Uno maggio Taranto, oggi la conferenza stampa di presentazione dell’evento 0 470

Oggi 3 febbraio, alle 10.30, nella sede dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti a Taranto, si è svolta la conferenza stampa per inaugurare l’organizzazione di uno degli eventi musicali più sentiti del Mezziogiorno e non solo: il concertone del Primo Maggio nella città dei due mari. Dopo un anno di assenza dovuto alle elezioni comunali della città (i Liberi e pensanti non volevano che il concerto potesse, in qualche modo, foraggiare qualche candidato), il comitato organizzatore ha indetto una press conference per chiarire i punti cardine su cui basare la giornata.

L’informazione più rilevante è sicuramente quella circa l’autofinanziamento: tramite un crowfinding su Musicraiser, infatti, si cercherà di raggiungere la cifra di 50.000 euro entro sessanta giorni, in modo tale da consentire un evento indipendente e supportato dai lavoratori. Sarà dunque essenziale l’offerta popolare, unica via per dare vita ad un concerto che si è sempre contraddistinto per divertimento, arte e riscatto popolare. Il link per donare lo trovate qui.

Si tratterà anche di una svolta storica per questo evento, in quanto, con la speranza di aiuto da parte del comune, il comitato dovrà migliorare i controlli e la sicurezza monitorando le entrate e le uscite tramite braccialetti, aggiungendo agenti, immettendo dei varchi per entrare nella zona della festa e impedendo ai vari abusivi di esercitare le proprie attività all’interno dell’area. Un lavoro senza dubbio dal costo ingente e per alcuni versi difficoltoso, ma oramai reso necessario dopo i fatti avvenuti in piazza San Carlo, a Torino lo scorso giugno, durante la trasmissione sul maxi-schermo della finale di Champions League. È infatti essenzialmente questo il motivo per cui il comitato organizzatore ha fatto richiesta alla giunta comunale.

Passando all’argomento sulla direzione artistica e sugli ospiti, si rimane leggermente delusi nello scoprire che, almeno per oggi, non siano stati fatti nomi, nonostante siano arrivati molti video di sostegno da parte di artisti del calibro di Levante, Riondino e Diodato per invitare la gente a donare. Chissà se almeno una parte di queste personalità calcherà il palco tarantino (in realta siamo pronti a scommetterci), ma nel frattempo il comitato organizzatore ha dato il via ad un interessante concorso rivolte alle band e ai musicisti emergenti: con un offerta di 30 euro (cifra ovviamente devoluta alla causa) gli artisti più bravi potranno non solo suonare nel primo maggio tarantino, ma anche fissare delle date in altre parti d’Italia. Sicuramente un’ottima iniziativa che potrebbe dare una scossa alla scena underground jonica.

Dopo l’annuncio di alcuni sponsor locali, inoltre, ad essere confermati sono anche due grandi classici del merchandising del Primo Maggio tarantino, ossia le magliette e il vino (quest’ultimo ci sentiamo di consigliarlo caldamente).

A concludere il tutto un appello politico sul futuro dell’ILVA, lo stabilimento siderurgico al centro di una questione ambientale e lavorativa su scala nazionale, che farà sicuramente discutere lo scenario politico tarantino.

Ma quello che noi vogliamo, almeno per un giorno, almeno per il giorno dedicato ai lavoratori, è quello di una rivendicazione culturale che passi anche dalle musica e che possa toccare le corde di ogni cittadino, lavoratore, studente o pensionato che sia. Ecco perché, oggi più che mai, è essenziale partecipare al crowfinding per il Primo Maggio a Taranto, nella speranza di un futuro migliore.

Previous ArticleNext Article

Lascia un commento

Massive Attack a Milano: resoconto di una serata a cui nessuno di noi era pronto 0 420

Non avevo visto la scaletta di Milano, ma immaginando che non variasse molto dalle precedenti, ho tirato giù qualche somma: Mezzanine più cover. “Mezzanine più cover?” dicevo a me stesso; “Che motivo avete proprio voi, Massive Attack, di fare delle cover durante un tour che rimarrà nella storia? Voi, che nel repertorio avete pezzi così stratosferici da evitare cover anche durante i live in garage…” Ma come sempre, ho pensato troppo senza guardare il soggetto nella sua essenza; insomma, penso troppo, e pure male, ma in ogni caso non si parla di me, qui.

