International Classical Music Awards: in finale la tarantina “Semiramide in Villa” 0 354

Taranto di nuovo protagonista della scena culturale internazionale;
questa volta grazie alla “Semiramide in Villa” eseguita lo scorso 18
settembre presso il teatro MUDI in occasione dell’ormai celebre
Giovanni Paisiello Festival”.
L’opera – interpretata da Carolina Lippo, Irene Molinari, Fabio Perillo,
Pasquale Arcamoni e diretta da Giovanni Di Stefano – sarebbe infatti
stata designata come una delle papabili vincitrici degli Oscar della
musica classica nella categoria “Opera”.

Oltre il capolavoro di tarantina matrice, nella stessa categoria
concorrerebbero altre diciassette produzioni discografiche, tra le quali
spicca una «Manon Lescaut» interpretata da Anna Netrebko per la
Deutsche Grammophon, l’etichetta con il maggior numero di
candidature.
Per conoscere l’esito di questa nuova, prestigiosa avventura, bisognerà
attendere il 18 gennaio 2018, mentre la cerimonia degli Award e il
concerto di Gala si terranno a Katowice, in Polonia, il 6 aprile.

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Benvenuti nel teatro del “Bovary 2000”, il nuovo spettacolo di Okiko 0 252

L’amore, pensava, doveva manifestarsi di colpo, esplosione di lampi e fulmini, uragano dei cieli che si abbatte sulla vita, la sconvolge, strappa via ogni resistenza come uno sciame di foglie e risucchia nell’abisso l’intero cuore”.

scenografia "Bovary 2000" spettacolo Okiko

Si apre con questa citazione il sipario di Bovary 2000, il nuovo spettacolo di Okiko – The drama company, tratta dal famoso classico della letteratura francese scritto da Flaubert a cui l’opera stessa deve il suo nome. Sceneggiatura e direzione sono ancora una volta figli della penna di Piergiorgio Meola, eccentrico regista e fondatore della compagnia dei “figli della Luna”. Blunote Music aveva già incontrato Okiko in occasione dello spettacolo BRIDE Cuore di farfalla, commedia quanto mai leggera pregna di riferimenti agli anni novanta, presupposto per sé sufficiente a rendere la narrazione esagerata, quasi grottesca, ma al contempo fresca e incline al sorriso del pubblico. Con Bovary, invece, gli attori portano on stage un copione assolutamente maturo, mettendo da parte la delicatezza dei sentimentalismi adolescenziali per ricondurre l’amore, tematica in ogni sua sfaccettatura tanto cara al regista, alla sua essenza più drammatica.

Bovary 2000 è andato in scena il 30 marzo nella cornice del teatro comunale “T. Traetta”di Bitonto, riscuotendo un successo clamoroso sia tra gli aficionados di sempre, sia tra le fila degli spettatori più curiosi, di volta in volta più numerose. L’opera si sviluppa unitamente su due palcoscenici: il primo è quello reale, visibile, dove a muoversi e a parlare sono gli attori; il secondo, come se fosse inception, ne costituisce l’ambientazione, che si dispiega tra la bühne e i camerini del “Bovary“, teatro parigino a luci rosse. La coesistenza di queste due dimensioni spaziali permette ai personaggi un certo margine di interazione con lo spettatore che, aperto il sipario, viene direttamente invitato ad entrare all’interno del locale da Mark (interpretato da Emanuele Licinio, ndr.), gestore del posto, e ad assistere allo straordinario spettacolo delle sue donne. L’apertura, infatti, è in perfetto stile Harold Zidler, ma senza la presenza di Ladies Marmelade dai colori sfavillanti, bensì di un cast che per costumi e sinuosità rende degnamente giustizia alla Parigi di Toulouse-Lautrec. Monologhi “menestrelli” si alternano a scene musicali e di ballo in cui emerge il talento e la versatilità degli attori – convincenti soprattutto in queste parti per loro stessi “atipiche” -, che hanno reso vivo ogni dettaglio caratteriale dei propri personaggi e hanno saputo cucirseli addosso con cura, giocando sapientemente con il doppio piano finzionale dell’opera.

Marc "Bovary 2000" spettacolo Okiko
Il personaggio di Mark, interpretato da Emanuele Licinio.

La trama dell’opera è scomponibile in due filoni tra loro collegati. Il primo segue le vicende di Yvette (interpretata da Rosa Masellis, ndr.), starlette del Bovary dal carattere arrivista e irriverente, in eterna competizione con Louise (interpretata da Giuseppe Visaggi, ndr.), “sorella” di Mark. La sua posizione viene scossa dall’arrivo di una donna ubriaca vestita a nozze nei camerini del teatro, che nessuno conosce a parte Yvette. La povera anima sperduta, che dice di non ricordare come essere arrivata fin lì, viene presentata ai colleghi come Amandine (interpretata da Alessia Ricciardi, ndr.) da Yvette, e presto entra a far parte della compagnia, in cui trova un rifugio sicuro. Ma la diva e la sposa (che in realtà si chiama Emma) tacciono un segreto tremendo di cui nessun’altro è al corrente, che le unisce e le contrappone in un silenzioso tête-à-tête celato sotto il velo di un’apparente complicità fino al momento della resa dei conti. Il carisma della primadonna si scontra con l’ingenuità di una figura “cenerentolesca”, l’ideale fiabesco con il più cinico pragmatismo, in una trama di farse e capovolgimenti che mette al centro il ruolo della donna e la sua emancipazione.

Yvette e Amandine "Bovary 2000" spettacolo Okiko
Yvette e Amandine-Emma, interpretate da Rosa Masellis e Alessia Ricciardi.

Il secondo, che si sviluppa parallelamente al primo ma si intreccia con il primo verso il finale, è incentrato sulle vicende di Louise e il suo spasimante Jean (interpretato da Michele D’Amore, ndr.), ideale di uomo cavalleresco diametralmente opposto allo stereotipo di “uomo patriarca” demonizzato dalle donne del teatro. Piergiorgio Meola dà il meglio di sé nella scrittura di queste scene in cui emerge tutta la sua sensibilità per la tematica gender, per altro interpretate magistralmente da Giuseppe Visaggi, capace di cavare anche le emozioni adagiate sul fondo più sopito dell’anima con commovente intensità e catalizzarle nel messaggio di amore universale alla base dell’opera.

Il sipario si chiude su un monologo profondissimo di Mark, che confessa le sue ragioni in merito al Bovary e al perché quello sia il suo mondo. Un mondo in cui tutto ciò che conta è «la musica che cresce, che ti annega, le luci che ti scaldano, le donne che danzano e indossano maschere: maschere fatte d’anima e non di segreti». Un mondo in cui tutto ciò che conta è l’amore, e riceverlo di ritorno, non importa come. Chi indossa una maschera spesso non lo fa per nascondersi, ma per rivelarsi davvero, e cercare attraverso quel travestimento un modo per gridare agli altri il bisogno d’amore che porta con sé. L’Arte è la compagna dell’Amore: il camerino di prova, il “per favore”, la formula con cui l’artista si mette a nudo e regala una parte di sé in nome di quel principio più alto. E che si tratti di un musicista, un ballerino o un attore, il motivo per cui si crea, se c’è, è sempre lo stesso: l’aspettativa di un applauso.

Cast "Bovary 2000" spettacolo Okiko
Cast degli attori di “Bovary 2000” con il regista Piergiorgio Meola.

Cast: Emanuele Licinio, Rosa Masellis, Giuseppe Visaggi, Alessia Ricciardi, Michele D’Amore, Teresa La Tegola, Valeria Summo, Carmen Toscano, Stefania Sannicandro
Assistente di scena: Aldo Corrado
Lighting designer: Andrea Mundo
Service audio e luci: Power Sound
Hair Stylists: Mimma Daucielli e Nico D’Egidio
Make Up: Valentina De Leo e Mariacristina Stecchi

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“Radiosveglia”, il secondo singolo di CARDO 0 290

CARDO è un cantautore del suo tempo ma anche del nostro tempo, scrive quando ha qualcosa da dire e con le sue canzoni racconta ci  che vive sulla propria pelle, ci  che sente e accade dentro e fuori la sua vita; non solo canzoni d’amore ma anche canzoni per chi oggi, alla soglia dei trenta, vive l’incertezza di questa Italia e spera in un domani migliore.

Radiosveglia” è il secondo singolo del cantautore campano, uscito oggi con una video-anteprima su Youtube, comprendente del testo. Il cantautore ha commentato così l’uscita del singolo: “Radiosveglia è il mio secondo singolo. Se hai un account netflix allora forse parla di te. L’ho pensato come uno schiaffo in faccia, ha un testo che descrive una situazione reale di tanti tra i venticinque e i trent’anni.. è la tua (radio)sveglia che ti parla e dice: ‘svegliati stronzo, anche stavolta hai fatto tardi.. tu e quelle cazzo di serie tv!’. Pensi che il tuo nuovo lavoro, una nuova città possano farti sentire libero? Pensi che possa cambiare qualcosa andando a vivere all’estero? Intanto stai qua, apri netflix, metti l’ultima serie tv e non dormi più. Mentre ci pensi vado al bar..

CARDO, all’anagrafe Mirko Di Fonso, è il primo di tre fratelli e viene dalla provincia di Benevento. Nasce nel ’90 e resta incollato a quegli anni. Cresce con le serie TV di quel periodo, con il mito del calcio, il game boy, le Reebok, le canzoni di Vasco Rossi e di Luca Carboni, i riff dei Rolling Stones. Dopo alcune esperienze in ambito musicale tra cui quella da frontman nella rock band I Botanici, decide di tornare alle sue origini musicali, iniziando così la sua avventura da cantautore con il nome CARDO. Ad ottobre del 2017, inizia a scrivere le sue prime canzoni con una chitarra e una vecchia tastiera. Nasce CARDO, ispirato da un viaggio in Scozia.

La copertina del singolo

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