La Municipàl ricomincia dai suoi “Bellissimi difetti” 0 693

Ricamare le proprie imperfezioni è il cicatrene della vita: il tempo non elimina i segni, ma è possibile cambiare la maniera in cui guardarli. La lezione della band leccese nel loro secondo lavoro Bellissimi difetti.

Bellissimi difetti è il titolo del nuovo album de La Municipàl, uscito il 29 marzo 2019. Si tratta del secondo lavoro dei fratelli Carmine e Isabella Tundo, duo leccese che ha deciso di creare attesa tra i fan pubblicando alcuni singoli nel corso del 2018 (Vecchie Dogane; I mondiali del ’18; Italian Polaroid; Mercurio Cromo; Punk Ipa) fino ad arrivare a Finirà tutto quanto, traccia che ha anticipato e apre il disco. Blunote Music aveva già incontrato la band in apertura al concerto dei Canova dove, durante un’intervista, il frontman aveva già anticipato l’uscita di un nuovo album in primavera sotto Discographia Clandestina, etichetta da lui fondata.

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Cover dell’album “Bellissimi difetti“.

Questo progetto musicale, composto da 12 tracce, prende le sembianze di uno psicologo, di un amico stretto o di un ubriaco di passaggio che durante una serata qualunque dispensa consigli sulla vita; a caso, gratuitamente, senza chiedere il permesso. Quante volte nella vita, durante un periodo difficile, qualcuno prova a consolarci con frasi del tipo: “passerà; passerà tutto quanto; significa che doveva andare così”. E noi lì, in silenzio, indecisi su cosa sia meglio fare dopo quelle parole: un abbraccio? Piangere? Dire “ma va, davvero?”. Ecco, Bellissimi difetti è questo, una riscoperta di se stessi, come a porsi davanti ad uno specchio analizzando il proprio riflesso secondo un’ottica nuova, accettando il circostante, le circostanze, la vita. Più maturi, con le stesse imperfezioni che non ci lasceranno mai e che, di colpo, diventano bellissime. È crescita e soprattutto: accettazione. Non si può fare altro.

L’album è aperto dalla traccia Finirà tutto quanto. Accompagnata da una potente chitarra distorta e da un riff ipnotico, racchiude quanto detto sopra e descrive perfettamente la dimensione in cui la band vuole proiettarsi con queste dodici tracce: quella live. Un brano esistenziale, con due protagonisti: una persona fortunata e una sfortunata si invertono di ruolo fino a capire che i problemi affrontati giorno per giorno altro non sono che gabbie mentali sormontabili. Tanto prima o poi finirà, finirà tutto quanto, finirà tutto quanto; non ci pensare è solo un giorno di merda…

La seconda traccia, molto più diretta e cruda rispetto alla precedente, prende il titolo di Punk Ipa; quella birra che sta spopolando nelle piazze, molto più “sofisticata” rispetto a quelle più comuni o commerciali. Una birra per chi vuole bere bene, o almeno così si dice. Punk ipa è una ricerca del nostro “io” che, per un motivo o per l’altro, si è perso. È voglia d’equilibrio e desiderio di lasciare nel nostro palato – che diventa sinonimo di esistenza -, un sapore buono, come quello della bevanda in questione.

Con il terzo pezzo torna La Municipàl romantica. Si tratta della traccia che dà il nome all’album, o da cui lo prende: I tuoi Bellissimi difetti. Una romantica ballad acustica che arriva sussurrata alle orecchie, per ricordarci che i nostri difetti sono tratti distintivi che ci differenziano dagli altri. Sono i nostri difetti a renderci unici; sono i nostri difetti a raccontare quello che siamo. Lo sai che quella voglia che hai sulla schiena a volte mi tormenta un po’, mi sembra un’isola deserta dove mi nasconderò…

