Flavio Insinna all’Orfeo: l’intervista 0 526

Uno straordinario Flavio Insinna, accompagnato dalla piccola orchestra, mercoledì 15 novembre, presso il Teatro Orfeo di Taranto, è stato protagonista, in occasione del secondo appuntamento della campagna teatrale 2017/18, del suo spettacolo “La macchina della felicità“. Tra risate, sketch, bella musica e grande coinvolgimento del pubblico lo showman romano si è esibito in un grande show durato più di due ore, il cui tema principale era quello della felicità. Cos’è la felicità? E’ questa la domanda cardine della serata che Insinna ha cercato di spiegare con vari esempi, dai più strambi ai più seri facendo riflettere moltissimo gli spettatori presenti. Sullo sfondo dello spettacolo, inoltre, l’amore tra Vittorio e Laura. 

Non solo un bravo artista ma anche una persona dal gran cuore, Flavio Insinna, tanto che dopo lo spettacolo si è concesso al pubblico firmando autografi a tutti i restanti all’interno del teatro e scattandosi tantissime foto, soffermandosi a scherzare con i fans ionici per poi concedersi alle interviste. In questo frangernte, l’artista romano attacca con un pensiero su Taranto: “Nel 2012 facevo un programma in cui c’era sempre una parola chiave. In una puntata il vocabolo scelto fu “ambiente”: allora mi venne in mente subito Taranto e l’Ilva. In queste ore ho visto delle foto in cui c’è acqua con polveri rosse e penso ai malati e appunto anche alla felicità. Vorrei che tutti avessero un lavoro, ma che sia un lavoro sano. Ci ho pesato tutta la sera. Sarà troppo tardi quando si capirà che le banconote non si mangiano“.

IL PUBBLICO – “Ci tengo a ringraziare tutto il pubblico che mi sta permettendo di andar via con un altro pezzo di felicità. Vorrei lasciare un messaggio a chi sta provando a scrivere un libro o a mettere su una band: non bisogna mollare, non ci si deve arrendere soprattutto se con se si ha qualche persona giusta e di talento. Sognare è facile per tutti: è realizzare la cosa difficile“.

LA FELICITA’… PER INSINNA: “Vengo dal teatro visto che già da giovanissimo ho fatto il Festival dei due mondi. Ho fame è vero, ma dopo serate come questa mi sazierei anche con un pezzo di pane: sembra di stare alla Reggia di Caserta. Questo è un mestiere meraviglioso che nella giornata di giovedì mi permetterà di avere nelle orecchie il rumore di questi applausi. Dormo felice grazie a voi“.

LE DONNE: “Fausto Brizzi? In queste cose ci vuole grande attenzione. Si sta perdendo il senso profondo della condizione delle donne: ho paura cambi totalmente questa visione. Al ragazzo che sfigurò la ragazza che faceva la delfinaia, non gli avrei dato otto-dieci anni ma bensì l’ergastolo. E’ un atto di vigliaccheria“.

Di Alessio Petralla

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Medimex: Patti Smith chiude il festival con un concerto storico 0 488

Si è concluso nel migliore dei modi il Medimex – dopo i live di Cigarettes After Sex ed Editors del 7 giugno e quello di Liam Gallagher dell’8 – con il concerto della “sacerdotessa del rock“, Patti Smith: mai più degna chiusura poteva esserci per quest’edizione-tributo ai cinquant’anni di Woodstock. Davanti a settemila spettatori, l’artista statunitense ha cantato le canzoni che l’hanno resa famosa in tutto il mondo durante una carriera lunga 45 anni.

Il concerto si è aperto alle 21.40, dopo le esibizioni dei Sound of Garage e dei Kalàscima, con Patti Smith sul palco insieme alla sua band e la figlia alle tastiere. La prima parte del concerto scorre veloce, con una setlist non molto conosciuta, arricchita di qualche cover come quella dei Midnight Oil, Beds Are Burning. Da sottolineare anche un’altra cover, quella di It’s a Dram di Neil Young, suonata con solo l’accompagnamento del piano di Jesse. Alla fine del brano, tra gli applausi del pubblico, Patti mostra la maglietta nera con scritto “Giustizia per Taranto”.

Da qui iniziano i grandi successi: Dancing Barefoot, Pissing in the River, Because the Night e Gloria. La Smith esce salutando il suo pubblico per poi rientrare, come da copione, poco dopo, mostrando la maglia del Taranto Calcio indossata sotto il gilet, col numero 10 e il suo cognome sopra.

Il bis si apre sulle note di Can’t Help Falling in Love, brano di Elvis Presley. Il concerto si è infine chiuso, come tutti i concerti della cantautrice, con People Have the Power ed un messaggio alla città di Taranto: “Questa è una grande e splendida città: non arrendetevi, non perdete la speranza, non smettete di credere nei vostri sogni”.

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Medimex: gli Editors e i Cigarettes After Sex celebrano Woodstock 0 417

Ci eravamo lasciati con i Placebo, ci siamo ritrovati con Editors e Cigarettes After Sex. Il Medimex, l’International Festival and Music Conference in programma dal 4 al 9 giugno, apre i cancelli al suo pubblico per il terzo anno di fila, il secondo a Taranto, portando una delle band più apprezzate al mondo a suonare tra i due mari, davanti una rotonda piena di gente che arriva da tutto il Sud Italia. Non poteva essere diversamente, d’altronde, per quest’edizione speciale del Medimex che celebra i cinquant’anni di Woodstock – e qualcuno doveva pur farlo, visto che il vero Woodstock 50 è stato cancellato.

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Cancelli aperti alle cinque, con le prime file sotto il palco già conquistate intorno alle sette e mezza. Nell’aria si respira l’odore del mare e della musica, nei bicchieri sgorga Raffo non filtrata. Questione di minuti e iniziano le danze con Le Scimmie Sulla Luna, band alternative italiana che presenta il suo disco Terra!. La scelta si rivela azzeccata, Jory Stifani ricorda tanto la cantante dei Bowland, ma la band dimostra di sapersela cavare anche senza voce, movimentando la folla nel finale con un paio di brani strumentali.

Dopo poco salgono sul palco i Cigarettes After Sex e il concerto inizia davvero: la conosciamo bene la band texana di Greg Gonzalez, già sold-out a Roma un paio di anni fa, apprezzatissima in Italia. La folla risponde bene: molti cantano le loro bedroom songs sensuali, i rimanenti iniziano a collegare il sound col nome; il gruppo si diverte ma non lo dà a vedere – il mood non lo permette – limitandosi a pochi ‘thanks’ e il nome di un paio di pezzi.

L’esibizione dura un’ora, un tempo più che sufficiente per presentare l’unico album pubblicato, omonimo, e farsi desiderare; i Cigarettes After Sex riescono a creare il giusto mix di dolcezza e malinconia per illuminare la serata, anche se la luce che fanno è più o meno quella di una candela. Ma a noi tanto basta per ristorarci e caricare le batterie.

Passa infatti poco dall’uscita dei texani e alle dieci e mezza in punto la band di Stafford esce fra le urla del suo pubblico. Li avevamo già ascoltati al Palladozza di Bologna gli Editors, per un concerto durato circa due ore, e certo non li riscopriamo oggi al Medimex: energici, violenti, spietati; gli Editors ti prendono e ti accartocciano per tutta la durata del concerto, non dandoti il tempo di respirare davvero tra una canzone e l’altra, trascinandoti nel loro universo anni ‘80. Smith tiene il palco come il vero frontman qual è, la band non risparmia i grandi successi: Papillon fa ballare tutta la piazza, No Harm lascia pietrificati per la sua bellezza; A Ton of Love, semplicemente, spacca, come ha sempre spaccato. So che si dice spesso, ma concerti come questo mi fan pensare di avere il secondo lavoro più bello del mondo, dopo quello di Tom Smith.

Magazine chiude la prima parte del concerto; gli Editors escono di nuovo dopo i canonici cinque minuti, trainati dalla folla, per quattro brani finali accompagnati dal piano di Tom Smith. Alla fine, la band londinese saluta per l’ultima volta la propria piazza, con le maglie inzuppate di sudore come ogni buon ultras vorrebbe per la propria squadra del cuore. Ed è proprio come gli ultras che si è saltato su Formaldehyde. Possiamo dire che sia la band texana che quella inglese hanno assolutamente reso giustizia a Woodstock.

Poco tempo per riprendere fiato, però, perché domani si riprende col nuovo appuntamento del Medimex: Liam Gallagher sarà infatti a Taranto, reduce proprio ieri dal rilascio del nuovo singolo Shockwave che preannuncia il suo secondo disco da solista “Why Me? Why Not”. La data di domani è la prima delle due italiane, con l’ex Oasis che tornerà in Italia per il Collisioni festival a Barolo, il 4 luglio.

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