Morrissey Shock: “Spacey e Weinstein attaccati inutilmente. Immigrazione? No, grazie” 0 477

Morrissey, lo sappiamo da diverso tempo, sta facendo parlare di sé più per le sue discutibili dichiarazioni che per la musica. L’ultimo episodio di questa bizzarra – e per alcuni versi patetica – telenovela ha avuto luogo durante un’intervista al giornale tedesco Der Spiegel, mentre promuoveva il suo ultimo album da solista Low In High School.

L’ex cantante degli Smiths ha infatti risposto in modo duro e poco piacevole alle domande della giornalista, toccando alcuni tra i temi più scottanti e delicati delle ultime settimane: il caso Weinstein e Specey e l’immigrazione.

SPIEGEL: Dato che siamo a Hollywood, hai seguito il dibattito su Harvey Weinstein, Kevin Spacey e #MeToo?
Morrissey: “Sì, fino a un certo punto, ma poi è diventata una farsa. Tutto ad un tratto sono tutti colpevoli. Chiunque abbia mai detto “mi piaci” a qualcun altro sta venendo improvvisamente accusato di molestie. Queste cose vanno considerate all’interno delle relazioni in cui sono successe. Se non ho la possibilità dire a nessuno che mi piace, lui come può saperlo? Certamente ci sono casi estremi, lo stupro è qualcosa di orribile, ogni attacco fisico è ributtante. Ma dobbiamo considerare tutto in termini relativi.”

Il musicista rincara poi la dose:

Che cosa pensi del fatto che Spacey sia stato rimpiazzato in un film che stava girando e di cui era uno dei protagonisti?
“Credo sia ridicolo. Per quel che so, era in una camera da letto con un quattordicenne. Kevin Spacey aveva ventisei anni e il ragazzino si stava chiedendo dove stessero i suoi genitori. C’è da domandarsi se il ragazzino non sapesse ciò che sarebbe potuto succedere. Non so te, ma io non mi sono mai trovato in situazioni analoghe da piccolo. Mai. Ho sempre saputo quello che poteva succedere. Quando ti trovi nella camera da letto di qualcuno, devi sapere quello a cui può portare. È per questo che non mi sembra molto credibile. Mi sembra che Spacey sia stato attaccato inutilmente.”

Ma la stoccata peggiore arriva dopo, quando Morrissey afferma che le vittime delle molestie “sanno esattamente ciò che può accadere, e fanno finta di nulla. Poi si sentono imbarazzate, o dicono che non gli è piaciuto. E poi la rivoltano, dicendo di essere state molestate, sorprese, trascinate in una stanza. Ma se tutto fosse andato per il verso giusto e ci avessero imbastito su una grande carriera, non ne avrebbero mai parlato.”

Ma la furia del cantante inglese non si placa neanche quando Spiegel decide di invertire la rotta e cambiare argomento su questioni di politica globale, sulla Brexit e sulle grandi potenze, ma anche questa volta ne approfitta per l’ennesima uscita razzista; quando la giornalista gli chiede se Angela Merkel possa essere definitata “la madre dell’Europa”, lui risponde:

Beh, è abbastanza intelligente da non parlare troppo. Sta zitta, e questo è molto interessante. Ma sono molto dispiaciuto che Berlino sia diventata la capitale degli stupri.

Morrissey prosegue attribuendo la sua definizione di Berlino come “capitale dello stupro” ai “confini aperti”. E poi, ancora:

Dunque non sei favorevole all’accoglienza per i rifugiati?
“Va bene, parliamo di multiculturalismo. Desidero che la Germania sia tedesca. Desidero che la Francia sia francese. Facendo diventare tutto multiculturale si perderà ogni forma di cultura. Ogni paese europeo ha combattuto per la propria identità per molti, molti anni. E ora la stanno gettando via. Ritengo sia triste.”

Questa intervista non è che l’ennesima prova del sostanziale peggioramento d’immagine di un cantante che ha fatto certamente la storia del Rock Alternativo inglese, ma che adesso è ricordato più per delle dichiarazioni razziste e banali che per la sua musica.

Il tempo di This Charming Man è definitivamente tramontato.

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“Radiosveglia”, il secondo singolo di CARDO 0 290

CARDO è un cantautore del suo tempo ma anche del nostro tempo, scrive quando ha qualcosa da dire e con le sue canzoni racconta ci  che vive sulla propria pelle, ci  che sente e accade dentro e fuori la sua vita; non solo canzoni d’amore ma anche canzoni per chi oggi, alla soglia dei trenta, vive l’incertezza di questa Italia e spera in un domani migliore.

Radiosveglia” è il secondo singolo del cantautore campano, uscito oggi con una video-anteprima su Youtube, comprendente del testo. Il cantautore ha commentato così l’uscita del singolo: “Radiosveglia è il mio secondo singolo. Se hai un account netflix allora forse parla di te. L’ho pensato come uno schiaffo in faccia, ha un testo che descrive una situazione reale di tanti tra i venticinque e i trent’anni.. è la tua (radio)sveglia che ti parla e dice: ‘svegliati stronzo, anche stavolta hai fatto tardi.. tu e quelle cazzo di serie tv!’. Pensi che il tuo nuovo lavoro, una nuova città possano farti sentire libero? Pensi che possa cambiare qualcosa andando a vivere all’estero? Intanto stai qua, apri netflix, metti l’ultima serie tv e non dormi più. Mentre ci pensi vado al bar..

CARDO, all’anagrafe Mirko Di Fonso, è il primo di tre fratelli e viene dalla provincia di Benevento. Nasce nel ’90 e resta incollato a quegli anni. Cresce con le serie TV di quel periodo, con il mito del calcio, il game boy, le Reebok, le canzoni di Vasco Rossi e di Luca Carboni, i riff dei Rolling Stones. Dopo alcune esperienze in ambito musicale tra cui quella da frontman nella rock band I Botanici, decide di tornare alle sue origini musicali, iniziando così la sua avventura da cantautore con il nome CARDO. Ad ottobre del 2017, inizia a scrivere le sue prime canzoni con una chitarra e una vecchia tastiera. Nasce CARDO, ispirato da un viaggio in Scozia.

La copertina del singolo

“Ollolanda”: Fabio Celenza produce la prima hit di Giorgia Meloni 0 1717

È bastata una Stratocaster al fianco di Giorgia Meloni per creare quello che potrebbe essere definito “il primo singolo del Presidente di Fratelli d’Italia”.

Su LA7, in diretta, la Meloni spiega il suo punto di vista sulla questione immigrazione; parlando di Olanda, sbarchi, mosse estreme e vere e proprie lotte in mare degne di un pirata, sostenendo di voler affondare le navi straniere che illegalmente varcano i confini della propria terra. In più, però, durante la puntata dà spunto a terzi per la produzione della sua prima hit musicale: “Ollolanda”.

Il singolo viene creato e prodotto dall’ormai famoso Fabio Celenza, un doppiatore – ma soprattutto genio – che è diventato famoso grazie ai doppiaggi al leader dei Rolling Stones, Mick Jagger. La canzone in questione, dalle chiare influenze brasiliane, è stata proposta dapprima nel programma Propaganda Live. In seguito, il video è stato pubblicato sul canale Youtube dello stesso Celenza e, attraverso una Fender Stratocaster e delle scale musicali, amplifica il messaggio dell’imperatrice di Fratelli d’Italia.

Ma la Meloni non è nuova a queste vicende e, soprattutto, alla satira di Propaganda Live, col programma che per diverse puntate di fila ha riproposto in chiave musicale un altro suo discorso, questa volta sul Global Compact: Emma Marrone, Jovanotti e Samuel dei Subsonica sono i tre artisti che hanno messo in musica le parole della deputata. A seguire, in un’altra puntata, l’attore Valerio Mastandrea ha interpretato il testo in chiave drammatico-teatrale. Il risultato, inutile dirlo, è tutto da ridere.

Una strategia, quella di associare il pensiero politico al mondo della musica, che porterà sicuramente l’attuale Governo alle elezioni…in un eventuale cartone animato di Celentano.

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