Eminem in concerto per la prima volta in Italia 0 245

È finalmente ufficiale: Eminem ha posto fine alla sua assenza dai palchi italiani. L’evento, faticosamente atteso per più di un decennio, avrà luogo il 7 luglio presso l’ Area Expo di Milano. Dopo la disastrosa esperienza a Sanremo nel 2001, il rapper è tornato a far sentire la sua voce nel paese del bel canto solo nel 2004, esibendosi sul palco degli MTV Europe Music Awards.

Il live previsto per luglio, organizzato da Live Nation, sarà il suo primo vero concerto nel nostro paese. La tappa italiana sarà un punto del “Revival tour”, previsto per il lancio del pluripremiato disco Revival – ormai vincitore di 15 Grammy Awards.

I biglietti per il concerto saranno disponibili da mercoledì 31 gennaio alle ore 10.00, fino alle ore 10.00 di venerdì 2 febbraio, su MyLiveNation registrandosi gratuitamente sul sito www.livenation.it.
I biglietti sono stati suddivisi in tre fasce di prezzo. La prima che parte da 65 euro, il sottopalco da 80 e l’agognatissimo “Vip Upgrade” che arriva fino a 192 euro, prevedendo nel prezzo del biglietto una sala riservata con toilette, check-in riservato, un free drink e un pass laminato, da portare a casa come souvenir dell’evento.

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Giardini di Mirò: è on line “Hold On”, nuovo estratto da “Different Times”, l’album in uscita il 30 novembre 0 124

Manca davvero pochissimo all’uscita di Different Times, il nuovo album dei Giardini di Mirò, vera e propria leggenda della musica indipendente italiana. Per ingannare l’attesa si può ascoltare un nuovo brano, realizzato in collaborazione con Robin Proper-Sheppard (Sophia, God Machine)Hold On è una ballata avvolgente e al tempo stesso dirompente, una bellissima canzone impreziosita proprio dalla voce di Robin e dal testo. Da oggi è possibile ascoltarla su Spotify, Apple Music e in tutti gli altri servizi di streaming, insieme a Different Times, la title track. Entrambi i brani sono immediatamente disponibili in download con il pre-order digitale dell’album e da oggi è anche possibile prenotare l’edizione limitata del vinile e il CD.

Il nuovo disco, in uscita il 30 novembre per 42 records (I Cani, Cosmo, Colapesce  Andrea Laszlo De Simone, Any Other…) segna un ritorno in grande stile, che mantiene solidi legami con il passato ma proietta i Giardini di Mirò ulteriormente in avanti, verso un futuro luminoso e ancora da scrivere, anche grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album Rise and Fall of Academic Drifting e Punk… Non Diet!, che da subito li avevano consacrati tra gli imprescindibili degli anni Zero.

Tra post rock, psichedelia ed elettronica Different Times vuole essere anche una riflessione sulla durata del tempo, con lo sguardo che si muove verso altre parti del mondo, su altre centralità, mentre inevitabilmente cambiano la geografia e l’importanza delle cose. Anche per questo lo scatto di copertina, ad opera di Simone Mizzotti, mostra un campetto da calcio sperso in una periferia qualunque. Solo che quella periferia è in Cina.

Le esperienze e le metamorfosi dei Giardini di Mirò vengono raccontate inoltre in Different Times, la storia dei Giardini di Mirò, il libro scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che uscirà il 29 novembre, giorno prima della release, perCrac Edizioni. Il libro sarà presentato in anteprima dalla band il 22 novembre alRal8022 di Milano nell’ambito di un evento organizzato da 42 Records e Radio Raheem in occasione della Milano Music Week.

La copertina di “Different Times”

Biografia
Con oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero, i Giardini di Mirò sono un nome di punta della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. I Giardini di Mirò vengono da Cavriago, un comune a pochi minuti da Reggio Emilia, il cui sindaco onorario è, dal 1917, Vladimir Lenin.

Il nucleo storico, rimasto invariato, è formato da Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi e Luca di Mira; da qualche anno è subentrato alla batteria Lorenzo Cattalani, che ha sostituito Francesco Donadello. Nel corso degli anni hanno partecipato al gruppo anche Alessandro Raina, Andrea Mancin, Andrea Sologni, Laura Loriga.

