Moby annuncia il suo nuovo album “Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt” 0 1412

Dopo sei mesi dalla pubblicazione di More Fast Songs About the Apocalypse, Moby annuncia l’uscita di un nuovo album. Everything Was Beautiful, and Nothing Hurt, il nuovo album dell’artista, prende il nome da Mattatoio n° 5 di Kurt Vonnegut e secondo un’intervista rilasciata a Billboard, Moby “tornerà alle sue radici orchestrali, soul, trip-hop e gospel“.

“Sarà un ritorno all’umanità delle mie origini“, ha detto Moby della sua decisione di tenere la politica fuori dall’album. “Perché quello è il comune denominatore: chi siamo noi come specie e perché abbiamo fatto tante scelte egregie e terribili? Il punk rocker in me vuole urlarci contro e dire: “Smettiamo di fare queste scelte terribili”, ma l’altra parte di me che aspira forse a qualche illuminazione vuole solo provare a essere comprensiva e compassionevole“.

Il suo album è stato ispirato in buona parte dall’esplorare il catalogo Spotify come una “macchina della nostalgia”, arrivando a capire che – come ha detto – “più perfetto è un brano musicale, meno mi piace“. “Non sono un grande produttore, quindi è abbastanza facile per me creare imperfezioni“, ha spiegato. “Ma mi è piaciuta anche l’idea: in questo mondo in cui così tante persone si stanno sforzando per qualche strana apparente idea di perfezione tecnica, volevo solo fare qualcosa che fosse un po ‘più rotto.
L’artista ha anche rilasciato una playlist di brani che per lui sono stati d’ispirazione durante la stesura dell’album, la playlist è ascoltabile qui via spotify e su youtube. Le tracce del nuovo album verranno anche caricate nelle playlist man mano che la data di rilascio si avvicina.

Insieme all’annuncio del nuovo album è stato rilasciato anche un singolo, “Like a Motherless Child“: una rielaborazione della famosa canzone che risale all’era della schiavitù negli Stati Uniti.

 

Nel corso degli anni, la canzone è stata reinterpretata da artisti del calibro di Odetta, Lena Horne, Mahalia Jackson, Laura Mvula e Van Morrison.
La traccia descrive il vuoto lasciato quando ci si sente separati da un genitore, un potere superiore o una forza guida simile. Per la rielaborazione di questo brano è stata scelta la cantante Raquel Rodriguez.

L’album arriverà nei negozi il 2 marzo, ma è già disponibile per il preordine. I fan che acquisteranno l’edizione digitale riceveranno un download immediato del primo singolo.

Inoltre Moby pianifica di fare una tournée a sostegno del suo nuovo album nel 2018. In attesa, ecco la tracklist completa:

1. Mere Anarchy
2. The Waste of Suns
3. Like a Motherless Child
4. The Last of Goodbyes
5. The Ceremony of Innocence
6. The Tired and The Hurt
7. Welcome to Hard Times
8. The Sorrow Tree
9. Falling Rain and Light
10. The Middle is Gone
11. This Wild Darkness
12. A Dark Cloud is Coming

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Uno Maggio Taranto: intervista ai Colle der Fomento 0 232

Anche i Colle der Fomento presenti ieri all’Uno Maggio Libero e Pensante. Li abbiamo incontrati nel backstage qualche ora dopo la loro esibizione, riuscendo a parlare in esclusiva con Danno per una brevissima intervista. (Leggi anche la nostra intervista esclusiva di ieri a Squarta dei Cor Veleno)

Da Roma – Rome Sweet Home, per citare Dj Gengis – a Taranto, precisamente al “controconcerto” di quello romano. Una tua breve impressione.
Beh, a noi a Roma non ci hanno mai chiamato [Ride, n.d.r.]. Qui ci hanno chiamato e ringraziamo infatti Roy Paci, ma non è per questo. Questa ci sembrava e ci sembra – e lo abbiamo visto con gli occhi oggi – una manifestazione non solo musicale; non voglio dire politica, diciamo una sorta di presa di coscienza. È sempre buono prendere coscienza di quello che ci sta succedendo intorno.”

Prese di coscienza che oggi servono un sacco, infatti son stati tanti i messaggi di antifascismo, lotta al sistema…
Noi, purtroppo, veniamo da Roma, e Roma è ‘na città piena di fascisti, apparenti o reali. Ci siamo nati in mezzo, li abbiamo sempre visti: non ci sono mai piaciuti, noi non siamo mai piaciuti a loro e quindi niente, noi ribadiamo il nostro essere antifascisti e speriamo che chi ci ascolta capisca e condivida questo nostro aspetto.

Un messaggio alla città di Taranto da parte di Danno.
Resistete e smettiamo tutti di credere ai primi che ci promettono il cielo che tanto il cielo non ce la daranno mai. Insomma, resistete: la parola d’ordine è resistenza umana.

Uno Maggio Taranto: intervista ai Cor Veleno 0 264

Nel backstage del concerto dell’UnoMaggio Libero e Pensante, Blunote Music incontra in esclusiva Squarta dei Cor Veleno per una breve intervista (leggi l’intervista di Kragler a Squarta per l’uscita de Lo Spirito che Suona).

Siamo alla sesta edizione dell’ 1Maggio a Taranto e questa è la vostra prima presenza. Da Roma al “controconcerto” di Roma, avete portato Lo Spirito che Suona.
Sì, e devo dire che spacca. È la prima volta, ma c’è un’energia da paura e la manifestazione è come piace a noi: familiare, cruda, dove la protagonista è la musica con il coltello fra i denti.

In una situazione difficile come quella che sta vivendo Taranto in questo periodo, la città ha bisogno di questo evento e ha bisogno di musica forte, come dici tu. Un messaggio alla città.
Non è solo Taranto a trovarsi in una situazione infelice, ma purtroppo ci sono tanti posti in Italia dove è altrettanto difficile. La musica può essere un mezzo per ricordarsi di lottare sempre, mai darsi per vinti e alzare la testa. Una manifestazione del genere è a questo che serve.

Questa tappa è stata inserita nella seconda parte del vostro tour.
Il tour è partito in inverno, dopo l’uscita del disco. La prima parte l’abbiamo fatta io e Grandi in formazione classica, deejay e voce. In questa parte si è aggiunta anche la band in cui al basso c’è Gabbo, che produce con me anche i beat e tutte le produzioni che sentite, e alla batteria c’è Zamibrady; Taranto è la terza tappa.

C’è qualcosa nel futuro o vi fermerete con Lo Spirito che Suona?
Un futuro c’è, perché te pare che un gruppo che se chiama Cor Veleno se ferma? (ride, ndr.). Siamo già in studio a fare delle cose nuove. Non sappiamo qual è la direzione in cui si muovono queste cose, ma ci stiamo lavorando. Lo spirito di Primo ci sarà sempre, forte e lo sentirete suonare sempre.”

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