Jovanotti da Fazio, “Mai fumato una canna, ma sono per la legalizzazione” 0 1337

Ieri sera, Lorenzo Cherubini – in arte Jovanotti – è stato ospite da Fabio Fazio, nella trasmissione Che Tempo Che Fa per promuovere il suo album. Fra i tanti botta e risposta, un piccolo siparietto si è creato attorno al tema legalizzazione, con Jovanotti che ha chiesto al conduttore “Fazio, tu ti sei mai fumato una canna?“. L’artista ha poi continuato, dicendo “te lo domando perché io ho sempre avuto l’imbarazzo, il senso di colpa quasi, di non aver mai fumato la marijuana, pur amando il reggae e la musica giamaicana“.

Il conduttore, senza rispondere davvero alla domanda, ha rigirato la questione citando un aneddoto su Giancarlo Fini – che, per onor di cronaca, è stato co-firmatario della legge repressiva Fini-Giovanardi: “Una volta Fini mi disse che lui in gioventù se n’era fatta una, siamo stati superati a sinistra persino da lui“.

Quando facevo il dj mi ero imposto di non fumare canne – ha sottolineato quindi Jovanotti – chissà perché, tra l’altro io sono anche a favore della legalizzazione della cannabis. Ma se dovessero legalizzarla, non me la fumerei ugualmente

Jovanotti è solo l’ultimo, in ordine cronologico, delle personalità di spicco del panorama italiano a spendere parole sulla legalizzazione della marijuana, soprattutto adesso che il mondo si sta preparando ad abbandonare i vecchi canoni di repressione, che la storia ci insegna non hanno mai portato a nulla di concreto.
O forse qui la vinceranno i vari Giovanardi e Gasparri?

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Uno Maggio Taranto: intervista ai Cor Veleno 0 263

Nel backstage del concerto dell’UnoMaggio Libero e Pensante, Blunote Music incontra in esclusiva Squarta dei Cor Veleno per una breve intervista (leggi l’intervista di Kragler a Squarta per l’uscita de Lo Spirito che Suona).

Siamo alla sesta edizione dell’ 1Maggio a Taranto e questa è la vostra prima presenza. Da Roma al “controconcerto” di Roma, avete portato Lo Spirito che Suona.
Sì, e devo dire che spacca. È la prima volta, ma c’è un’energia da paura e la manifestazione è come piace a noi: familiare, cruda, dove la protagonista è la musica con il coltello fra i denti.

In una situazione difficile come quella che sta vivendo Taranto in questo periodo, la città ha bisogno di questo evento e ha bisogno di musica forte, come dici tu. Un messaggio alla città.
Non è solo Taranto a trovarsi in una situazione infelice, ma purtroppo ci sono tanti posti in Italia dove è altrettanto difficile. La musica può essere un mezzo per ricordarsi di lottare sempre, mai darsi per vinti e alzare la testa. Una manifestazione del genere è a questo che serve.

Questa tappa è stata inserita nella seconda parte del vostro tour.
Il tour è partito in inverno, dopo l’uscita del disco. La prima parte l’abbiamo fatta io e Grandi in formazione classica, deejay e voce. In questa parte si è aggiunta anche la band in cui al basso c’è Gabbo, che produce con me anche i beat e tutte le produzioni che sentite, e alla batteria c’è Zamibrady; Taranto è la terza tappa.

C’è qualcosa nel futuro o vi fermerete con Lo Spirito che Suona?
Un futuro c’è, perché te pare che un gruppo che se chiama Cor Veleno se ferma? (ride, ndr.). Siamo già in studio a fare delle cose nuove. Non sappiamo qual è la direzione in cui si muovono queste cose, ma ci stiamo lavorando. Lo spirito di Primo ci sarà sempre, forte e lo sentirete suonare sempre.”

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Uno Maggio Taranto: conferenza con i Terraross 0 82

Dominique Antonacci, frontman della band jonica Terraross, ha incontrato l’area stampa dell’ 1Maggio Libero e Pensante e ha espresso il suo pensiero su alcune tematiche sensibili dibattute sul palco del Parco Archeologico delle mura greche.

Argomento centrale, la musica come strumento terapeutico per migliorare le condizioni di salute: «ci sono dati scientifici che dimostrano come le donne, approcciandosi alla musica, abbiano cambiato in positivo il loro atteggiamento nei confronti della malattia. Se la gente di Taranto, allo stesso modo, fosse un po’ più rilassata e ascoltasse buona musica, riuscirebbe a lavorare meglio anche sul fronte ILVA».

Sulla città e la sua situazione attuale, ha dichiarato: «basta avere consapevolezza di se stessi e credere in ciò che si è. Abbiamo un territorio stupendo: Taranto ha storia, tradizione, tante bellezze a livello architettonico, e potremmo vivere di turismo 365 giorni all’anno solo grazie a quello che ci hanno lasciato». Antonacci ha anche citato il villaggio turistico di Borgo Egnazia, esempio di impresa vincente nell’ambito turistico situato nei pressi di Savelletri (Fasano), che da anni collabora con i Terraross. «La struttura ospita 600 dipendenti durante l’inverno e almeno il doppio d’estate: è una vera e propria industria. Non è impossibile pensare ad altri progetti del genere, che sarebbero prosperi per il nostro territorio». La grande sfida è quella con la classe politica, spesso impegnata a guardare solo al microcosmo del presente escludendo invece previsioni sul lungo periodo di cui potranno beneficiare le generazioni future.

Sul concerto dell’ 1Maggio Libero e Pensante, si è invece così espresso: «ogni anno è sempre un’emozione diversa. La nostra musica è semplice e genuina, quella dei nostri nonni. Arriva subito, ci si prende per mano e si vive un momento di felicità. Questa musica esiste da 3000 anni; noi la riscopriamo oggi, ma se è durata così a lungo e ancora oggi funziona, un motivo c’è».

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