La politica e gli eventi in generale, cambiano le persone. Ciò che una volta era un punto fisso diventa un’incognita; si diventa estranei a casa propria; si perde il senso di appartenenza, e si sta male. Il funerale di Ivan, la quarta traccia dell’album, parla proprio di questo: dell’estraneità. Usa la politica come pretesto per restare nell’attualità che avvolge il nostro paese ma si riferisce a ogni tipo di pubblico, inserendosi in ogni contesto: dal politico al sentimentale. E rivederti tra le lacrime di una città depressa che non sa più perché, rivederti tra le nomine di una sinistra che si è persa tanto tempo fa…

E forse stiamo male davvero, stiamo perdendo gli ideali. I mondiali del ’18, quinto pezzo dell’album, parla di depressione, della mancanza di pretesti per andare avanti: non andiamo ai mondiali, non siamo più uguali, e ci serve una scusa per sentirci partecipi. Pensiamo ai trentenni di oggi che sono rimasti a Italia-Francia e che adesso si ritrovano a tifare Islanda. Proprio quest’anno che ne faccio trenta, quest’anno tiferò Islanda…

La questione – superficiale – del mondiale è una banale ferita che può rimarginarsi ed essere dimenticata ogni quattro anni, ma alcune restano aperte per molto tempo. Sono le più dolorose, le stesse che non fanno dormire la sera, riportando in mente errori e dolori per cui si danna ogni secondo, si bestemmia, si piange; ma per cui, in fondo, si fa di tutto affinché non si rimargino completamente, perché questo significherebbe dimenticare, lasciar andare definitivamente, e spesso è proprio correre questo rischio ciò che fa più paura. Mercurio Cromo, il sesto brano, parla di questo: della voglia di disinfettare ferite ancora aperte, coprire errori e ricordi senza cancellarli del tutto, perché la speranza – purtroppo – è l’ultima a morire.

Italian Polaroid, il settimo brano, è l’istantanea di una storia come tante. Una di quelle storie che nasce per caso, in seguito a un’avventura estiva e che spesso viene accompagnata da “imprevisti”. Un imprevisto che un giorno potrebbe avere un nome e camminare, ma che in questo caso – nonostante l’atmosfera happy della canzone – prende il nome di: aborto. Lei non ci credeva più e beveva, beveva un’altra tequila; Ludovica non voltarti, non ti vergognare per quei due, tre soldi dati alla zingara in centrale…

Storie di ragazzi, di coppie, come quelle de Le Vele. Una nostalgica ballad ambientata nella provincia di Lecce, che vede come protagonisti due “amici di letto” che si rivedono dopo tanto tempo ma con un desiderio diverso dal solito: parlare. Un racconto delle monotone e spesso difficili notti di provincia, in cui spesso l’unica soluzione è lasciarsi andare; in un modo o nell’altro. Sai ti voglio bene, hai ancora il cane?

Noi due sulla luna, la nona traccia, è l’unica strumentale del disco. Il pezzo è incentrato sul campionamento di una conversazione NASA (Apollo 10, 1969), durante il viaggio attorno all’orbita lunare. “Lo senti? Hai sentito il fischio? Sembra musica dallo spazio”. Ipnotico, alienante, “spaziale”, introduce e si allinea perfettamente con il decimo pezzo: Major Tom. Una traccia con un titolo di un certo spessore, un chiaro riferimento a Space Oddity di David Bowie. Uno psichedelico desiderio di avvicinarsi sempre di più al Maggiore Tom. Riesci a sentirmi Major Tom? Riesci a sentirmi Major Tom?

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I fratelli Carmine e Isabella Tundo.

L’undicesimo brano, Scogliere, è estrapolato da Nocturnae Larvae Volume due, un concept album di Carmine Tundo pubblicato nel 2018. Possiamo definirlo come il “lato oscuro della luna” di Carmine, che in questa caso coincide con il resto dalla produzione dell’artista. Cos’è questo profumo che mi perseguita? Sarà l’odore del tuo abisso infernale…

L’album si chiude con Vecchie Dogane, il primo singolo pubblicato. Qui troviamo quella voglia di abbandonare tutto e di andare via; dall’Italia, da un amore perduto. Scappare lontano, per azzerare ogni cosa e ricominciare da capo. Quante volte ci abbiamo pensato? È la soluzione? È una possibilità. E la matematica ci insegna che anche lo zero può essere il prodotto di operazioni complessissime, come lo è la vita di ognuno. Un risultato a volte inaspettato, come le sorprese che quest’album nasconde fino all’ultima canzone, ma non necessariamente una nuova fine o un nuovo inizio: molto spesso, è il punto d’equilibrio.

