Giardini di Mirò: è on line “Hold On”, nuovo estratto da “Different Times”, l’album in uscita il 30 novembre 0 70

Manca davvero pochissimo all’uscita di Different Times, il nuovo album dei Giardini di Mirò, vera e propria leggenda della musica indipendente italiana. Per ingannare l’attesa si può ascoltare un nuovo brano, realizzato in collaborazione con Robin Proper-Sheppard (Sophia, God Machine)Hold On è una ballata avvolgente e al tempo stesso dirompente, una bellissima canzone impreziosita proprio dalla voce di Robin e dal testo. Da oggi è possibile ascoltarla su Spotify, Apple Music e in tutti gli altri servizi di streaming, insieme a Different Times, la title track. Entrambi i brani sono immediatamente disponibili in download con il pre-order digitale dell’album e da oggi è anche possibile prenotare l’edizione limitata del vinile e il CD.

Il nuovo disco, in uscita il 30 novembre per 42 records (I Cani, Cosmo, Colapesce  Andrea Laszlo De Simone, Any Other…) segna un ritorno in grande stile, che mantiene solidi legami con il passato ma proietta i Giardini di Mirò ulteriormente in avanti, verso un futuro luminoso e ancora da scrivere, anche grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album Rise and Fall of Academic Drifting e Punk… Non Diet!, che da subito li avevano consacrati tra gli imprescindibili degli anni Zero.

Tra post rock, psichedelia ed elettronica Different Times vuole essere anche una riflessione sulla durata del tempo, con lo sguardo che si muove verso altre parti del mondo, su altre centralità, mentre inevitabilmente cambiano la geografia e l’importanza delle cose. Anche per questo lo scatto di copertina, ad opera di Simone Mizzotti, mostra un campetto da calcio sperso in una periferia qualunque. Solo che quella periferia è in Cina.

Le esperienze e le metamorfosi dei Giardini di Mirò vengono raccontate inoltre in Different Times, la storia dei Giardini di Mirò, il libro scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che uscirà il 29 novembre, giorno prima della release, perCrac Edizioni. Il libro sarà presentato in anteprima dalla band il 22 novembre alRal8022 di Milano nell’ambito di un evento organizzato da 42 Records e Radio Raheem in occasione della Milano Music Week.

La copertina di “Different Times”

Biografia
Con oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero, i Giardini di Mirò sono un nome di punta della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. I Giardini di Mirò vengono da Cavriago, un comune a pochi minuti da Reggio Emilia, il cui sindaco onorario è, dal 1917, Vladimir Lenin.

Il nucleo storico, rimasto invariato, è formato da Corrado Nuccini, Jukka Reverberi, Mirko Venturelli, Emanuele Reverberi e Luca di Mira; da qualche anno è subentrato alla batteria Lorenzo Cattalani, che ha sostituito Francesco Donadello. Nel corso degli anni hanno partecipato al gruppo anche Alessandro Raina, Andrea Mancin, Andrea Sologni, Laura Loriga.

Il progetto nasce nel 1994 da un’amicizia tra Corrado Nuccini e Giuseppe Camuncoli (oggi noto fumettista) nata tra i banchi della facoltà di Lettere a Bologna. Solo qualche anno dopo, con l’ingresso degli altri componenti, la band prende forma così come è nota oggi, e già dal primo “Iceberg EP” la storia dei Giardini di Mirò è stata un susseguirsi di album, concerti, tour.

La discografia è sterminata: oltre ai cinque album ufficiali “Rise And Fall of Academic Drifting” (2001), “Punk… Not Diet!”(2003), “Dividing Opinions”(2007), “Good Luck” (2012) e “Different Times” (2018), ci sono due sonorizzazioni  -“Il fuoco” (2010) e “Rapsodia Satanica” (2014)-, la colonna sonora di “Sangue, la morte non esiste” (2005) con Elio Germano, ed una miriade di Ep, remix e raccolte di inediti, con etichette di tutto il mondo che hanno portato i Giardini di Mirò a collaborare con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri.

“Different Times” è il loro ultimo lavoro, ed esce in contemporanea con un libro omonimo edito da Crac Edizioni, scritto da Marco Braggion con la prefazione di Carlo Pastore, che racconta tutta la storia della band dagli esordi fino ad oggi.

HoldOn
https://open.spotify.com/album/32QOGOH2AmwWKCL9LCllug?si=6vXUU27sRxy7ankxXgH0gQ

Different Times
https://open.spotify.com/track/7F0t3TfBersH0ljArDkWGe?si=HMAeRaJ7SzeVltpLkt7MiQ

Pre-order iTunes:  https://itunes.apple.com/it/album/different-times/1442217106
Vinile: http://www.42records.it/?p=4822
CD: http://www.42records.it/?p=4820

Queste le prime date confermate del tour, organizzato da DNA concerti:

18 gennaio 2019                    Milano                        Santeria
19 gennaio 2019                    Pisa                             Lumiere
25 gennaio 2019                    Roma                          Monk
26 gennaio 2019                    Terlizzi (BA)              MAT
08 febbraio 2019                    Ravenna                     Bronson
09 febbraio 2019                    Verona                        Colorificio Kroen
15 febbraio 2019                    Torino                         Spazio211
16 febbraio 2019                    Firenze                       Auditorium Flog
22 febbraio 2019                    Pordenone                 Astro Club
02 marzo 2019                       Bologna                      Locomotiv

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“Storia di un Equilibrista”: il primo album di Massimo Stona 0 40

Chi è Massimo Stona? È un cantautore piemontese attivo dal 2008. L’anno successivo pubblica il primo EP e da lì in avanti diversi singoli, mentre continua la sua attività live e la partecipazione a vari festival.

Cosa ha fatto recentemente Massimo Stona? Nel 2017 ha iniziato a collaborare con Guido Guglielminetti, storico bassista – tra le altre cose – di Francesco De Gregori, mentre da poco ha pubblicato il suo primo album intitolato “Storia di un equilibrista“.

Che genere fa Massimo Stona? Diciamo Indie Pop con qualche influenza brasiliana. Un po’ Mannarino, un po’ Negrita, un po’ Brunori.

La title track Storia di un equilibrista apre le danze con un buon mix tra chitarra acustica e base di batteria. Le altre percussioni sembrano non amalgamarsi in modo molto naturale, ma il risultato è comunque un pezzo orecchiabile.

Nell’armadio ci introduce all’anima vagamente latin e lounge di Stona. Si aggiungono piano e percussioni per creare una canzone rilassante, con qualche piccola variazione ogni tanto per non rischiare di annoiare.

Streaming ha la giusta dose di energia e un ritornello che funziona bene.

Con Belladonna ci troviamo un altro ritornello che sa prendere. Anche gli stop improvvisi nelle strofe risultano abbastanza interessanti.

Ascoltando i primi secondi L’agio del naufragio non si può che rimanere un po’ spiazzati: cosa ci fanno queste cosine bippanti in un album del genere? Poi si torna alla normalità. Cori e voce femminile sono un’ottima aggiunta a una base musicale semplice ma efficace.

Con Troppo pigro abbiamo un cambio di ritmo che movimenta un po’ la situazione. Arrivati a metà disco c’è da dire una cosa: la voce che si abbassa in un sussurro pieno di pathos a ogni fine di verso inizia a stufare un po’.

Il suono dello shaker di Gamberi ci riporta brevemente in territorio latino, mentre le strofe della successiva Mannequin ricordano qualcosa dei Bluvertigo. Anche qui non può comunque mancare un rapido intervento di percussioni.

Il suono che richiama quello di un sonar dà il via all’omonimo pezzo – Sonar, appunto. L’ormai immancabile chitarra acustica cede il passo a una batteria e a una tastiera anni ’80. Ancora una volta è il ritornello il vero punto forte.

In Santa pazienza i suoni di pianoforte e archi si mescolano per dare vita a un lentone che non sarebbe male se non ci fosse qualche imprecisione a livello di voce.

Com’è “Storia di un Equilibrista” di Massimo Stona? È un album variegato, che spazia da uno stile all’altro, pur mantenendo in ogni traccia una stessa impronta distintiva data dalla voce e dalla chitarra acustica di Stona. In generale è ben fatto e di facile ascolto, con linee vocali e di basso ritmicamente varie e interessanti. D’altro canto non mancano alcune imprecisioni nella voce e nella chitarra, i testi peccano di rime interne un po’ facilotte (come “agio del naufragio”, per dirne una). Insomma, i margini di miglioramento sono chiari ma la base di partenza non è malvagia.

“Palasport 2019”, Daniele Silvestri annuncia il nuovo tour in vista del prossimo disco 0 49

Dopo il successo di “Acrobati“, debuttante al primo posto nelle classifiche FIMI e premiato col disco d’oro, Daniele Silvestri è in studio di registrazione per le fasi finali del suo nuovo disco, del quale ancora non si conosce il nome o la tracklist. Nonostante ciò, con dei post su Facebook e Instagram, il cantautore romano ha annunciato il nuovo tour nei palazzetti di tutta Italia per la presentazione del disco, il tutto condito da un breve teaser.

Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione

Col titolo “Palasport 2019“, le prime date annunciate del tour – alle quali se ne aggiungeranno sicuramente delle altre – prevedono concerti nelle principali città italiane a partire da Ottobre 2019.

PALASPORT 2019 – LE DATE 

25 Ottobre – Roma, Palazzo dello Sport

8 Novembre – Padova, Kione Arena

9 Novembre – Rimini, RDS Stadium

15 Novembre – Bari, Palaflorio

16 Novembre – Napoli, Palapartenope

22 Novembre – Milano, Mediolanum Forum

23 Novembre – Torino, Pala Alpitour

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