Roger Waters aggiunge due date italiane a luglio 0 528

Per chi ama i Pink Floyd questa sarà una notizia più che gradita: Roger Waters amplia il suo tour italiano, aggiungendo ben due nuove date alle sei previste in aprile a Milano e Bologna. In scena a Lucca (all’ex Campo Balilla, a ridosso delle Mura Medioevali) e a Roma (al Circo Massimo) rispettivamente i prossimi 11 e 14 luglio ci sarà uno show mai visto capace di regalare emozioni paragonabili solo a quelle del Desert Trip dell’ottobre 2016.

L’allestimento dello show avrà uno speciale impianto audio quadrifonico e una scenografia che citerà i classici topos floydiani, dall’immancabile maiale volante alla Battersea Power Station: non a caso la data dell’11 luglio a Lucca, che sarà ospitata dall’area adiacente le mura medioevali avrà una platea ristretta per fare spazio all’imponente palco.

Per entrambe le date, le prevendite generali verranno aperte sul circuito TicketOne a partire da giovedì 14 dicembre. I biglietti per entrambe le date saranno in vendita a 80 euro per l’ingresso ordinario e a 110 per il pit: agli importi riportati vanno aggiunti diritti di prevendita ed eventuali commissioni addizionali.

Gli organizzatori ci tengono a sottolineare l’unicità dei concerti di Lucca e Roma: “lo spettacolo sarà diverso rispetto a quelli che proporrà con i concerti in primavera. Se musicalmente si tratta della stessa scaletta, dal punto di vista scenico sarà uno show completamente diverso: ci saranno effetti speciali, un palco innovativo, cose che non si vedranno nei concerti primaverili. Insieme al concerto di Hyde Park, quelle di Lucca e Roma saranno le uniche date in Europa di ‘Us + Them'” assicurano.

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Liam Gallagher e gli Editors per il Medimex 0 212

Grandi artisti di fama internazionale anche quest’anno in riva allo Ionio. La presentazione, come ormai tradizione, con una conferenza stampa all’aperto sulla banchina del Castello Aragonese della Marina Militare sul Canale Navigabile. Liam Gallagher, ex frontman degli Oasis, sicuramente il nome di grande richiamo per il ‘Medimex 2019 International Music & Conference‘. L’annuncio in mattinata da parte del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. L’evento, tanto atteso, si terrà dal 6 al 9 giugno prossimi a Taranto, tra gli altri sul palco anche Patti Smith, Cigarettes after sex ed Editors. L’evento è organizzato da Puglia Sound, progetto della Regione Puglia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pigliese. La prevendita sarà attiva dalle 12 del 27 marzo attraverso il circuito Vivaticket.

Alla conferenza stampa presente anche l’assessore al turismo della Regione Puglia Loredana Capone. Importante il contributo organizzativo dell’amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco Rinaldo Melucci per una manifestazione trainante dal punto di vista turistico. Il concerto di Liam Gallagher è previsto per sabato 8 giugno. I prezzi dei biglietti sono: per le serate di venerdì 7 e domenica 9, 15 euro, mentre il tagliando di sabato 8 costerà 25 euro, infine l’abbonamento per le tre serate costerà 45 €. Medimex si terrà sulla Rotonda del Lungomare. Organizzati numerosi eventi collaterali, una nostra su Woodstock ed altre esposizioni, incontri con gli artisti ed altri concerti organizzati sul palco della Villa Peripato. Per i dettagli relativi al programma è possibile consultare il sito wwe.medimex.it

Blunote Radar X Petite 0 228

Petite è il nome che Giulia Pellegrino sceglie per impugnare il suo microfono. Giovanissima, classe ’99, viene al mondo a Cormano, in provincia di Milano, dall’unica donna che le resterà accanto per la vita, ovvero sua madre. Malgrado la mancanza di una famiglia completa, compensata dalla presenza di suo nonno, cresce senza rancori d’alcun tipo, con il carattere di chi nasce donna e sa che, per questo motivo, sarà destinata a combattere dal giorno uno. Milano dei sogni, Milano degli innamorati di Remigi; Milano delle luci abbaglianti, Milano dell’impossibile; Milano che non guarda in faccia nessuno, che a volte sa buttarti giù come una matrigna cattiva. Venire dalla provincia significa spesso non-appartenere, e scavalcare questa barriera significa il più delle volte sconfiggere i pregiudizi delle persone che ti vogliono inquadrato in un ruolo ben preciso. Petite sa bene tutto questo, lo ha imparato tra le file dei banchi e le compagnie evanescenti come barche in mezzo al mare, in preda alla tempesta dell’omologazione.