Non c’è niente che ci strappi via,
niente, che ci strappi via,
niente, ma tu portami con te.

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Arrivati qui, tirando le somme, non possiamo far altro che dire che Bellissimi difetti è innanzitutto una prova di maturità dell’evoluzione musicale del duo leccese. Un disco di un certo spessore, mai banale, con ottime sonorità e testi pieni di riflessività; una manna dal cielo per il panorama cantautoriale italiano. Attuale sotto ogni aspetto, pieno di riferimenti che testimoniano ciò che sta dietro la loro creatività, con uno stile che spazia dal rock al pop.

Un percorso verso la ricerca di noi stessi composto da dodici brani differenti tra loro, ognuno con il suo messaggio, tenuti insieme da un unico “pilastro” principale: l’accettazione; delle cose che vanno male, degli imprevisti della vita, e soprattutto, di se stessi. Perché è con noi stessi che passeremo ogni singolo minuto per il resto dei nostri giorni e non possiamo – non dobbiamo – sprecarli. Mai. Farlo è difficile, perché non siamo automi e la nostalgia è parte della natura dell’essere umano. Sicuramente, La Municipàl, ci ha fatto una grande regalo per attraversare i momenti più bui, perciò quando non ci resta accanto chi vorremmo che ci sia, teniamoci stretti i nostri Bellissimi difetti (e ascoltiamo cosa hanno da dirci).

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OPEN CALL per cantautori e band emergenti 0 249

Nasce Open Call, un’iniziativa promossa da Elephant Music e realizzata grazie al contributo di Musplan e la partecipazione di Blunote Music: l’obiettivo è quello di promuovere la musica indipendente, con un occhio di riguardo nei confronti degli artisti emergenti che proporranno i loro brani sulla piattaforma. 

Si tratta di un vero e proprio contest a premi, aperto a tutti e totalmente gratuito, il cui obiettivo è quello di dar “spazio” ai progetti emergenti, che sapranno distinguersi, sui nostri canali e sui canali di alcuni partner del nostro Network. Ed è proprio grazie alla partnership con Musplan, piattaforma digitale che condivide con noi la mission di dare quanto più spazio alla musica emergente di qualità in Italia, che avremo modo di selezionare, in maniera del tutto trasparente, i vincitori di questa iniziativa.

Come funziona?

Sarà sufficiente iscriversi a Musplan e partecipare al contest. Dopodiché basterà caricare una propria presentazione contenente immagine in HD, bio, link social e link di ascolto per validare la propria candidatura. Il regolamento del contest prevede l’apertura a tutti i generi musicali su tutti i livelli di esperienza, con un occhio di riguardo nei confronti di chi ha già sperimentato piccole produzioni in home o studio recording, che possiede pubblicazioni all’attivo da poter recensire e che vuole alzare l’asticella nella promozione della propria musica.

Non ci sarà la possibilità di votare gli artisti tramite giuria popolare in un primo momento. Difatti ci riserviamo di dare questa possibilità successivamente, nel caso in cui le candidature raggiunte non saranno numericamente sostenibili dalla nostra giuria di esperti. Questo poiché crediamo che il voto non debba essere condizionato dalle conoscenze e dai “numeri” che un artista fa sui social. Verrà effettuata una valutazione secca sulla credibilità del progetto, sulla stesura compositiva e autoriale del brano e sulla spendibilità sul mercato del progetto.

Da chi è composta la giuria?

La giuria sarà composta da un team di esperti selezionati da Elephant Music e Musplan, con un occhio di riguardo ai tecnici e i critici musicali presenti all’interno del nostro Network.

In giuria ci saranno:

  • Marco G. Costante – Chief Editor e autore de L’Olifante
  • Giovanni Catania – Founder e editore di Prott Edizioni e Direttore Artistico de L’Olifante
  • Iacopo Albanelli – co-founder di Studio Editon
  • Giancarlo Caracciolo – scrittore e autore di Internet ha ucciso il Rock e critico musicale
  • Simona De Pace – Speaker per Radio Zen Vibes, giornalista e critico musicale
  • Walter Morelli – Producer e Talent Scout per Elephant Music
  • Fiorella Tarantino – autrice per Indygesto, partner di Musplan
  • Francesco Gaudio – Sound Engineer e Presidente di StudioGaudio
  • Andrea Liuzza – Founder e Producer di Beautiful Losers Records
  • Francesco Caroli – Chief Editor di Blunote Music

La giuria avrà il compito di selezionare 8 candidati che andranno a comporre la classifica finale, attribuendo un punteggio che consentirà loro di accedere a determinati premi in base al piazzamento.

Cosa c’è in palio?

I 8 artisti selezionati, in base alla graduatoria, avranno diritto ai seguenti premi:

  • 1° classificato – vincitore assoluto: Produzione di un singolo presso StudioGaudio dalle prime fasi di recording sino a mix, mastering e pubblicazione. Promozione del singolo tramite la rete Elephant Music. Recensione di un precedente lavoro o intervista su L’Olifante. Intervista radiofonica su Radio Zen Vibes, intervista su Indygesto, Blunote Music e sul Blog di Elephant Music. Inserimento nel Network Elephant, accedendo a sconti e convenzioni con i nostri partner e alla possibilità di partecipare ai nostri eventi.
  • 2° – 4° classificato: Recensione di un precedente lavoro o intervista su L’Olifante. Intervista radiofonica su Radio Zen Vibes, intervista su Indygesto, Blunote Music e sul Blog di Elephant Music.
  • 5° – 8° classificato: intervista o recensione su Indygesto, Blunote Music e sul Blog di Elephant Music.

A questi premi si aggiunge un premio speciale redatto dalla nostra etichetta partner: Beautiful Losers. Infatti, durante il contest ci sarà la possibilità che uno o più progetti vengano selezionati per essere prodotti e pubblicati dall’etichetta secondo determinati criteri di selezione. Tali progetti non devono necessariamente rientrare all’interno della graduatoria finale. In questo modo tutti i partecipanti avranno la possibilità di vincere.

Quando si comincia?

L’iniziativa partirà il 19 ottobre 2019 e avrà una durata di 25 giorni per proporre le candidature. Il 14 novembre 2019 la giuria inizierà ad ascoltare e valutare i brani. I vincitori verranno resi noti il 25 novembre sui canali di Elephant Music e Musplan e verranno contattati singolarmente.

Per ulteriori aggiornamenti non resta che continuare a seguirci sui nostri canali e supportare e condividere l’iniziativa.

NewDress: Lei Contro Lei per celebrare le donne in ogni forma 0 190

“LEIcontroLEI”, preceduto da 3 ep e 3 lp, è la settima uscita discografica dei Newdress e vedrà la luce il prossimo 11 ottobre per l’etichetta Discipline di Garbo e Luca Urbani, con la distribuzione di Believe Digital in tutti gli store digitali (Edizioni Discipline SNC).