Il fatto è che chi sta andando al tour del ventennale di Mezzanine pensa di andare a un concerto, ma si sbaglia, non è questo il caso. Il live di ieri sera è stato uno spettacolo cinematografico, una mostra d’arte, una lezione di storia, di filosofia; una visita dallo psicologo e uno schiaffo in faccia. Si, uno schiaffo in faccia, a noi che non abbiamo capito finora un cazzo della situazione in cui ci troviamo e che probabilmente lo capiremo troppo tardi.

Diciassette brani, sei cover, nulla di Blue Lines, assenza totale di ogni capolavoro a parte Mezzanine. Il motivo? Costruire una trama perfetta per un messaggio che restasse impresso nella mente di chi con il telefono in alto filmava frasi contro i danni del digitale nella nostra società; dell’alienazione, di una libertà che non è altro che un’illusione. E per farlo i Massive si son serviti di Found a Reason dei Velvet Underground, come per dire fin dall’inizio: trovami una ragione in tutto questo; il tutto condito da filmati toccanti, sì, ma spesso apparentemente banali: perché, appunto, non capiamo un cazzo. A seguire Risingson, ed eccoli lì i Massive, quello che la gente voleva: “Bastava divertire le vostre serate estive” diceva un certo Fabrizio De André.

A seguire Saturday Night dei Cure, un brano già riproposto nel tour del ’98 e confermato con messaggi che si spingono oltre, insieme ai brani seguenti, individuando un’umanità che vive con gli occhi chiusi di fronte a disgrazie come guerre, torture e cose ben peggiori come l’ignoranza voluta. E poi arriva una potente Man Next Door ad accontentare un pubblico che, in realtà, stava iniziando a capire qualcosa; a parte il tizio in transenna che fin dal primo minuto faceva la diretta e che ha fatto partire una ola di bestemmie.

Prima della prossima cover passeranno altri due pezzi storici: Black Milk e Mezzanine; Black fa impazzire tutti perché Elizabeth è tornata, la Fraser è proprio lì davanti a noi, con quella voce da orgasmo che crea un’alchimia perfetta con il sound dei Massive. Mentre riguardo Mezzanine c’è poco da dire: impeccabile, i batteristi son dei mostri; ci hanno fatto capire quanto è importante andare a tempo nella vita.

La cover che è arrivata dopo è stata Bela Lugosi’s Dead, storico brano dei Bauhaus, reinterpreto dai Massive attraverso un’intensa presenza elettronica, una voce quasi grottesca e un video a primo impatto da “facciata” ma che a piccoli spezzoni faceva capire il messaggio. “Yes? No? I don’t know?” Quanti “non lo so” pronunciamo per non dire la verità? In seguito arriverà Exchange, eseguita in modo impeccabile, quasi da studio ma con dei bassi migliori. Spezziamo una lancia a favore di chi si è occupato della gestione del suono, anch’esso impeccabile.

“Vote for change”. Uno dei messaggi della cover che arriverà dopo: See a Man’s Face: interpretata, come per Man Next Door, da un immenso Horace Andy. Un classico reggae che come ogni brano del contesto, porta con sé un forte messaggio: vota per cambiare. Si, la politica è stata al centro della trama dello spettacolo. Ovviamente. La politica è ovunque, pure in Topolino. Soprattutto in Topolino.

Adesso sto pensando a una cosa e mi sento un po’ in colpa. Sto parlando solo delle cover, limitandomi a una breve presentazione dei brani della band inglese. Ma il fatto è che non c’è bisogno di presentazioni, son sicuro che loro, i Massive Attack, vorrebbero sentir parlare soprattutto del messaggio di questo tour e sicuramente Robert non leggera mai queste parole. Ma nel caso: ROBERT, se stai leggendo dimmi se sei Bansky!

In seguito comunque arriverà Dissolved Girl e Where Have all the Flowers Gone?, cover di Pete Seeger e di Elizabeth Fraser. Una toccante interpretazione che racconta gli orrori della guerra, di un mondo che si ammazza a vicenda per qualcosa che non appartiene e mai apparterrà né all’uno né all’altro.

Dopo l’esecuzione arriva Rockwrok, una cover degli Ultravox eseguirà da un collettivo diventato per un attimo Brit rock. Accompagnato da un video ironico in cui spuntano vari personaggi dello spettacolo che, nel loro insieme, vogliono comunicare il modo in cui anch’essi influenzano fortemente la società.

Arrivati a questo punto la gente aspetta soltanto una cosa: Angel. E infatti Horace Andy sale sul palco e manda la folla in delirio con il suo “Love you, love you, love you“. Poi ci penserà la Fraser a non far scendere il picco di adrenalina attraverso la tanto attesa Teardrop: uno dei brani più storici e mainstream del collettivo.

Poi di colpo il delirio: una cover di Levels di Avicii. In fondo, al di là delle cose negative, bisogna svagarsi nella vita; fermare per un attimo la sofferenza – illuderci – e ballare. Infine ci pensa la solita Fraser a chiudere con Group Four, lasciando spazio a ogni membro della band per virtuosismi vari e saluti che non sono arrivati. Ma in fondo non li voleva nessuno.

Non bastano tutte queste parole per raccontare quanto successo ieri sera, e non basta nemmeno la mia interpretazione del messaggio; perché temi centrali a parte, qui c’entra molto la soggettività. Uno spettacolo audiovisivo con un unico messaggio che mostra in maniera schietta gli orrori della politica mondiale, della guerra, della società che si sta creando e di quella che verrà. Uno spettacolo unico nel suo genere per un pubblico che forse ancora non è pronto; e sì, mi riferisco ancora a quello della diretta in transenna. Ho partecipato anch’io alla ola.

A Robert: se Bansky sei tu non lo dire mai, ancora non siamo pronti. In vent’anni di Mezzanine, disagi politici e guerre, nessuno ha capito nulla; figuriamoci concepire l’esistenza di un artista in grado di influenzare così positivamente le masse con una bomboletta spray.

Cinzella Festival: a Taranto arrivano i Franz Ferdinand 0 216

È la band scozzese capitanata da Alex Kapranos la prima headliner annunciata per la nuova edizione del Cinzella Festival, il mitico evento che da tre anni si svolge nei dintorni di Taranto e che l’anno scorso aveva già portato i Nothing But Thieves a suonare in riva allo Jonio (o un po’ più lontano dal mare, visto che si tratta di Grottaglie, ma siamo sempre lì). Non perde colpi, dunque, il neo-nato festival, che mostra anzi l’intenzione di proseguire il suo percorso nella maniera migliore possibile, offrendo cartelli imparagonabili rispetto agli eventi che si tengono normalmente nel Sud Italia. Sarà infatti, proprio per i Franz Ferdinand, l’unica data al Sud quella del 20 agosto 2019 nella provincia tarantina.

Riconfermata, dunque, la location dello scorso anno, ovvero le magnifiche Cave di Fantiano a Grottaglie. L’annuncio dei Franz Ferdinand è però solo il primo di quelli che verranno fatti nei prossimi giorni per completare la scaletta che, ricordiamo, sarà spalmata su quattro giorni. Decisamente un regalo di natale per tutti i fan della band scozzese e per tutti gli appassionati della mitica pecorella, simbolo del Cinzella Festival.

I biglietti per l’evento sono già in vendita su TicketOne sia singolarmente (25 euro + d.p.) che sotto forma di abbonamento “Christmas Edition” al costo di 60 euro +d.p. per tutte le quattro giornate.

Argomenti popolari

Editor Picks

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: