Uno Maggio Taranto, Brunori: “Confido nella passione di sempre; Taranto come paradigma della questione meridionale” 0 600

Anche Brunori, come tanti altri artisti, era presente nella giornata di ieri per il soundhceck dell’Uno Maggio Libero e Pensante. Intercettato dai nostri microfoni, Brunori ha commentato così la giornata di oggi

Ciao Dario! Quinta edizione dell’Uno Maggio Libero e Pensante, la tua seconda volta su questo palco: facci un prospetto dell’evento.
“Beh, ancora la dobbiamo vivere. Io sono arrivato da poco, siamo ancora in fase di check, quindi sarebbe presuntuoso da parte mia darti un giudizio – un pregiudizio! -, noi siamo contro ogni tipo di pregiudizio anche nei confronti del Primo Maggio, così com’è stata l’altra volta, perciò io mi baso sul giudizio dell’altra volta e in questo inerpicarmi tra giudizi e pregiudizi non so cosa ho detto ma l’ho detto molto bene (Ride, n.d.r). Penso e spero che sia un’edizione del Primo Maggio che mi restituisca quella spontaneità, genuinità e passione che c’è stata nella scorsa edizione.

Diciamo quindi che ti sei affezionato alla manifestazione tarantina.
“Beh, è normale, se vuoi anche per un spirito di vicinanza, non solo geografica ma anche in qualche modo per il acconto e la storia legata a questo Primo Maggio che ovviamente ha un significato particolare, perché Taranto è un po’ il racconto di come la modernità e il concetto di lavoro, economia e capitalismo si siano un attimo poggiati sul meridione. È ovvio che sia vicino a questo tipo di racconto perché l’ho vissuto personalmente.”

Sali su questo palco dopo un disco di successo, A Casa Tutto Bene, che ha vinto anche molti premi. Come hai vissuto questo periodo?
“Beh, da una parte sono stato molto contento perché è un disco su cui abbiamo lavorato proprio tanto. È un disco che si canta da solo, non ha bisogno del cantante (Qui Brunori si riferisce alla registrazione di “La Verità” che suonava sul palco durante quest’intervista, n.d.r.) (Ride, n.d.r.). È ovvio, comunque, che c’è gratificazione quando lavori su un disco che per me è stato molto importante, soprattutto dopo aver affrontato delle tematiche che in passato avevo tratteggiato, toccato con ironia, mentre in quest’album ho cercato – sperando di non prendermi troppo sul serio – di farlo sul serio. Ho trovato dei riscontri anche al di fuori dell’ambito in cui ero cresciuto, mi ha reso felice perché penso che l’ambizione di chi fa questo mestiere sia, se possibile, cantare ‘insieme’ agli altri e non per gli altri.”

Un messaggio da parte di Brunori alla città di Taranto
“Beh, come ti ho detto prima, mi auguro che questo festival del Primo Maggio – lo chiamo così, ‘Festival del Primo Maggio’ perché mi dà un’idea di popolare (Ride, n.d.r.) – abbia le caratteristiche che avevo riscontrato l’altra volta, una sorta di visione politica che però nasce dalla passione reale e concreta delle persone. Ripeto, io sono calabrese e queste cose non le ho vissute sulla mia pelle, ma penso che Taranto sia un paradigma utile per fare una seria critica ad un certo tipo di visione e cercare un cambiamento.”

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Abbiamo intervistato il ragazzo dello schiaffo di Jamil 0 5133

Come molti avranno letto sui maggiori magazine nazionali, in questi giorni c’è un acceso dibattito all’interno del mondo dell’hip hop – e non solo – in riferimento all’aggressione ai danni di un ragazzino (minorenne) da parte del rapper Jamil. Secondo quanto raccontatoci da un testimone, l’artista, durante l’esibizione di sabato scorso al Makeba Fest, a Martina Franca (TA), avrebbe dato uno schiaffo ad un ragazzo presente al concerto. Nei video diffusi in rete si vede chiaramente Jamil chiamare il ragazzo in questione – reo di indossare una felpa del brand Propaganda legato a Noyz Narcos, col quale Jamil avrebbe in atto un’accesa rivalità (a nostro parere unilaterale, n.d.r.) – sotto palco. Una volta avvicinatosi, si vede Jamil allungare il braccio per colpirlo, insultandolo l’attimo dopo con la frase “coglione di merda”. Sempre in base alle testimonianze e ai video raccolti dalla nostra redazione, subito dopo l’aggressione un membro dello staff del rapper sarebbe sceso dal palco e avrebbe dato un ulteriore colpo (questa volta una testata) al ragazzo.

La felpa “incriminata”

Per dare voce ai protagonisti, abbiamo contattato il ragazzino, Angelo, che ci ha concesso un’intervista esclusiva per raccontare la sua versione dei fatti. Prima dell’intervista ci siamo accordati con Gast, rapper romano amico di Noyz Narcos, il quale ha voluto chiamare il giovane per sincerarsi delle sue condizioni. Una piccola sorpresa che ha fatto molto felice Angelo, fan da tempo del Truceklan, utile anche per dargli la carica prima di iniziare la nostra intervista.
Ad onor del vero, abbiamo tentato di contattare anche Jamil per avere una sua versione dei fatti, ma non ci è pervenuta risposta e ne rispettiamo la volontà, rinnovandogli l’invito adesso tramite le nostre pagine.

Ciao Angelo! Per iniziare, ti è piaciuta la sorpresa? Cosa vi siete detti con Gast?
Tantissimo! Gast è stato gentilissimo, mi ha chiesto come stavo e si è scusato da parte di tutto l’ambiente hip hop italiano per quello che è successo. Dopodiché abbiamo chiacchierato di musica e mi ha invitato a passare da Roma per incontrarlo e regalarmi il suo merchindising. È stato bellissimo, mi ha fatto un sacco di piacere. È il primo artista che in tutta questa storia si è esposto e ci ha messo la faccia, nella maniera più umile possibile. Ho davvero apprezzato il suo gesto. Un mito.

Perfetto, siamo contenti che la sorpresa ti sia piaciuta. La storia la conosciamo tutti e i video sono ormai di dominio pubblico, ma chiariamo una cosa: Sapevi che ci fosse un po’ di tensione fra l’ambiente di Propaganda e quello di Jamil?
Sapevo ci fossero stati degli screzi, ma allo stesso tempo si parla di un po’ di tempo fa. Sinceramente, non avrei mai pensato si potesse arrivare a questo punto, né che potessero andarci di mezzo i fan. Poi parliamoci chiaro: Noyz Narcos non ha mai dato troppa importanza a Jamil – parliamo di una strofa rispetto a ben due dissing – e così i suoi fan. Se la cosa non è reciproca che colpa ne ho? Non ci stavo proprio pensando, credimi.”

Il dibattito rispetto a ciò che ha fatto Jamil è arrivato a livello nazionale, al punto che molte testate giornalistiche e finanche molti Youtubers ne hanno parlato. Primi fra tutti, gli Arcade Boyz hanno dedicato sette minuti e mezzo di video alla vicenda. Loro, come tanti altri e anche Jamil stesso sotto un post su Instagram di Aban, hanno equiparato il gesto della felpa all’indossare la maglia della Juve (o della Lega, secondo gli Arcade Boyz) a Napoli. Col senno di poi, ti trovi d’accordo con queste affermazioni?
Il ragionamento da fare è ben diverso: Jamil e Noyz Narcos – ma anche chiunque altro in una situazione simile – sono persone adulte e mature, e dovrebbero sbrigarsela fra di loro, lasciando ascoltare ai ragazzi quello che cazzo gli pare. Un po’ come i genitori dovrebbero lasciar scegliere al proprio figlio quale squadra tifare. Adesso, io so che il calcio è ben diverso dal rap: tutti quanti ascoltiamo centinaia di artisti diversi, è normalissimo; tifare due squadre un po’ meno. Ma, comunque, ognuno è libero di fare ciò che vuole.
In ogni caso, io ho sentito gli Arcade Boyz e ci ho parlato. Loro hanno un po’ provato a difendere Jamil e il suo gesto: ora, io non metto in dubbio che la mia non sia stata un’idea furbissima, dettata più che altro dall’inconsapevolezza del problema, ma è davvero giustificabile uno schiaffo senza alcuna reale provocazione dietro?”

