Pioggia di polemiche su Marilyn Manson dopo il concerto flop di New York 0 705

Marilyn Manson è attualmente in tour per il suo ultimo album, Heaven Upside Down. Un tour discusso e travagliato, infatti Manson ha cancellato alcune date dopo un infortunio sul palco e ultimamente ci sono state delle polemiche per un’enorme pistola finta puntata ai fan di San Bernadino, in California. Se non fosse abbastanza, dopo l’esibizione del 15 Febbraio a New York, Marilyn Manson si trova al centro di numerose critiche nei suoi confronti, sfociate addirittura nella richiesta di un rimborso del biglietto.

Ebbene si, il reverendo ha toppato. Dopo sole sei canzoni cantate abbastanza male (e spesso dando le spalle al pubblico) lo show è stato interrotto. Quello a cui hanno assistito i fan a New York è stato un vero e proprio crollo in stile rock star: dopo aver eseguito tre canzoni – “The Reflecting God”, “Deep Six” e “This is the New Shit” – l’artista iniziato un monologo di pensieri sconnessi culminato con lunghe rabbiose e incoerenti dichiarazioni e la richiesta ai fan di mostrargli più amore se volevano ascoltare il resto dello spettacolo. La folla ha iniziato a fischiare, lanciare bicchieri di plastica e urlare ‘’rimborso’’, a questo punto Manson ha lasciato cadere il microfono, ha preso a calci un amplificatore e ha lasciato il palco, lasciando una folla che gridava in coro ‘’fuck you Manson’’.
Qui di seguito due video amatoriali del concerto:

Nella sezione commenti di un post su Instagram pubblicato da The Paramount, l’hotel dove Manson si è esibito, gli spettatori del concerto hanno espresso la loro frustrazione nei confronti della rockstar.
Ha continuato a fare una smorfia che è durata più di 10 minuti, supplicando la folla di dirgli che lo amava, e poi diceva parole senza senso. Quando ha cantato una canzone, ha inventato i testi“, ha scritto un commentatore. “Il peggior evento che abbia mai visto. Dovrebbe essere ritenuto responsabile delle sue azioni e non essere pagato per questo “, ha scritto un altro.

Manson è ben noto per le sue eccentricità e mentre questo spettacolo è stato un flop, la performance della serata successiva allo Starland Ballroom nel New Jersey è stata un successo. Il reverendo ha altre 21 date in programma.

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Ricordati Chi Sei, il nuovo singolo di ElleBlack 0 156

Ha soli 17 anni, un talento raffinato ma soprattutto una grande valigia piena di sogni. Luigi Orlando, in arte ElleBlack, rapper originario di Palagiano, in provincia di Taranto, comincia sin da piccolo a scrivere le prime poesie strutturate come fossero lettere e, negli anni successivi, comincia a cimentarsi nei testi in chiave musicale, con immediati consensi.

Secondo “Rock it”, il più grande portale di musica italiana, ElleBlack “dimostra una buona maturità e inserisce nei suoi testi riferimenti parecchio elevati, come citazioni poetiche, piuttosto rare sempre considerando la sua età e la sua spontaneità e la sua sincerità sono da salvaguardare”.

Dopo lo straordinario successo di “Sono a casa“, album uscito a gennaio e che ha ottenuto recensioni più che positive nell’intero panorama musicale nazionale, esattamente come l’hit estiva “Snapshot”, lunedì 11 novembre a mezzanotte uscirà, su tutte le piattaforme digitali, il nuovo singolo “Ricordati chi sei”.

Prodotto da NotJerk e registrato, mixato e masterizzato dalla Valentino Records, il brano è pubblicato da Top Records, nota casa discografica di Milano.

“‘Ricordati chi sei’ è un brano rap cantautorale  con tonalità più dolci rispetto al passato – spiega ElleBlack – e racconta la storia di un ragazzo che ha perso la memoria di chi è realmente, della sua figura. Per ritrovarla inizia un dialogo con una persona cara che però non c’è più: si tratta di un colloquio spirituale, attraverso cui il giovane ritrova sé stesso e ricorda al suo interlocutore ciò che ha svolto nella sua vecchia vita”.

Il brano è autobiografico: “Questa canzone nasce da un’esigenza personale ed arriva come conseguenza di un avvenimento realmente accaduto, la morte di mio nonno, a cui ha fatto seguito per me un periodo di forte smarrimento”.

‘Ricordati chi sei’ rappresenta una nuova tappa nella carriera musicale di ElleBlack: “E’ una sorta di ancora al mio vecchio stile di fare musica – precisa il giovane cantautore – è una traccia di chiusura di una mia stagione musicale e un punto di partenza per altri progetti”.

L’essenziale ritorno dei Save Our Souls rimanda all’alternative anni ‘90 0 107

Si chiama “Esse o Esse” l’album di ritorno dei Save Our Souls (S.O.S.), la band bergamasca capitanata da Marco Ferri (in arte Bruco). Nati nel 1993 su iniziativa del loro fontman, gli S.O.S hanno saputo costruirsi una lunga carriera, segnata da cambi di formazione, intensa attività live, importanti collaborazioni e vittorie di rassegne e festival. Un bagaglio d’esperienza messo a disposizione di questo loro ultimo lavoro, che la band stessa descrive come «schietto e sincero e che rinuncia a fronzoli e orpelli puntando all’essenziale».

Forse gli orpelli ai quali si è deciso di rinunciare sono ammiccamenti all’elettronica o abbellimenti vari in fase di produzione, dato che il disco sembra voler catapultarci ad inizio/metà degli anni ’90 e all’alternative rock di quel periodo.  Negrita, Timoria, il primo Ligabue sono i primi nomi che vengono in mente sentendo le otto tracce che compongono un disco caratterizzato dalla semplicità degli arrangiamenti (nei quali dominano le chitarre), dall’immediatezza dei testi e dalla ricerca di melodie accattivanti. Non mancano, comunque, rimandi a un indie rock più fresco e scanzonato, sorretto da ritmiche più ballabili.

È il caso dell’opening “Venere acida”: un brano dedicato alla Musica, la dea dell’amore con la quale ogni musicista vive un costante rapporto di odio e amore.

Sorretta dai suoi riff poderosi di chitarra, arriva “Non mi fermare”: un inno punk sulla “lucida follia” di chi vuole trasformare la propria passione in un lavoro, non curandosi delle parole di chi invece prova a tracciare limiti.

Fa il suo ingresso l’acustica (che sarà molto presente nel proseguo del disco) nella successiva “E non sai più cosa sei”, brano che parla dell’alienazione, della spersonalizzazione e dell’apatia causate dall’uso (o, meglio, dall’abuso) dei social network e di internet.

Echi di britpop in “Madre”, ballatona già presente nel disco d’esordio (datato 1993) e per l’occasione ri-arrangiata in una nuova veste.

Si rialza il ritmo con “Ancora vivere” in attesa e in preparazione della romantica “Corri Luna”, malinconica ballata sulla paternità che rimanda alle sonorità e alle melodie dei Litfiba nei loro momenti più “morbidi”.

Timoria e Negrita a influenzare la successiva “Ancora un’ora”, che anticipa il brano di chiusura, “Presidente” (già registrato nel 2017 e inserito nella compilation prodotta e distribuita da NDS Music e allegata al mensile Tribuna Magazine). Cambia il tono – più ironico e scanzonato – in un brano che vuole essere un monito: diffidare dai leader dalle facili promesse, figure tanto affascinanti quanto abbindolatrici. Il cantato di Bruco, come per tutto il resto del disco, oscilla tra soluzioni che ricordano un po’ Piero Pelù, un po’ Francesco Renga,mentre alle immancabili chitarre si uniscono sintetizzatori dal sound futuristico.

Si chiude così un disco breve, diretto ed essenziale che, pur senza offrire brani sensazionali o particolari spunti d’interesse, si lascia ascoltare con godibilità. Non particolarmente attuale o innovativo nel suo intento di riprendere sonorità appartenenti al passato (per quanto recente), ma comunque apprezzabile per le sue melodie orecchiabili e il suo discreto songwriting.

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