Il sound florido e pungente del disco vive nel presente ma si fonda sui canoni della new wave brittanica e dell’elettronica anni 80 aprendosi alle contaminazioni più contemporanee. Si tratta di un concept che ruota attorno ad alcune figure femminili che hanno segnato la storia del mondo e dell’umanità mettendo in contrapposizione donne “positive” e “negative”: partendo da Eva e Lilith, dalla serial killer saponificatrice Leonarda Cianciulli alla partigiana Joyce Lussu, passando per Amelia Earhart, prima donna a volare sull’Oceano Atlantico a bordo di un Fokker F.VII nel 1928,  Marilyn Monroe, Elizabeth Warren paladina del movimento LGBT americano candidata alle primarie statunitensi del 2020 contro Trump, arrivando a Greta Thunberg giovane adolescente svedese icona del movimento Fridays For Future. Il tutto senza escludere un confronto narrativo con le moderne vocazioni del gentil sesso. Dieci canzoni per un disco ambizioso il guanto di sfida dei Newdress ai contemporanei dischi usa e getta.

Il disco vanta alcune prestigiose collaborazioni:

Antonio Aiazzi storico tastierista e fondatore dei Litfiba si innamora di “Joyce” al primo ascolto tanto che  in 3 giorni rilascia un premix ai Newdress aggiungendo sintetizzatori e pianoforte a quanto già fatto dalla band, e invita i 4 bresciani a raggiungerlo al Dpot Recording Arts di Prato per mixare il brano insieme a lui , sotto la guida esperta di Fabrizio Simoncioni (già al lavoro fra gli altri con Litfiba, Ligabue, Negrita, Gianna Nannini, Carmen Consoli, Grignani, Fabi, Silvestri e attuale tastierista dei Litfiba), il tutto con la supervisione di Andrea Ravasio l’ingegnere del suono dei Newdress.

Diego Galeri “il Michelangelo della batteria” (Timoria – Miura – Adam Carpet – Gentle Eyes In The Gloom) ha suonato la batteria in “Bolle di Sapone”.

Stefano Brandoni detto “Brando” ha suonato in “Pallida”; le sue chitarre sono il marchio di fabbrica di numerosi dischi e concerti mainstream italiani da Francesco Renga a Malika Ayane, Roberto Vecchioni, Nada Malanima, Giusy Ferreri, Dolcenera, Alberto Fortis, REZOPHONIC, The Giornalisti. Brando ha suonato anche in “Soldi” di Mahmood.

Le illustrazioni che compongono l’artwork del disco sono realizzate dall’artista bresciana Giulia Rosa, scelta non a caso in quanto già nota per il suo libro illustrato dedicato alla perfomer internazionale Marina Abramović e per i suoi provocanti lavori rivolti per lo più a tutte le sfumature dell’universo femminile. L’artwork vivace e variopinto, in netto contrasto con il bianco e nero del precedente album “Falso Negativo” sottolinea la scelta fatta per questo lavoro: sdrammatizzare con ironia e leggerezza tematiche pesanti e difficili da raccontare in canzoni.

Il disco verrà presentato in anteprima attraverso due Release Party: il primo a Brescia il 18 Ottobre al “LIO” di Via Togni, 43. Il secondo a Milano il 26 Ottobre al “TNT Club” di Via Tito Livio, 33.

TRACK BY TRACK

  1. VACANZA DARK

Una canzone accattivante che parla in modo ironico di una vacanza il cui protagonista è un personaggio del “mondo” da cui i Newdress e la loro musica attingono; il sole e il caldo inizia a dargli alla testa ma non demorde e non abbandona il suo look, vestito e bardato di nero caracolla sulla spiaggia ed inizia ad avere delle visioni, consuma una granita di sabbia, s’innamora di una sirena che sorseggia un the nero di seppia, brucia sotto il solleone, lui che voleva stare all’ombra, lui che voleva andare a Londra.

  • OVERDOSING IN L.A.

L’ultima travagliata notte di Marilyn Monroe, l’ultima telefonata distorta da un fatale cocktail di barbiturici forse a Bob Kennedy, una comune richiesta d’aiuto della più straordinaria attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica, ricordata come una delle più grandi attrici nella storia del cinema statunitense.

  • PALLIDA FEAT. (STEFANO BRANDONI) – Primo singolo

La canzone nasce in concomitanza con la candidatura della paladina LGBT Elizabeth Warren alle primarie statunitensi del 2020 contro Trump e dalla necessità di dare una scossa all’attuale clima che si respira in Italia in merito alla situazione di una realtà omosessuale ancora molto discriminata.

