Il nuovo “Down the Road Wherever” di Mark Knopfler va piano e va lontano 0 73

Lo ammetto. Non ho mai ascoltato più di tanto i Dire Straits, figurati Mark Knopfler da solista. Sono sempre rimasti nella pila dei dischi che prima o poi devi per forza ascoltare ma che rimandi sempre al lunedì successivo. Il lato positivo è che questo Down the Road Wherever me lo posso ascoltare senza troppi pregiudizi e non sono tentato di dire “ah ma la roba vecchia è tutta un’altra storia”. Le malelingue diranno che sono troppo pigro per ascoltarmi attentamente tutta la discografia del buon Mark. Non è assolutamente vero: è solo l’amore per la spontaneità a spingermi.

Titolo e copertina ci danno un indizio su quello che ci aspetta dalle 14 tracce del nono album da solista di Knopfler: un’ottima musica da viaggio in macchina che fa scivolare nel sonno i passeggeri e tiene sveglio il guidatore. La qualità c’è, il timbro distintivo di voce e chitarra pure; completano il quadro un mixaggio semplice, ben definito ed estremamente efficace e – tanto per gradire – dei testi mica male. Ma esattamente come quando si guida su una lunga e ostinatamente dritta autostrada, non bisogna aspettarsi grossi colpi di scena e in un album dove le canzoni durano in media 5 minuti la monotonia è da tenere in conto. L’importante è rilassarsi e godersi il lento e scorrere del paesaggio e della musica.

Si parte con con Trapper Man, che parla del lavoro sporco del cacciatore di cui i ricchi “fat men” hanno bisogno per non doversi sporcare le mani in prima persona. Allo stesso modo in questa traccia l’arrangiamento si mette al servizio delle parole, in modo da dargli più risalto.

La seconda tappa è l’ipnotica Back on the Dance Floor: il ritmo incalza, il basso pompa, e la testa non può che ondeggiare dall’inizio alla fine.

Nobody’s Child rallenta il passo e ci trasporta direttamente nelle solitarie pianure del West. Dopo il centesimo ascolto non riesco ancora a capire se riesco ad apprezzare quel falsetto nel ritornello o se mi suona solamente strano.

In Just a Boy Away from Home c’è un po’ tutto: una vena blues, un groove funky, un assolo country (lo slider fa sempre il suo dovere) miscelati con arte.

Passiamo a When You Leave. Parte la tromba accompagnata dal piano e sfido a non immaginarsi la scena di un film in bianco e nero dove una figura in impermeabile pian piano si allontana. Mentre piove. In una Parigi deserta, magari.

Con Good on You Son si inizia a battere il piedino a tempo più velocemente, grazie a un bel mix di strofe senza troppi fronzoli e a un ritornello che ti sa prendere. Non a caso questa è il singolo che ha anticipato l’uscita del disco.

Di My Bacon Roll oltre al ritornello orecchiabile ho apprezzato molto i brevi intro e outro che impreziosiscono, nella loro semplicità, tutta la canzone.

In Nobody Does That sono la voce e la chitarra di Knopfler a lasciare il posto sotto i riflettori a tromba e sassofono. Il risultato è decisamente godibile.

Se volevate un pizzico di sonorità “celtiche” e ambientazioni rurali ci pensa il violino di Drovers’ Road. Anche la successiva One Song at a Time mantiene uno stile simile ma ci porta più giù, verso i canali e i porti inglesi di fine ‘800.

Con una melodia delicata sostenuta da un buon ritmo e da un filo di ironia, Floating Away racconta le difficoltà nel riuscire a riconoscersi mentre si invecchia e l’immagine di sé stessi che ci si è costruiti (fisica e non) sembra scomparire lentamente.

In Slow Learner Mark lo dice chiaramente: “Mi piace prendermela con calma”. E quale è il modo migliore per farcelo capire se non un blues lento, rilassante e ben curato?

Heavy Up è un soffio di allegria inaspettata che ti accompagna direttamente in spiaggia. Pure la classica chitarra alla Knopfler qua vuole sentirsi ukulele.

Nonostante un’ora abbondante di album, Matschstick Man merita di essere ascoltata un paio di volte. Una chitarra acustica dal suono cristallino accompagna la storia di un musicista vagabondo che attraversa tutta la Gran Bretagna, tra neve, solitudine e insulti.

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“Storia di un Equilibrista”: il primo album di Massimo Stona 0 40

Chi è Massimo Stona? È un cantautore piemontese attivo dal 2008. L’anno successivo pubblica il primo EP e da lì in avanti diversi singoli, mentre continua la sua attività live e la partecipazione a vari festival.

