l’Heavy Metal degli Overkhaos in un debutto da sogno 0 322

Se dovessimo scommettere centro euro su una band che da qui a dieci anni avrà ribaltato il panorama nazionale del Metal non ci sarebbero dubbi, gli Overkhaos ci farebbero diventare milionari. Il gruppo tarantino infatti, fresco di debutto col suo primo album “Beware of Truth”, sta raccogliendo sempre più critiche e recensioni più che positive, guadagnandosi l’appellativo di astro nascente del metal italiano. La band nasce dall’unione di Davide Giancane (Chitarra solista), Giuliano Zarcone (Chitarra ritmica), Anna Digiovanni (Basso), Andrea Mariani (batteria) e Mimmo D’Oronzo (Voce) e si presenta come una delle promesse musicali più promettenti del panorama tarantino. In quest’intervista esclusiva per Blunote Web la band si racconta partendo dalle sue origini, passando per il nuovo album, il tour in programma e un piccolo sguardo al futuro.

Per iniziare, parliamo di Overkhaos. Come nasce la band e a quali artisti vi ispirate?

Davide: La Line-up ha origini molto “antiche” che affondano le proprie radici nel 2013. Io e Giuliano siamo i fondatori del gruppo, partendo da un’ideale di Heavy trash metal, come Metallica, Pantera, Iron Maiden ecc.
Con i vari cambi di formazione nel corso degli anni abbiamo scoperto vari generi musicali da integrare nel nostro sound, come il Progressive, e con l’aiuto di Andrea e Mimmo siamo riusciti a fondere tutti i generi che ci piacevano con l’obbiettivo di creare un sound nostro, unico, che non ci facesse sembrare – come spesso accade – il clone di qualche band più conosciuta. Quello che ci siamo prefissati è di prediligere originalità, melodicità e composizioni non banali, soffermandoci sui dettagli e dedicando più tempo alla nostra musica.
Per quanto riguarda il nome, quello iniziale era “Imperium”, un nome che ci ha portato fortuna nei primi tempi. Abbiamo deciso di cambiarlo in Overkhaos anche per non rimandare il nome “Imperium” all’omonima canzone dei Machine Head ed assecondare la nostra costante ricerca di unicità (ride, n.d.r.).

Da poco è uscito il vostro primo album, “Beware of Truth” che, nel vostro settore, ha riscontrato parecchio successo, ricevendo un sacco di critiche positive ed ottime recensioni. Parlatemi di questo vostro lavoro.

Davide: L’album è stato concepito da tre anni a questa parte quando siamo giunti ad una stabilizzazione della formazione. Per tre anni ci siamo messi a studiare i pezzi, comporre, suonare assieme e creare qualcosa di innovativo. Prima di quest’album, nel 2015, abbiamo fatto uscire un’EP. Avendo riscontrato un buon successo siamo andati in cerca di un’etichetta ed abbiamo avuto la fortuna di entrare nella Rockshot, una delle migliori nel panorama italiano. Un grosso impatto ha avuto la collaborazione con Derek Sherinian, l’ex tastierista dei Dream Theater, con cui abbiamo registrato il primo pezzo in studio. Com’è nata questa collaborazione? Quasi per caso in realtà: lui cercava, attraverso un tweet, band da produrre. Noi gli abbiamo mandato del nostro materiale e gli è piaciuto, così ci siamo trovati a registrare una canzone con lui, cosa che ci rende parecchio orgogliosi. A distanza di un anno abbiamo pubblicato l’intero album con incluso questo pezzo.
Giuliano: Questo lavoro è in realtà un concept album nato ai tempi dell’EP, visto che praticamente all’epoca era quasi tutto pronto. L’Ep è stato una sorta di anticipazione, un modo per lanciare la nostra musica e avere i primi riscontri. Siamo rimasti parecchio soddisfatti delle reazioni a quel lavoro, così ci siamo fatti coraggio per far uscire questi 10 brani.

Il vostro successo è stato confermato dalla costante presenza degli Overkhaos sui palchi di parecchi festival. Qual è stata l’esperienza migliore?

Giuliano: Il primo festival è stato un contest ad Alberobello, dove debuttammo col nome di Imperium, e penso sia quello a cui siamo più legati. Fu una grandissima emozione esibirsi per la prima volta dal vivo. Dopo quel live cambiammo nome, partecipando al Rock Metal Fest di Pulsano, allo Spongstock di Spongano ed al Distraction di Bari. Siamo stati anche a Potenza in occasione del Woody Groove, esperienza molto importante per noi, la prima fuori dalla Puglia.

Con il nuovo album fuori avrete sicuramente il bisogno di portarlo in giro: avete già un’idea di tour?

Anna: Per adesso siamo sicuri di rimanere in Italia, avendo contatti per Napoli, Roma e Torino, la città dell’etichetta. L’idea è comunque quella di uscire dalla Puglia, essendoci in primis pochi festival e occasioni per suonare, ed avendo il bisogno di cambiare pubblica, visto che qui siamo abbastanza conosciuti. Vogliamo portare la nostra musica all’attenzione di più persone possibili, forti del fatto che ovunque siamo andati abbiamo sempre avuto un riscontro positivo.

Ora vi pongo una domanda più complicata: Vi augurate il successo o la realizzazione musicale?

Mimmo: Proprio oggi stavamo ascoltando l’ultimo singolo di una band che ci piace, e ci siamo accorti di quanto il successo comporti delle scelte, alcune volte infelici, dal punto di vista dell’estro creativo. La questione ruota attorno al pubblico: più persone cerchi di raggiungere, più devi diluire i contenuti per rendere l’ascolto più leggero. Noi abbiamo scelto un genere non molto facile da ascoltare e che non ha un grosso seguito di persone, però c’è una cosa positiva: l’attaccamento dei fan a questa musica. Chi ascolta musica di nicchia è più affezionato ai suoi gruppi preferiti. Qualora dovesse arrivare il successo, sicuramente cercheremo di farci limitare il meno possibile la nostra creatività, avendo inoltre la fortuna di suonare un genere libero da mode e da strumentalizzazioni pubblicitarie. Io mi auguro solo di avere ciò che ci meritiamo e di fare buona musica.

Grazie per essere stati con noi ragazzi!
Tutti: Grazie a te!

Previous ArticleNext Article

Lascia un commento

Uno Maggio Taranto: intervista ai Colle der Fomento 0 232

Anche i Colle der Fomento presenti ieri all’Uno Maggio Libero e Pensante. Li abbiamo incontrati nel backstage qualche ora dopo la loro esibizione, riuscendo a parlare in esclusiva con Danno per una brevissima intervista. (Leggi anche la nostra intervista esclusiva di ieri a Squarta dei Cor Veleno)

Da Roma – Rome Sweet Home, per citare Dj Gengis – a Taranto, precisamente al “controconcerto” di quello romano. Una tua breve impressione.
Beh, a noi a Roma non ci hanno mai chiamato [Ride, n.d.r.]. Qui ci hanno chiamato e ringraziamo infatti Roy Paci, ma non è per questo. Questa ci sembrava e ci sembra – e lo abbiamo visto con gli occhi oggi – una manifestazione non solo musicale; non voglio dire politica, diciamo una sorta di presa di coscienza. È sempre buono prendere coscienza di quello che ci sta succedendo intorno.”

Prese di coscienza che oggi servono un sacco, infatti son stati tanti i messaggi di antifascismo, lotta al sistema…
Noi, purtroppo, veniamo da Roma, e Roma è ‘na città piena di fascisti, apparenti o reali. Ci siamo nati in mezzo, li abbiamo sempre visti: non ci sono mai piaciuti, noi non siamo mai piaciuti a loro e quindi niente, noi ribadiamo il nostro essere antifascisti e speriamo che chi ci ascolta capisca e condivida questo nostro aspetto.

Un messaggio alla città di Taranto da parte di Danno.
Resistete e smettiamo tutti di credere ai primi che ci promettono il cielo che tanto il cielo non ce la daranno mai. Insomma, resistete: la parola d’ordine è resistenza umana.

Uno Maggio Taranto: intervista ai Cor Veleno 0 264

Nel backstage del concerto dell’UnoMaggio Libero e Pensante, Blunote Music incontra in esclusiva Squarta dei Cor Veleno per una breve intervista (leggi l’intervista di Kragler a Squarta per l’uscita de Lo Spirito che Suona).

Siamo alla sesta edizione dell’ 1Maggio a Taranto e questa è la vostra prima presenza. Da Roma al “controconcerto” di Roma, avete portato Lo Spirito che Suona.
Sì, e devo dire che spacca. È la prima volta, ma c’è un’energia da paura e la manifestazione è come piace a noi: familiare, cruda, dove la protagonista è la musica con il coltello fra i denti.

In una situazione difficile come quella che sta vivendo Taranto in questo periodo, la città ha bisogno di questo evento e ha bisogno di musica forte, come dici tu. Un messaggio alla città.
Non è solo Taranto a trovarsi in una situazione infelice, ma purtroppo ci sono tanti posti in Italia dove è altrettanto difficile. La musica può essere un mezzo per ricordarsi di lottare sempre, mai darsi per vinti e alzare la testa. Una manifestazione del genere è a questo che serve.

Questa tappa è stata inserita nella seconda parte del vostro tour.
Il tour è partito in inverno, dopo l’uscita del disco. La prima parte l’abbiamo fatta io e Grandi in formazione classica, deejay e voce. In questa parte si è aggiunta anche la band in cui al basso c’è Gabbo, che produce con me anche i beat e tutte le produzioni che sentite, e alla batteria c’è Zamibrady; Taranto è la terza tappa.

C’è qualcosa nel futuro o vi fermerete con Lo Spirito che Suona?
Un futuro c’è, perché te pare che un gruppo che se chiama Cor Veleno se ferma? (ride, ndr.). Siamo già in studio a fare delle cose nuove. Non sappiamo qual è la direzione in cui si muovono queste cose, ma ci stiamo lavorando. Lo spirito di Primo ci sarà sempre, forte e lo sentirete suonare sempre.”

Segui i Cor Veleno:

https://www.facebook.com/CorVelenoOfficial/

https://www.instagram.com/corveleno_official/?hl=it

Argomenti popolari

Editor Picks

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: