Liam Gallagher e gli Editors per il Medimex 0 252

Grandi artisti di fama internazionale anche quest’anno in riva allo Ionio. La presentazione, come ormai tradizione, con una conferenza stampa all’aperto sulla banchina del Castello Aragonese della Marina Militare sul Canale Navigabile. Liam Gallagher, ex frontman degli Oasis, sicuramente il nome di grande richiamo per il ‘Medimex 2019 International Music & Conference‘. L’annuncio in mattinata da parte del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. L’evento, tanto atteso, si terrà dal 6 al 9 giugno prossimi a Taranto, tra gli altri sul palco anche Patti Smith, Cigarettes after sex ed Editors. L’evento è organizzato da Puglia Sound, progetto della Regione Puglia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pigliese. La prevendita sarà attiva dalle 12 del 27 marzo attraverso il circuito Vivaticket.

Alla conferenza stampa presente anche l’assessore al turismo della Regione Puglia Loredana Capone. Importante il contributo organizzativo dell’amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco Rinaldo Melucci per una manifestazione trainante dal punto di vista turistico. Il concerto di Liam Gallagher è previsto per sabato 8 giugno. I prezzi dei biglietti sono: per le serate di venerdì 7 e domenica 9, 15 euro, mentre il tagliando di sabato 8 costerà 25 euro, infine l’abbonamento per le tre serate costerà 45 €. Medimex si terrà sulla Rotonda del Lungomare. Organizzati numerosi eventi collaterali, una nostra su Woodstock ed altre esposizioni, incontri con gli artisti ed altri concerti organizzati sul palco della Villa Peripato. Per i dettagli relativi al programma è possibile consultare il sito wwe.medimex.it

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Californication compie vent’anni: riscopriamolo 0 124

Sapevamo che il disco aveva avuto un largo successo quando andammo in Europa per un giro di conferenze stampa. Eravamo in Italia, io e John stavamo sul sedile posteriore di una Mercedes con il finestrino aperto. Un motorino con due ragazzi italiani si fermò accanto a noi. Guardarono dentro e cominciarono a urlare: “Ehi, Californication, Californication!”. Poi si misero a cantare Scar Tissue. Il disco era uscito da cinque giorni. Ovunque andassimo, tutti i negozi suonavano il nostro disco. L’Italia aveva preso fuoco. Passammo dal vendere una manciata di dischi al venderne più di chiunque altro quell’anno in Italia. Com’è che un Paese intero decide di cominciare ad amarti in un giorno?

Così Anthony Kiedis decise di parlare di Californication all’interno della sua biografia, “Scar Tissue”, proprio come uno dei singoli estratti dall’album che ha fatto grande la band americana nel mondo. Californication usciva oggi, 8 giugno, vent’anni fa, nel 1999, segnando per sempre quell’estate e la storia della musica. Ma anche la storia della band losangelina.

Usciti un po’ malconci dal rilascio di One Hot Minute, stroncato dalla critica, e orfani del chitarrista sostituto di Frusciante, Dave Navarro, licenziato per incompatibilità con il resto della band, i Red Hot avevano bisogno del rilancio – un rilancio dovuto, per altro; non fosse solo per il successo che ebbe Blood Sugar Sex Magic, soprattutto in America.

Così, nell’estate del 1998, Flea riesce a convincere Frusciante, nel frattempo disintossicatosi dalla dipendenza dall’eroina, a rientrare nel gruppo. Il disco inizia a prendere forma grazie al lavoro di quest’ultimo, accompagnato dalle liriche del frontman e dalle jam session che da sempre hanno contraddistinto lo sviluppo dei dischi dei peperoncini.

Il sound vira: vengono abbandonate le sperimentazioni che ammiccavano al metal – frutto probabilmente del chitarrista ex-Jane’s Addiction – puntando tutto sull’alternative con il giusto mix di quel funk-rock che fece la fortuna della band agli inizi. Quello che non cambia è il produttore: Rick Rubin seguirà infatti la band per questo terzo lavoro di fila, dopo aver prodotto i già citati One Hot Minute e BSSM.

Il disco vide la luce proprio l’otto giugno del 1999, anticipato di un paio di settimane dal singolo Scar Tissue, uno dei brani più rappresentativi del gruppo. Fu un successo di critica e di vendite; qualcuno elogiò un Anthony Kiedis in grande spolvero, molti attribuirono la qualità al ritorno di Frusciante. Californication raggiunse la prima posizione in classifica in nove Paesi diversi – fra cui l’Italia, dove vendette 700.000 copie in due anni – aggiudicandosi ben undici dischi d’oro.