Cosa ha fatto recentemente Massimo Stona? Nel 2017 ha iniziato a collaborare con Guido Guglielminetti, storico bassista – tra le altre cose – di Francesco De Gregori, mentre da poco ha pubblicato il suo primo album intitolato “Storia di un equilibrista“.

Che genere fa Massimo Stona? Diciamo Indie Pop con qualche influenza brasiliana. Un po’ Mannarino, un po’ Negrita, un po’ Brunori.

La title track Storia di un equilibrista apre le danze con un buon mix tra chitarra acustica e base di batteria. Le altre percussioni sembrano non amalgamarsi in modo molto naturale, ma il risultato è comunque un pezzo orecchiabile.

Nell’armadio ci introduce all’anima vagamente latin e lounge di Stona. Si aggiungono piano e percussioni per creare una canzone rilassante, con qualche piccola variazione ogni tanto per non rischiare di annoiare.

Streaming ha la giusta dose di energia e un ritornello che funziona bene.

Con Belladonna ci troviamo un altro ritornello che sa prendere. Anche gli stop improvvisi nelle strofe risultano abbastanza interessanti.

Ascoltando i primi secondi L’agio del naufragio non si può che rimanere un po’ spiazzati: cosa ci fanno queste cosine bippanti in un album del genere? Poi si torna alla normalità. Cori e voce femminile sono un’ottima aggiunta a una base musicale semplice ma efficace.

Con Troppo pigro abbiamo un cambio di ritmo che movimenta un po’ la situazione. Arrivati a metà disco c’è da dire una cosa: la voce che si abbassa in un sussurro pieno di pathos a ogni fine di verso inizia a stufare un po’.

Il suono dello shaker di Gamberi ci riporta brevemente in territorio latino, mentre le strofe della successiva Mannequin ricordano qualcosa dei Bluvertigo. Anche qui non può comunque mancare un rapido intervento di percussioni.

Il suono che richiama quello di un sonar dà il via all’omonimo pezzo – Sonar, appunto. L’ormai immancabile chitarra acustica cede il passo a una batteria e a una tastiera anni ’80. Ancora una volta è il ritornello il vero punto forte.

In Santa pazienza i suoni di pianoforte e archi si mescolano per dare vita a un lentone che non sarebbe male se non ci fosse qualche imprecisione a livello di voce.

Com’è “Storia di un Equilibrista” di Massimo Stona? È un album variegato, che spazia da uno stile all’altro, pur mantenendo in ogni traccia una stessa impronta distintiva data dalla voce e dalla chitarra acustica di Stona. In generale è ben fatto e di facile ascolto, con linee vocali e di basso ritmicamente varie e interessanti. D’altro canto non mancano alcune imprecisioni nella voce e nella chitarra, i testi peccano di rime interne un po’ facilotte (come “agio del naufragio”, per dirne una). Insomma, i margini di miglioramento sono chiari ma la base di partenza non è malvagia.

“Palasport 2019”, Daniele Silvestri annuncia il nuovo tour in vista del prossimo disco 0 49

Dopo il successo di “Acrobati“, debuttante al primo posto nelle classifiche FIMI e premiato col disco d’oro, Daniele Silvestri è in studio di registrazione per le fasi finali del suo nuovo disco, del quale ancora non si conosce il nome o la tracklist. Nonostante ciò, con dei post su Facebook e Instagram, il cantautore romano ha annunciato il nuovo tour nei palazzetti di tutta Italia per la presentazione del disco, il tutto condito da un breve teaser.

Ci sono voluti 50 anni di vita e 25 di carriera per trovare non tanto il coraggio, quanto la voglia di decidere di fare un tour nei palasport. Ho sempre amato gli spazi più raccolti, o la magia dei teatri… e continuerò a farlo. Ma ho anche sempre avuto voglia di cimentarmi con sfide diverse, e a quanto pare le nuove canzoni sembrano spingermi in questa direzione

Col titolo “Palasport 2019“, le prime date annunciate del tour – alle quali se ne aggiungeranno sicuramente delle altre – prevedono concerti nelle principali città italiane a partire da Ottobre 2019.

PALASPORT 2019 – LE DATE 

25 Ottobre – Roma, Palazzo dello Sport

8 Novembre – Padova, Kione Arena

9 Novembre – Rimini, RDS Stadium

15 Novembre – Bari, Palaflorio

16 Novembre – Napoli, Palapartenope

22 Novembre – Milano, Mediolanum Forum

23 Novembre – Torino, Pala Alpitour

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