Tango: il maestro Zotto incanta e fa riflettere 0 562

Non una semplice esibizione di danza, ma un vero e proprio racconto, una narrazione di più storie che si sono intrecciate sul palco del teatro Orfeo di Taranto a ritmo di tango.

<<La gente vuole l’abbraccio del tango, un abbraccio avvolgente tra uomo e donna. Bisogna entrare in questo gioco meraviglioso>> parola di Miguel Angel Zotto, il tanghero più importante del mondo che, per una sera, insieme con Daiana Guspero (compagna nella vita e sulla scena) e altri otto straordinari ballerini, ha incantato il pubblico tarantino. Il tutto accompagnato dalle musica suonate dal vivo dal quartetto Tango Sonos.

Molto probabilmente “Zotto Tango” ha avuto la straordinaria capacità di appassionare anche chi si approcciava per la prima volta a questo mondo. Lo stesso Zotto lo sottolinea fermandosi con i giornalisti: <<Tantissima gente si avvicina, gente nuova, anche soltanto per trovare un’amicizia in più e per un interscambio sociale. Imparare il tango è importante non solo perché fa bene non solo al corpo, ma anche alla mente. Se hai coordinazione nel corpo, hai coordinazione nella vita>>.

Una foto dell’esibizione tenutasi al teatro Orfeo di Taranto

Unione vincente tra l’ICO Magna Grecia di Taranto, che ha fortemente voluto portare in riva allo Jonio l’evento nell’ambito della sua stagione di eventi, e la compagnia Tango Por Dos guidata dallo stesso Zotto.

La carica argentina si è sviluppata tra passi, volteggi, movimenti sinuosi ed una fusione sempre presente tra le coppie sul palco: <<L’equilibrio è fondamentale  – commenta ancora il maestro Zotto – l’uomo deve guidare la donna, ma in realtà è proprio il ruolo femminile a fare da padrone. La donna è la mamma del tango, è la regolarità del tango. Il primo passo lo fa sempre la donna, in questa danza come nella vita. L’uomo fa la irregolarità, la donna invece è regolarità>>.

Tra brani che appartengono alla storia della musica, melodie note e i ritmi dell’indimenticato Astor Piazzolla, un ruolo importante lo ha giocato anche l’alchimia tra tutti i danzatori. Tutti attori protagonisti di una squadra guidata dalla coppia Zotto-Guspero, esempio di intesa a tutto tondo e che raccoglie successi in tutto il mondo. E anche Taranto ha potuto beneficiare del fascino, non solo sensuale, di questa grande cultura.

Di Fabrizio Cafaro

 

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Cinzella Festival: a Taranto arrivano i Franz Ferdinand 0 294

È la band scozzese capitanata da Alex Kapranos la prima headliner annunciata per la nuova edizione del Cinzella Festival, il mitico evento che da tre anni si svolge nei dintorni di Taranto e che l’anno scorso aveva già portato i Nothing But Thieves a suonare in riva allo Jonio (o un po’ più lontano dal mare, visto che si tratta di Grottaglie, ma siamo sempre lì). Non perde colpi, dunque, il neo-nato festival, che mostra anzi l’intenzione di proseguire il suo percorso nella maniera migliore possibile, offrendo cartelli imparagonabili rispetto agli eventi che si tengono normalmente nel Sud Italia. Sarà infatti, proprio per i Franz Ferdinand, l’unica data al Sud quella del 20 agosto 2019 nella provincia tarantina.

Riconfermata, dunque, la location dello scorso anno, ovvero le magnifiche Cave di Fantiano a Grottaglie. L’annuncio dei Franz Ferdinand è però solo il primo di quelli che verranno fatti nei prossimi giorni per completare la scaletta che, ricordiamo, sarà spalmata su quattro giorni. Decisamente un regalo di natale per tutti i fan della band scozzese e per tutti gli appassionati della mitica pecorella, simbolo del Cinzella Festival.

I biglietti per l’evento sono già in vendita su TicketOne sia singolarmente (25 euro + d.p.) che sotto forma di abbonamento “Christmas Edition” al costo di 60 euro +d.p. per tutte le quattro giornate.

Ascoltare Turco per sentirsi sempre a casa: ecco “Via Roma” 0 288

Turco è una cantautrice e poli strumentista nata nella provincia di Taranto. La sua musica, definita dalla stessa come “visiva”, è influenzata molto dall’elettronica. Una meravigliosa alchimia tra dispositivi elettronici e cantautorato, mescolati tra di loro per riportare in scena nel 2018 – a modo suo e le riesce benissimo – l’electro-pop. Il sound precursore della musica elettronica conosciuta oggi, un genere che unisce elettronica, pop e, grazie a Turco, anche il cantautorato italiano.

Dopo l’ottimo feedback ottenuto grazie al suo LP “First, Turco inizia la sua eccellente ascesa nel panorama musicale italiano e non. Partecipa al Cinzella Festival di Taranto insieme a Levante, Frankie Hi-Nrg e The Zen Circus, e in breve tempo arriva anche all’Uno maggio di Taranto, affianco a grandi artisti come Brunori Sas e Vinicio Capossela. In seguito a ulteriori successi e soddisfazioni, ottenuti soprattutto grazie all’LP inglese First, aggiunge nel suo repertorio musicale un album: Via Roma (2018). Lingua diversa ma stessa filosofia e stessa coerenza con il sound iniziale: elettronica, cantautorato, synth-pop e rock. A differenza dei primi lavori però sarà affiancata da altri due musicisti, un tastierista e un chitarrista. Questa necessità nasce dal sound più complesso ricercato dalla cantautrice tarantina.

L’album è anticipato dal singolo Treni, caratterizzato da un vivace electro-pop new style e supportato da un’influenza pop moderna. Quello di Turco è il treno delle occasioni, di quelle offerte della vita da non perdere, un treno da prendere al volo, perché essi non aspettano. L’album è introdotto da Intro, uno strumentale dalla durata di 43 secondi affiancato da rumori di strada, sound di citofoni, gente che va e che viene. Sarà la sua Via Roma? Il luogo in cui si trova la sua casa, il suo studio, la sua vita? Si, lo è. “Via Roma è un viaggio fatto dall’ascoltatore per tutta la durata del disco”. Se Treni è secondo la cantautrice il brano più importante e più condiviso da chi sta “dall’altra parte”, gli altri lavori non sono da meno e meritano anch’essi una degna considerazione. L’album è composto da 11 canzoni e ognuna è caratterizzata da sound differenti che ruotano intorno alla sua influenza iniziale: l’elettronica. Un caso è quello di Sharon Dice Che La Vita è un Tropismo Evanescente, uno strumentale con un ritmo orientale, oppure Ho Visto Laura Palmer: ritmi ben definiti e dance, per un finale di stagione inaspettato. Un chiaro tributo alla fortunata serie Twin Peaks, creata da Mark Frost e David Lynch.

Nel brano Ansia invece si riflette una situazione quotidiana ben nota a tutti, raccontata con sonorità dance e con un particolare – a suo modo anch’esso orientaleggiante- intro. “Non mi contattare sennò mi viene l’ansia”. In ordine, il secondo brano dopo intro è Ti Vedi, caratterizzato un ottimo pop elettronico, elegante, con un synth adattato perfettamente alla voce. L’influenza della musica dance caratterizza molto questo album, lo si è notato nel brano tributo a Twin Peaks e lo si nota anche nel quarto brano: nella testa. Un sound che fin dal primo secondo ti entra davvero in testa e che successivamente ti dà un’immensa voglia di ballare. Forse il lavoro più commerciale di “Via Roma”. Il “personale” invece si nota maggiormente negli ultimi brani dell’album, in Ogni Volta per esempio, nella canzone della “ricerca” (“ogni volta che ti guardo sento che ci sei”), oppure in Volevo Dirti. Quest’ultimo accompagnato da un potente drumming e una forte elettronica, sfruttati per amplificare e ricercare un bisogno: quello di te. L’album ha soltanto un featuring, con Molla, e la collaborazione è nata per il brano Eroi: un pezzo introdotto e caratterizzato da una chitarra acustica. Un racconto di grande persone, piccole storie di grandi persone, gli eroi del quotidiano. Questo lungo viaggio in Via Roma si conclude con Buona Vita. Forse anch’esso uno dei lavori con un sound più attuale, ricorda molto Levante da un certo punto di vista. Una chitarra acustica arpeggiata, una voce dolce e calda, un crescendo finale che si conclude con il rumore del mare e il verso dei gabbiani.

Sentirsi sempre a casa e “assaporare” ogni evento del quotidiano sono delle sensazioni bellissime. Turco con quest’album è riuscita a far passeggiare ogni ascoltatore nella sua amata Via Roma, a farlo sentire a casa nella sua casa.

 

Foto di Martina Loiola e Ilenia Tesoro

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