Il Lago dei Cigni in scena all’Orfeo 0 415

Di Romana Calcante

In data 20 novembre 2017 alle ore 21, presso lo storico Teatro Orfeo di Taranto, il prestigioso Gran Balletto di Pietroburgo rappresenterà il classico balletto ottocentesco “Il Lago dei Cigni”, con le suggestive musiche composte da P.I. Tchaikoswky e le incantevoli coreografie elaborate da M. Petipa.

Il dramma romantico affronta la tematica della purezza tenera ma fragile personificata da Odette, osteggiata dalla malvagità e dall’inganno perpetrato attraverso la seduzione cinica e sfrontata di Rothbart e di Odile, e tradita con lo spergiuro di Siegfried, suo malgrado incapace di assolvere al ruolo da costui assunto di salvatore senza macchia e senza paura. Nel corso del tempo, all’originaria e tragica conclusione sono sopravvenuti dei finali alternativi, che inducono lo spettatore a interrogarsi sulla natura dell’amore: se nelle peggiori situazioni esso possa arrendersi e soccombere, oppure trovare in sé la forza di sovvertire il destino più crudele.

Un’occasione da non perdere, rivolta non solo agli estimatori del genere ma a tutti coloro che desiderano riprendere contatto con sentimenti intensi, spesso anestetizzati dal (mal di) vivere contemporaneo, e confrontarsi anche con le debolezze, sofferenze e delusioni cui espongono.

Per biglietti contattare:
Botteghino Teatro, via Pitagora 80
tel. 099 4533590

Box office,  Via Nitti ang. Via Oberdan
Tel. 099 4540763

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Uno Maggio Taranto, Ghemon: “Taranto non mollare, sei bellissima” 0 896

Intervenuto poco dopo la sua esibizione, dove ha cantato quattro brani estratti dal suo ultimo album-capolavoro, Mezzanotte, Ghemon ha risposto così ai nostri microfoni:

Ciao Ghemon! Seconda volta per te su questo palco, ormai alla quinta edizione. Come ti sei trovato? Facci un punto della situazione.
“L’ho trovato decisamente migliorato dal punto di vista organizzativo, e questo è già un passo in avanti per una cosa autocostruita. Faccio i complimenti ai ragazzi perché anche noi abbiamo potuto così dare il meglio. Il clima dietro le quinte è sempre bellissimo e il pubblico era felice, contento, e mi è sembrato anche di più della scorsa volta. Come dicevo prima, mi sembra uno spot su come invece di andarcene dal meridione si può rimanere e costruire qualcosa di bello.”

Vieni da un album, Mezzanotte, che è stato forse il migliore dell’anno. Un album molto profondo, personale. A distanza di qualche mese, cosa ti è rimasto di quest’esperienza e come l’hai vissuta?
“Mi son rimasti… pochissimi soldi in banca! (Ride, n.d.r.) Questo vuol dire che dovrò fare un altro disco. No, no, rimane ancora un’estate di tour da fare. È un punto di passaggio importante, poi finita l’estate arriva forse uno dei momenti più belli della mia vita: le vacanze.”

Un messaggio da lanciare alla città di Taranto
“Non mollate perché siete bellissimi. Noi facciamo quel che possiamo con questa giornata, e ci viene spontaneo, speriamo che diventi sempre più grande questo appuntamento. Riuscite a smuovere le acque dal basso, e noi saremo sempre con voi.”

Uno Maggio Taranto, Brunori: “Confido nella passione di sempre; Taranto come paradigma della questione meridionale” 0 802

Anche Brunori, come tanti altri artisti, era presente nella giornata di ieri per il soundhceck dell’Uno Maggio Libero e Pensante. Intercettato dai nostri microfoni, Brunori ha commentato così la giornata di oggi

Ciao Dario! Quinta edizione dell’Uno Maggio Libero e Pensante, la tua seconda volta su questo palco: facci un prospetto dell’evento.
“Beh, ancora la dobbiamo vivere. Io sono arrivato da poco, siamo ancora in fase di check, quindi sarebbe presuntuoso da parte mia darti un giudizio – un pregiudizio! -, noi siamo contro ogni tipo di pregiudizio anche nei confronti del Primo Maggio, così com’è stata l’altra volta, perciò io mi baso sul giudizio dell’altra volta e in questo inerpicarmi tra giudizi e pregiudizi non so cosa ho detto ma l’ho detto molto bene (Ride, n.d.r). Penso e spero che sia un’edizione del Primo Maggio che mi restituisca quella spontaneità, genuinità e passione che c’è stata nella scorsa edizione.

Diciamo quindi che ti sei affezionato alla manifestazione tarantina.
“Beh, è normale, se vuoi anche per un spirito di vicinanza, non solo geografica ma anche in qualche modo per il acconto e la storia legata a questo Primo Maggio che ovviamente ha un significato particolare, perché Taranto è un po’ il racconto di come la modernità e il concetto di lavoro, economia e capitalismo si siano un attimo poggiati sul meridione. È ovvio che sia vicino a questo tipo di racconto perché l’ho vissuto personalmente.”

Sali su questo palco dopo un disco di successo, A Casa Tutto Bene, che ha vinto anche molti premi. Come hai vissuto questo periodo?
“Beh, da una parte sono stato molto contento perché è un disco su cui abbiamo lavorato proprio tanto. È un disco che si canta da solo, non ha bisogno del cantante (Qui Brunori si riferisce alla registrazione di “La Verità” che suonava sul palco durante quest’intervista, n.d.r.) (Ride, n.d.r.). È ovvio, comunque, che c’è gratificazione quando lavori su un disco che per me è stato molto importante, soprattutto dopo aver affrontato delle tematiche che in passato avevo tratteggiato, toccato con ironia, mentre in quest’album ho cercato – sperando di non prendermi troppo sul serio – di farlo sul serio. Ho trovato dei riscontri anche al di fuori dell’ambito in cui ero cresciuto, mi ha reso felice perché penso che l’ambizione di chi fa questo mestiere sia, se possibile, cantare ‘insieme’ agli altri e non per gli altri.”

Un messaggio da parte di Brunori alla città di Taranto
“Beh, come ti ho detto prima, mi auguro che questo festival del Primo Maggio – lo chiamo così, ‘Festival del Primo Maggio’ perché mi dà un’idea di popolare (Ride, n.d.r.) – abbia le caratteristiche che avevo riscontrato l’altra volta, una sorta di visione politica che però nasce dalla passione reale e concreta delle persone. Ripeto, io sono calabrese e queste cose non le ho vissute sulla mia pelle, ma penso che Taranto sia un paradigma utile per fare una seria critica ad un certo tipo di visione e cercare un cambiamento.”

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