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Petite ama meno cose di quante ne odi. Tra queste, la storia, la musica e la scrittura. Studia pianoforte per sei anni e chitarra per tre, poi prosegue da autodidatta. Inizia a scrivere poesie a cinque anni, sulla neve che cade a Milano e la veste di bianco come una sposa a nozze. A causa delle complicazioni che attraversano la sua vita, riprenderà intorno ai sedici anni, quando le parole saranno partorite da sentimenti decisamente più disillusi, come in ogni adolescenza che si rispetti. Scappa di casa trovando rifugio in un quaderno e una matita; nelle cuffie, la musica di Mondo Marcio, da cui trae profondamente ispirazione sia dal punto stilistico che contenutistico. I testi scritti in questo particolare frangente saranno cruciali nella scelta di dedicarsi alla musica, ma restano ad oggi «esercizi di scrittura». Successivamente, l’ascesa di Salmo e la sua glorificazione sconvolgono l’idea generale di fare rap nella scena, e Giulia ne è travolta, fino all’incursione della trap dall’America nel mainstream, grazie alle piattaforme di streaming e broadcasting del settore.

Tra gli amici iniziano a rincorrersi soprannomi su quella ragazzina che intende fare della sua passione un sogno da realizzare, ma i tempi sono ancora acerbi. La prima esperienza in studio di Petite risale ad un ritornello registrato in featuring per un suo amico e artista, ma «adattare l’hip hop alle basi trap era ancora un esercizio difficile». La svolta arriva grazie alla partecipazione ad un contest, di cui Petite – allora ancora Julie – era l’unica partecipante donna. La giovane artista riesce a superare la prima selezione con quello che diventerà il suo primo singolo ufficiale, Chimera, pubblicato sotto il nome di Petite. La presa di coscienza delle sue potenzialità la guiderà dritto in studio di registrazione dove è al momento al lavoro con un team di professionisti, che la supporta nella produzione audio e video.

Petite misura un metro e cinquantaquattro – nessun nome è scelto a caso -, ma è in grado di essere all’altezza delle aspettative. Stile, attitudine e composizione sono caratteristiche che non le mancano e non sono sfuggite al team di DoubleM Studio, composto da musicisti, tecnici, grafici, fotografi e videomaker che seguono la giovane artista nelle produzioni audio e visual. Entrambe le tracce finora pubblicate sono state curate dal sopracitato studio, e sono la prova di un’intensa sinergia tra le parti in fase di lavorazione, nonché di una prospettabile versatilità attraverso influenze musicali differenziate.  

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Frame dal backstage del video di Etico.

Il primo brano rilasciato si intitola Etico, una promo di all’incirca un minuto, in cui Petite corre sulla base dimostrando dalla prima occasione una metrica quantitativamente ricca e strutturata. Malgrado la velocità dei versi ostacoli la piena comprensione del testo al primo ascolto, è chiara l’intenzione dell’artista di mettersi a nudo – e non per scena, ma di farlo davvero – sputando fuori tutto il suo malessere interiore. Panico e rabbia sono i sentimenti che le fanno da padrona, comuni a quella schiera di giovani oggi più che mai sottovalutati dal mondo adulto perché ritenuti vuoti, omologati, disinteressati alla realtà, esattamente come i loro nuovi idoli. Nel video, Petite è completamente nuda e ricoperta da vernice rossa che le gocciola lentamente addosso, in riferimento alle ferite riportate in questi anni per distinguersi dalla massa e provare ad esprimersi, nonostante i pregiudizi dilaganti.

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Cover del singolo Chimera.

Chimera è il primo brano ufficiale di Petite, costruito sul contrasto tra un beat leggero, dal ritmo raggaeton, e un testo dal contenuto più intimo e introspettivo. In tre strofe, la giovane artista mette nero su bianco la dura condizione di chi prova a realizzarsi, a partire da lei stessa, uscendo dalle logiche di una società che vive sul palcoscenico. Al contrario di chi insegue solo l’apparenza, Petite ricerca la solitudine, vuoto necessario da cui partire per ritrovarsi e migliorarsi, abbattere le proprie barriere e trasmettere fiducia a chiunque si senta protagonista di storie simili alla sua. Chimera era infatti un mostro della mitologia greca – nella canzone, il termine viene associato alla “strega” -, ma è anche sinonimo di utopia; nel video, Petite insegue questa figura, in realtà parte intrinseca di lei stessa, in uno scenario selvatico e desolato. Il brano sortisce assolutamente l’effetto desiderato dallo scontro tra ballabilità e riflessione, soprattutto grazie ad un ritornello che non fatica a fissarsi nella memoria.

Da anni ormai, il rap non è più cosa per soli uomini, e questo è un dato confermato dagli esempi femminili recentemente emersi, che sono riusciti a raggiungere una platea relativamente ampia. Petite è giovanissima ed è una bellissima sorpresa scoprire nuove leve determinate a cambiare gli schemi dominanti partendo da zero. La sfida è titanica, ma il suono fresco e la profondità dei versi non comune a colleghi coetanei – anche più affermati -, sono una promessa da mantenere, quindi aspettiamo di vedere cosa Petite ha in serbo per il futuro, fino all’uscita del suo primo lavoro completo.


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