Il progetto nasce nel 1994 da un’amicizia tra Corrado Nuccini e Giuseppe Camuncoli (oggi noto fumettista) nata tra i banchi della facoltà di Lettere a Bologna. Solo qualche anno dopo, con l’ingresso degli altri componenti, la band prende forma così come è nota oggi, e già dal primo “Iceberg EP” la storia dei Giardini di Mirò è stata un susseguirsi di album, concerti, tour.

La discografia è sterminata: oltre ai cinque album ufficiali “Rise And Fall of Academic Drifting” (2001), “Punk… Not Diet!”(2003), “Dividing Opinions”(2007), “Good Luck” (2012) e “Different Times” (2018), ci sono due sonorizzazioni  -“Il fuoco” (2010) e “Rapsodia Satanica” (2014)-, la colonna sonora di “Sangue, la morte non esiste” (2005) con Elio Germano, ed una miriade di Ep, remix e raccolte di inediti, con etichette di tutto il mondo che hanno portato i Giardini di Mirò a collaborare con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri.

“Different Times” è il loro ultimo lavoro, ed esce in contemporanea con un libro omonimo edito da Crac Edizioni, scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che racconta tutta la storia della band dagli esordi fino ad oggi.

HoldOn
https://open.spotify.com/album/32QOGOH2AmwWKCL9LCllug?si=6vXUU27sRxy7ankxXgH0gQ

Different Times
https://open.spotify.com/track/7F0t3TfBersH0ljArDkWGe?si=HMAeRaJ7SzeVltpLkt7MiQ

Pre-order iTunes:  https://itunes.apple.com/it/album/different-times/1442217106
Vinile: http://www.42records.it/?p=4822
CD: http://www.42records.it/?p=4820

Queste le prime date confermate del tour, organizzato da DNA concerti:

18 gennaio 2019                    Milano                        Santeria
19 gennaio 2019                    Pisa                             Lumiere
25 gennaio 2019                    Roma                          Monk
26 gennaio 2019                    Terlizzi (BA)              MAT
08 febbraio 2019                    Ravenna                     Bronson
09 febbraio 2019                    Verona                        Colorificio Kroen
15 febbraio 2019                    Torino                         Spazio211
16 febbraio 2019                    Firenze                       Auditorium Flog
22 febbraio 2019                    Pordenone                 Astro Club
02 marzo 2019                       Bologna                      Locomotiv

The National e Franz Ferdinand: l’alternative rock conquista il Milano Rocks 2018. 0 231

Dopo l’autentico bagno di folla ­­– e non solo ­– che ha accompagnato l’esibizione degli Imagine Dragons (supportati da Maneskin e The Vaccines) in occasione della prima delle tre giornate dedicate al Milano Rocks 2018, lo scorso venerdì 7 settembre è toccato a due delle più rilevanti band indie rock degli ultimi 15 anni esibirsi sul palco dell’Open Air Theatre di Rho: i The National e i Franz Ferdinand. Due band certamente diverse tra loro, ma comunque in grado di attirare tipologie simili di pubblico.

Headliners di quella che si potrebbe definire la serata più “alternative” delle tre, i gruppi capitanati dai carismatici Matt Berninger e Alex Kapranos hanno saputo regalare più di due ore di ottima musica e grande intrattenimento (non prima di una gradevole apertura affidata al cantautorato rock di Mèsa e alla new wave degli Stella Maris).

Ad aprire le danze sono stati i cinque ragazzi di Glasgow, ritornati di recente alla ribalta dopo una lunga pausa grazie al loro “Always Ascending”. Schitarrate funky, riff energici e ritmiche dance a definire l’ormai caratteristico sound scanzonato del gruppo scozzese, che si è presentato al pubblico con due cavalli di battaglia: “Do You Want To?” e “The Dark of the Matinée” (ripescati rispettivamente dal secondo e dal primo album). Oltre all’inevitabile spazio lasciato ad alcuni brani del nuovo disco (tra cui la title track), non sono mancate vecchie hits del calibro di “Walk Away” e “No You Boys”. Ma a calamitare l’attenzione del pubblico è stata senz’altro la prestazione offerta dallo scatenato frontman Alex Kapranos che, ogni qual volta si svincolava dalla sua fida Telecaster, dava dimostrazione di tutta la sua presenza scenica saltando, ballando e coinvolgendo il pubblico. Un autentico animale da palcoscenico. Il trascinante epilogo è stato affidato alle ballabilissime “Take Me Out” (probabilmente il brano più rappresentativo della band) e “This Fire”. Ed è proprio con “questo fuoco” di energia e spensieratezza che i Franz Ferdinand hanno incendiato il palco del Milano Rocks 2018, scaldando alla grande il pubblico in attesa della portata principale della serata.

I Franz Ferdinand al Milano Rocks 2018. Foto di Francesco Prandoni

Setlist (Franz Ferdinand):

  1. Do You Want To
  2. The Dark of the Matinée
  3. Glimpse of Love
  4. Always Ascending
  5. Walk Away
  6. No You Girls
  7. Lazy Boy
  8. Micheal
  9. Feel the Love Go
  10. Love Illumination
  11. Ulysses
  12. Take Me Out
  13. This Fire

Il tempo di un elaborato cambio palco (tanti gli strumenti da settare) ed ecco arrivare, tra il boato dei presenti, gli attesissimi The National. La band di Cincinnati, fresca vincitrice di un Grammy Award per l’ultimo acclamato lavoro, Sleep Well Beast, mancava dalle nostre parti da più di due anni. Tanto, troppo tempo. Ma Matt Berninger e soci hanno saputo farsi perdonare alla grande. È bastato farsi accarezzare dalle note del morbido giro di piano di “Nobody Else Will Be There” per ritrovarsi subito immersi nel crepuscolare e malinconico universo sonoro dei National, complice anche la calda e avvolgente voce baritonale di Berninger. Un universo nel quale da sempre convivono armoniosamente un’anima romantica e raffinata e un’altra più impetuosa e viscerale. L’inizio della scaletta sembrava quasi voler sottolineare questa perfetta dicotomia; all’iniziale ballata, infatti, ha fatto seguito la ben più sostenuta “The System Only Dreams in Total Darkness”. Impossibile non farsi trascinare dal travolgente ritornello, tanto che a fine canzone migliaia di voci si sono unite in un solo coro per intonarlo, quasi come si trattasse di un inno da stadio. A caratterizzare il resto della prima metà dello spettacolo sono stati una serie di brani più intimi e atmosferici, tra cui l’amata “I Need My Girl”. Sulle note di “Day I Die”, poi, è arrivata la consueta passeggiata in mezzo al pubblico di Berniger, mentre sul palco le affilate chitarre dei gemelli Dessner disegnavano riff taglienti come lame. C’è stato poi spazio per la dolcezza della romanticissima “Carin at the Liquor Store”, per la malinconia dell’inedita “Rylan”, per le ritmiche post-punk dell’iconica “Graceless”. Ciascuno di questi momenti immancabilmente intervallato da una bevuta di vino o da un tiro di sigaretta elettronica da parte di un Matt Berninger sempre più scatenato e sempre meno sobrio. Un frontman, Berninger, capace di incarnare alla perfezione l’ambivalente identità musicale della propria band: elegante e sofisticato all’apparenza, ma con un vero spirito da rocker a guidarlo dall’interno. La politica di “Fake Empire” e il deflagrante rock delle catartiche “Mr. November” e “Terrible Love” hanno accompagnato lo spettacolo verso la sua emozionante conclusione, affidata all’epifanica “Vanderlyle Crybaby Geeks” che, come da tradizione, è stata lasciata alle voci dei fans, mentre la band accompagnava in acustico e Matt Berninger si improvvisava singolare direttore d’orchestra.

Un degno epilogo per un concerto che ha saputo regalare al pubblico milanese due band in grandissimo spolvero: una piacevolmente riscoperta dopo anni passati nel dimenticatoio, l’altra probabilmente all’apice della propria già rimarchevole carriera.

Matt Berninger, cantante dei National, al Milano Rocks 2018. Foto di Francesco Prandoni.

Setlist (The National):

  1. Nobody Else Will Be There
  2. The System Only Dreams in Total Darkness
  3. Don’t Swallow the Cap
  4. Walk it Back
  5. Guilty Party
  6. Bloodbuzz Ohio
  7. I Need My Girl
  8. Slow Show
  9. Light Years
  10. Day I Die
  11. Carin at the Liquor Store
  12. Graceless
  13. Rylan
  14. Fake Empire
  15. November
  16. Terrible Love
  17. About Today

Encore: Vanderlyle Crybaby Geeks.

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