più di un anno dalla memorabile e ormai storica data del 10 Aprile 2018 al Forum di Assago da cui, lo ricordiamo, è stato tratto un CD/DVD live dal titolo “NOI SIAMO AFTERHOURS” la band capitanata da MANUEL AGNELLI ha recentemente annunciato la partecipazione al Sonic Park Festival di Bologna, il 18 Luglio. Oggi, a distanza di qualche settimana, gli Afterhours ci sorprendono di nuovo dando notizia di una seconda, ultima ed esclusiva data per il 2019.
Saranno le sole due opportunità per vedere su un palco la band milanese che ha scelto, dopo il Forum, di prendersi un lungo periodo di lontananza dalle scene.
La location scelta è il Cinzella Festival di Grottaglie (TA) nell’incantevole scenario delle Cave di Fantiano, e la data è fissata per il 19 Agosto.

“Abbiamo scelto Taranto perchè negli ultimi anni ci siamo particolarmente legati a questa città. Taranto vive di grandi contraddizioni ma negli ultimi anni grazie anche al lavoro di molti artisti ed operatori culturali liberi si sta rilanciando alla grande e noi siamo felici di fare parte in qualche modo di questo rilancio”, dice la band. “Ci sembrava inoltre un gesto rispettoso e affettuoso nei confronti di tutti i fan del sud Italia che avranno così modo di vederci dal vivo dopo un lungo periodo di assenza”.

(Afterhours)
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20 AGOSTO – FRANZ FERDINAND

Pietra miliare dell’indie pop, Franz Ferdinand hanno pubblicato il 9 febbraio 2018 Always Ascending.
Prodotto da Philippe Zdar dei Cassius
, il disco rinnova ma non tradisce le radici indie pop/rock dei FF e fa innamorare di sé pubblico e critica.  “Always Ascending is, everywhere you look, a record driven by vim, vigour and ideas, and plenty of Kapranos’ idiosyncratic way with a lyric.” (NME) Always Ascending è solo l’ultimo tassello di una carriera iniziata con l’indimenticabile esordio discografico Franz Ferdinand (2004) che ha portato la band a essere considerata oggi un’istituzione della musica alternative e uno dei progetti più illuminanti del nuovo millennio musicale

Come ogni anno, il Cinzella avrà poi una sezione dedicata al cinema d’autore. Verranno presto annunciati nuovi nomi in cartellone musica. Per info e aggiornamenti vi rimandiamo alla pagina Facebook e Instagram dell’evento.

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