Oggi Californication rimane una pietra miliare della musica mondiale, uno di quei dischi che tante band sperano di rilasciare un giorno. E anche se oggi i Red Hot non sono più gli stessi, con il secondo abbandono di Frusciante e le speranze di un suo ritorno ormai rasentanti lo zero, ascoltare le prime note del brano omonimo durante un live è come tornare piccoli, o giovani, per rivivere i magici momenti dell’ultima estate del secolo scorso.

Medimex: gli Editors e i Cigarettes After Sex celebrano Woodstock 0 159

Ci eravamo lasciati con i Placebo, ci siamo ritrovati con Editors e Cigarettes After Sex. Il Medimex, l’International Festival and Music Conference in programma dal 4 al 9 giugno, apre i cancelli al suo pubblico per il terzo anno di fila, il secondo a Taranto, portando una delle band più apprezzate al mondo a suonare tra i due mari, davanti una rotonda piena di gente che arriva da tutto il Sud Italia. Non poteva essere diversamente, d’altronde, per quest’edizione speciale del Medimex che celebra i cinquant’anni di Woodstock – e qualcuno doveva pur farlo, visto che il vero Woodstock 50 è stato cancellato.

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Cancelli aperti alle cinque, con le prime file sotto il palco già conquistate intorno alle sette e mezza. Nell’aria si respira l’odore del mare e della musica, nei bicchieri sgorga Raffo non filtrata. Questione di minuti e iniziano le danze con Le Scimmie Sulla Luna, band alternative italiana che presenta il suo disco Terra!. La scelta si rivela azzeccata, Jory Stifani ricorda tanto la cantante dei Bowland, ma la band dimostra di sapersela cavare anche senza voce, movimentando la folla nel finale con un paio di brani strumentali.

Dopo poco salgono sul palco i Cigarettes After Sex e il concerto inizia davvero: la conosciamo bene la band texana di Greg Gonzalez, già sold-out a Roma un paio di anni fa, apprezzatissima in Italia. La folla risponde bene: molti cantano le loro bedroom songs sensuali, i rimanenti iniziano a collegare il sound col nome; il gruppo si diverte ma non lo dà a vedere – il mood non lo permette – limitandosi a pochi ‘thanks’ e il nome di un paio di pezzi.

L’esibizione dura un’ora, un tempo più che sufficiente per presentare l’unico album pubblicato, omonimo, e farsi desiderare; i Cigarettes After Sex riescono a creare il giusto mix di dolcezza e malinconia per illuminare la serata, anche se la luce che fanno è più o meno quella di una candela. Ma a noi tanto basta per ristorarci e caricare le batterie.

Passa infatti poco dall’uscita dei texani e alle dieci e mezza in punto la band di Stafford esce fra le urla del suo pubblico. Li avevamo già ascoltati al Palladozza di Bologna gli Editors, per un concerto durato circa due ore, e certo non li riscopriamo oggi al Medimex: energici, violenti, spietati; gli Editors ti prendono e ti accartocciano per tutta la durata del concerto, non dandoti il tempo di respirare davvero tra una canzone e l’altra, trascinandoti nel loro universo anni ‘80. Smith tiene il palco come il vero frontman qual è, la band non risparmia i grandi successi: Papillon fa ballare tutta la piazza, No Harm lascia pietrificati per la sua bellezza; A Ton of Love, semplicemente, spacca, come ha sempre spaccato. So che si dice spesso, ma concerti come questo mi fan pensare di avere il secondo lavoro più bello del mondo, dopo quello di Tom Smith.

Magazine chiude la prima parte del concerto; gli Editors escono di nuovo dopo i canonici cinque minuti, trainati dalla folla, per quattro brani finali accompagnati dal piano di Tom Smith. Alla fine, la band londinese saluta per l’ultima volta la propria piazza, con le maglie inzuppate di sudore come ogni buon ultras vorrebbe per la propria squadra del cuore. Ed è proprio come gli ultras che si è saltato su Formaldehyde. Possiamo dire che sia la band texana che quella inglese hanno assolutamente reso giustizia a Woodstock.

Poco tempo per riprendere fiato, però, perché domani si riprende col nuovo appuntamento del Medimex: Liam Gallagher sarà infatti a Taranto, reduce proprio ieri dal rilascio del nuovo singolo Shockwave che preannuncia il suo secondo disco da solista “Why Me? Why Not”. La data di domani è la prima delle due italiane, con l’ex Oasis che tornerà in Italia per il Collisioni festival a Barolo, il 4 luglio.

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