La sfida della famiglia Marley: cuffie ed auricolari riciclati 0 262

Nell’era della tecnologia a buon mercato e di sfrenati canoni di
consumismo, l’House of Marley strizza l’occhio all’ecosostenibilità.
Il loro ultimo progetto è un perfetto ed inusuale connubio fra l’ascolto in
alta qualità ed il rispetto per l’ambiente.
Ciò che il brand ha ideato è del tutto innovativo; l’utilizzo di materiale
completamente riciclato per la creazione di dispositivi per l’ascolto in
alta qualità. Dalle finiture in legno alle componibili in alluminio, ogni
elemento sapientemente assemblato è ecosostenibile.
L’azienda si avvale nel rispetto di questo progetto, anche dell’utilizzo di
imballaggi realizzata in carta e cartone riciclato.
Il prodotto è estremamente apprezzato – grazie anche ad un
ragionevole rapporto qualità prezzo – tanto dai consumatori, quanto
dalla critica tecnicista.

Con gli Smile Jamaica Wireless infatti, la House of Marley si è
guadagnata il podio nei CES Award 2017 per la qualità del suono e per
l’utilizzo di materiali sostenibili.
Il prodotto presentato è un auricolare bluetooth realizzato in legno,
silicone e leghe di alluminio riciclabile.
Ma l’impegno della famiglia Marley nel preservare il nostro ecosistema
non si ferma qua. Una delle ultime fatiche di Achille della azienda si
occupa del rimboscamento delle foreste in Nord America, America
Latina, Asia ed africa attraverso il progetto “One Tree Planted”.
La promessa è quella di devolvere una percentuale dei guadagni per la
reintegrazione in natura di 75.000 alberi entro l’ anno prossimo.
Ciascuno di noi ha un impatto” spesa alle telecamere il fondatore di
One Tree Planted, Matt HillCon il nostro lavoro cerchiamo proprio di
far capire alle persone come si stanno ponendo nei confronti
dell’ambiente e come possono “restituirgli” qualcosa.

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“Zero Glitter”, il nuovo disco di Maru è ora disponibile 0 266

A volte, per essere felici o almeno provare a esserlo, basta togliersi un po’ di polverosi strati di inutili fronzoli, maschere e lustrini e mostrarsi semplicemente per quello che si è. Vuole dire proprio questo Zero Glitter, il nuovo disco di Maru uscito oggi 23 novembre per Bravo Dischi: un album vibrante di energia, che con leggerezza ha il coraggio di gridare al mondo l’importanza di accettarsi e lasciarsi accettare.

Anticipato dal singolo Giorgia, prodotto da Fabio Grande (Colombre, Joe Victor, Mai Stato Altrove), Zero Glitter rispecchia senza veli l’anima di Maru: fiabesca e lieve ma al tempo stesso forte e determinata.

Un album frutto di anni di incessante lavoro sui testi, di idee che frullano per la testa e che hanno trovato finalmente la forma perfetta di precipitare su carta e corda.

Ho cominciato a scrivere di alcune cose perché non riuscivo a esprimerle in altro modo. E’ stato tutto molto naturale, per me. Fin da piccola sono cresciuta in mezzo alla musica, mio padre suonava, avevo strumenti musicali al posto dei giocattoli.

Ora Maru, al secolo Maria Barucco, è cresciuta, i semi piantati nella sua infanzia sono fioriti e i frutti di anni di amore per la musica sono pronti per essere colti: otto tracce tutte scritte di suo pugno e strappate dalla sua storia personale, affrontate con quella leggerezza e ironia che la contraddistingue.

La differenza tra questo e il disco precedente è che, mentre prima volevo concentrarmi soprattutto su me stessa, ora la mia attenzione si è spostata anche sugli altri. “Zero Glitter” ha una spinta creativa diversa: io ho accettato a pieno me stessa, e con questo album voglio convincere gli altri a farsi avanti, a dichiararsi. Voglio dirgli: “Ti stai nascondendo dietro al niente, ma io so chi sei”.

Parlare di tematiche importanti e delicate ma in molto festoso, mai pesante. Fare quasi della politica, ma senza prendersi mai troppo sul serio. Avere l’onestà di essere senza filtri, di parlare di amore tra donne, perchè è quello che si è vissuto. “Io mi sono sempre innamorata di donne, e per questo scrivo di quello.”

Un nuovo corso e una nuova maturità che le spalancano le porte del mondo adulto dell’indie pop italiano, un ambiente che del resto, Maru, nonostante la giovanissima età, frequenta già da un po’, dividendo il palco con artisti del calibro di Motta, Canova, Colapesce, Ex-Otago e tanti altri.

Un’adolescenza segnata dal punk-rock, una passione per The Strokes, MGMT e i Phoenix, un amore per la buona scrittura del cantautorato italiano contemporaneo del già citato Colapesce, ma anche di Colombre e Maria Antonietta: Maru assorbe le più svariate influenze musicali e rielabora i suoi ascolti in un prodotto tutto suo, senza sentire il bisogno o la necessità di imitare qualcuno o inseguire qualcosa, se non se stessa.

Dal punto di vista musicale, “Zero Glitter” nasce voce e ukulele, strumento da sempre punto di riferimento di Maru, oppure voce e chitarra (nel caso di “Ordine” e “Lunedì è mattina”). Un mondo delicato e intimo che, grazie al prezioso aiuto di Fabio Grande, il primo entusiasta fan della cantautrice, in una decina di giorni chiusi in sala registrazione, si è trasformato in un universo più elaborato e complesso, dove lo strumento hawaiano non è protagonista assoluto ma regala un tocco di solarità a una composizione musicale più ampia in cui sono presenti i sintetizzatori, le tastiere e la batteria suonata da Francesco Aprili.

Zuin, arriva il disco d’esordio “Per tutti questi anni” 0 203

Dopo l’esaltante performance sul palco del Primo Maggio Roma e la pubblicazione a maggio dell’ep “Io non ho paura”, arriva con l’etichetta Volume! il disco d’esordio di Zuin. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane.

Zuin è un progetto nato nel 2016 con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni. Fin da subito per Zuin inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi importanti e come supporter di artisti di punta della scena musicale indipendente italiana. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage di Officine Buone, ricevendo il Premio Social, fino ad arrivare nel 2018 al prestigioso palco del Primo Maggio a Roma come uno dei tre vincitori del contest 1MNext.

Per l’artista «Questo disco racchiude i miei primi 30 anni di vita, i ricordi di infanzia, il rapporto con la mia famiglia, parla di sogni, di amicizia, di amore e di paure, è il disco più personale che potevo scrivere.
Ho iniziato a scrivere queste canzoni in un momento di spaccatura, di cambiamento nella mia vita, il momento giusto per mettermi a nudo ed esorcizzare le mie paure, per prendere forza dalle mie
insicurezze. Per questo motivo ho voluto tenere un approccio molto spontaneo alla struttura, agli arrangiamenti, alle liriche, per permettere alle persone che lo ascoltano un facile accesso alle mie esperienze nella speranza ritrovino qualcosa di loro stessi nelle mie canzoni.»

 

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