Quindi non c’è stata una tua vera provocazione oltre quella – involontaria, come dici – di indossare la felpa?
Assolutamente no, io ero in fondo, neanche sotto palco come dicono tutti. Anzi, sotto palco mi ci hanno chiamato per poi, dopo quello che è successo, farmici allontanare. E ancora, dopo la vicenda sono andato in ospedale, non sono rimasto al concerto come molti dicono.

Dopo quanto accaduto continuerai ancora ad ascoltare Jamil?
Come artista non mi dispiace e continuerò ad ascoltarlo. Come persona, sinceramente, mi è molto scaduta

Che indosserai al prossimo concerto?
Qualsiasi cosa, non importa!

N.B.: Di seguito pubblichiamo due dei numerosi video che ritraggono il momento della presunta aggressione. Nel primo di questi video, registrato ai piedi del palco, si vede il rapper chiamare Angelo e, successivamente, dargli quello che sembra uno schiaffo. Nel secondo video, ripreso da più dietro rispetto al primo, oltre alla già citata scena è possibile vedere, intorno al minuto 00:26, un membro dello staff di Jamil dare una testata ad Angelo.

 

Taranto Vecchia si tinge di rock: nasce il festival “Taranto Isola Rock” 0 808

Esibizioni dal vivo di band e musicisti del territorio jonico. L’associazione culturale Altramusicalive, ideatrice del Taranto Rock Festival, per tutto il prossimo mese di agosto curerà i concerti rock che si terranno nell’ambito della grande kermesse Isola Festival, organizzata dall’associazione Terra con il patrocinio di istituzioni locali e realtà socio economiche del territorio.

Nasce dunque Taranto Isola Rock, progetto originato dalla sinergia tra i fautori del TRF e gli ideatori dell’evento che animerà la Città vecchia i prossimi 1, 8, 22 e 29 agosto. Ogni mercoledì un concerto live presso Arco San Giovanni, nel cuore del borgo antico del capoluogo jonico. A partire dalle ore 21:00, si alterneranno due band provenienti dalla provincia tarantina e non solo. Gli appuntamenti, ad ingresso gratuito, sono targati Taranto Rock Festival e rappresenteranno per gli artisti emergenti un’occasione concreta per presentare i propri progetti inediti.

LE BAND DI SCENA. La prima serata di mercoledì 1 agosto vedrà di scena i Doris e a seguire i Blind Buzz (intervista qui), entrambi gruppi tarantini. Mercoledì 8 agosto si alterneranno i Warm sweaters for Susan (da Taranto) e gli Shy of a Spark (da Pescara) per una serata organizzata con il supporto dell’etichetta musicale tarantina Joe Black Production. Lo staff di Altramusicalive sta vagliando in questi giorni le molteplici candidature arrivate da molti gruppi musicali, che hanno manifestato l’interesse a partecipare alla manifestazione. Attraverso i canali web e social dell’associazione verranno comunicati i nomi delle band che saranno sul palco i due successivi mercoledì dell’Isola Rock.

Blind Buzz
Doris

INIZIA IL TOUR VERSO IL 2019. Questi concerti sono il primo passo verso una serie di appuntamenti che si terranno con la firma Taranto Rock Festival. Un tour che condurrà alla grande manifestazione musicale di agosto 2019 che si preannuncia ricca di novità. Il TRF utilizzerà dunque la stagione 2018/19 per diffondere ulteriormente il messaggio dell’importanza della musica live e promuovere la mission: dare spazio ai talenti emergenti di esibirsi davanti al grande pubblico.

LA VERA SINERGIA. Francesco Falcone, presidente di Altramusicalive, commenta: “Questa è una collaborazione che nasce dalla volontà di valorizzare il territorio e di creare sinergie positive tra le varie realtà che operano per uno sviluppo fattivo sul piano culturale e sociale. Ringraziamo l’associazione Terra per aver voluto fortemente la nostra presenza all’interno di uno degli eventi più magici di Taranto, che torna con una edizione molto interessante”.

Francesco Falcone, presidente di Altramusicalive

CONTATTI. Tutte gli aggiornamenti su Taranto Isola Rock sono consultabili al sito web www.tarantorockfestival.it o su www.facebook.com/tarantorockfestival dove verranno pubblicate anche tutte le novità sugli appuntamenti musicali in cantiere.

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