  • FREELOVE DATING


Quale modo più comodo e veloce per trovare un nuovo amore se non un sito di dating? Lui spavaldo e sicuro, lei divina e scintillante calza le sue Chanel dalla sera alla mattina con disinvoltura ed eleganza.
Si conoscono, si cercano, si stuzzicano, lui s’invaghisce di lei, lei capisce di che pasta è fatto lui.
Scusa ma non sei il mio tipo, il due di picche è dietro la porta, ah no dietro la tastiera.
L’amore 2.0

  • L’ALIENO E LA BAMBINA

Anno 2019 la terra è in preda ai cambiamenti climatici generati dalla sconclusionata gestione delle risorse perpetrata da pochi forti uomini, lui un alieno che torna sulla terra dopo 2000 anni dalla sua prima visita, la trova devastata e in fin di vita in contrasto coi ricordi di una terra verde e rigogliosa, incontra lei Greta Thunberg, paladina del movimento Fridays for Future, ed esorta tutti noi ad ascoltarla e seguirla nel suo impegno prima di fuggire per sempre da un mondo che non riconosce e di cui non vuol saper le sorti future.

  • LEI CONTRO LEI

Il primordiale scontro fra donne, le due mogli di Adamo, Lilith ed Eva, l’una spavalda e rivoluzionaria l’altra remissiva e sottomessa. Chi vincerà? Quali donne moderne si rispecchiano in Lilith e quali in Eva? Madri, mogli, figlie, un legame forte le accomuna e le tiene unite nelle gioie e nei dolori ma per fortuna ognuna di esse ha sempre in borsa un fiero sorriso da mostrare anche nei momenti peggiori.

  • JOYCE (FEAT. ANTONIO AIAZZI)

Joyce è una dolce corsa verso la salvezza, una preghiera notturna, il sacrificio di una donna per i suoi ideali. Joyce è un manto caldo di colori scuri che ti avvolge e rassicura con il suo beat down tempo.
Dedicata a Joyce Lussu partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa italiana, medaglia d’argento al valor militare, capitano nelle brigate Giustizia e Libertà e moglie in seconde nozze del politico e scrittore Emilio Lussu.

  • IL RUMORE DI TE

Il sogno di volare, un sogno comune a molti ma realizzabile da pochi, lei Amelia Earhart nel 1937 è la prima donna a sorvolare l’Oceano Pacifico. L’indomabile voglia di scoperta di Amelia è messa in contrapposizione alla necessità di ognuno di noi di realizzare i propri sogni, di trovare uno scopo in terra da perseguire anche a costo della propria vita senza accorgersi che a volte il cielo è nella propria stanza, nella stessa vita che già ci siamo costruiti con impegno.

  • TIPO BANALE

Potrai fare qualsiasi cosa di originale nella vita, potrai essere il più grande influencer, dj o seguire le mode più alternative, le diete più strane e frequentare i luoghi più cool, avrai anche l’autista, farai anche il giornalista, il musicista e avrai le relazioni più invidiate da tutti, ma in sostanza, alla fine, alla resa dei conti, per lei sei solo un tipo banale.

  1. BOLLE DI SAPONE (FEAT. DIEGO GALERI)

Luogo e data: Correggio (RE), 1939 – 1940. Corpi di reato: coltelli, ascia, treppiede. Una storia di credulità e magia, ignoranza e cupidigia, sentimenti e istinti primitivi, mortificazioni e dolore, ecco alcuni tra gli ingredienti di questa canzone emersi nel corso dell’indagine che portò a scoprire i crimini di Leonarda Cianciulli detta la saponificatrice di Correggio. È lei la protagonista di questa macabra canzone dalle atmosfere cupe e nebbiose, una donna cattiva e sprezzante del pericolo, perché sì esistono anche donne così e anche al giorno d’oggi.

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